Il Direttore di un "giornale on line" non è punibile ai sensi dell'art. 57 del c.p. (Reati commessi col mezzo della stampa periodica )!
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Articolo del 01/01/2012 Autore Avv. Eugenio Gargiulo Altri articoli dell'autore


Salva la responsabilità dell'autore della pubblicazione e fuori dei casi di concorso, il direttore o il vice-direttore responsabile di un "giornale" , il quale omette di esercitare sul contenuto del periodico da lui diretto il controllo necessario ad impedire che col mezzo della pubblicazione siano commessi reati , è punito, a titolo di colpa, se un reato è commesso, con la pena stabilita per tale reato, diminuita in misura non eccedente un terzo. E' quanto recita testualmente l'art. 57 del codice penale, che normativamente prevede e sanziona la predetta condotta di ogni direttore, o comunque responsabile, di una testata editoriale di carta stampata.

La Quinta Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione ( sentenza n. 35511 del 1° ottobre 2010) ha, di contro, recentemente escluso la punibilità del direttore di un giornale "on line" ,a norma dell'art. 57 cod. pen., sottolineando come tale disposizione si riferisca esplicitamente all'informazione diffusa attraverso la "carta stampata" , non restando applicabile al c.d. giornale telematico. Per gli "ermellini", la lettera della legge e la sua "ratio" fanno riferimento al concetto di stampa, nel quale non può essere ricompressa l'informazione "on line". Né può pensarsi ad una interpretazione analogica della norma, trattandosi, evidentemente di analogia in "malam partem".     

Il codice penale , per altro, tra i mezzi di informazione, distingue la stampa rispetto a tutti gli altri mezzi di pubblicità (art. 595 comma III c.p.) e l'art. 57 c.p. si riferisce specificamente alla informazione diffusa tramite la "carta stampata".   In dottrina e giurisprudenza si è esclusa, sino ad oggi, ogni ipotesi di assimilabilità di "internet" ( ovvero del suo "prodotto") al concetto di stampato.

Perché possa parlarsi di stampa "in senso giuridico" ( ex art. 1 della L. 47/48) occorrono, per gli "operatori del diritto",  due condizioni che il "web" non realizza: a) che vi sia una riproduzione tipografica; b) che il prodotto di tale attività sia destinato alla pubblicazione e ,quindi, sia effettivamente distribuito tra il pubblico.

Il fatto che il "messaggio internet" ( e dunque anche la pagina del giornale telematico) si possa stampare non appare circostanza determinante, in ragione della mera eventualità , sia oggettiva sia soggettiva, della riproduzione in veste cartacea dei contenuti presenti sul web.        D'altronde non si può non sottolineare che differenti sono le modalità tecniche di trasmissione del messaggio  a seconda del mezzo utilizzato: consegna materiale dello stampato e sua lettura da parte del destinatario , nel caso del "giornale tradizionale"; trasmissione telematica tramite un ISP ( internet server provider) , con utilizzo di rete telefonica, nel caso di "giornale web"!

Attualmente risultano pendenti dinanzi al Parlamento diverse proposte di legge aventi ad oggetto l'estensione della responsabilità ex art. 57 c.p.  anche al direttore di un giornale telematico. Ciò rappresenta l'ulteriore riprova del fatto che , allo stato, tale responsabilità giuridica penale non esiste!    Invero, né con la legge 7 marzo 2001 n. 62, né con il tanto vituperato D.Lsvo del 2003, è stata effettuata l'estensione della operatività dell'art. 57 c.p. dalla carta stampata ai giornali telematici, essendosi limitato il testo del 2001 a introdurre la registrazione dei giornali on line ( che dunque devono necessariamente avere al vertice un direttore) solo per ragioni amministrative e, in ultima analisi, perché possano essere richieste le provvidenze previste per l'editoria ( come ha chiarito il successivo D. Lsvo.)

Allo stato dunque il "sistema normativo" italiano - conclude l'avv. Eugenio Gargiulo - non prevede la punibilità ai sensi dell'art. 57 c.p. ( o di un analogo meccanismo incriminatorio) del direttore di un giornale on line , il quale non può, ad esempio, essere ritenuto responsabile del reato di diffamazione, perpetrato a mezzo della propria "testata editoriale web",  perché il fatto ,attualmente,non è previsto dalla legge come reato!


Avv. Eugenio Gargiulo
Avvocato
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