Per la Corte di Cassazione i matrimoni di "lunga durata" non sono "civilmente" annullabili!
Condividi su Facebook | Discuti nel forum | Consiglia | Scrivi all'autore | Errore |

Articolo del 23/12/2011 Autore Avv. Eugenio Gargiulo Altri articoli dell'autore


Per la Suprema Corte, i giudici italiani non possono convalidare l'annullamento di un matrimonio, già concesso dalla "Sacra Rota", qualora il "rapporto coniugale"  sia stato caratterizzato da un unione stabile nel tempo.  Più specificatamente ".laddove i coniugi abbiano convissuto per oltre un anno successivamente alla celebrazione del matrimonio, la sentenza pronunciata dal Tribunale ecclesiastico, che ne dichiara la nullità, non può essere convalidata dalla Corte d'Appello competente, con i conseguenti effetti civili, poiché contraria all'ordine pubblico." (Corte di Cassazione, I sezione civile, sentenza 30 settembre 2010 - 20 gennaio 2011, n. 1343)

Lo ha deciso la Cassazione, "invalidando" la sentenza con la quale la Corte d'Appello di Venezia, in sede di giudizio di rinvio, aveva dichiarato esecutiva la sentenza di nullità pronunciata dal Tribunale ecclesiastico della Rota Romana relativamente ad un matrimonio, durato oltre venti anni.

Secondo la Suprema Corte, difatti, una volta che il rapporto matrimoniale prosegue nel tempo, è contrario ai principi di ordine pubblico rimetterlo in discussione.

La decisione degli "ermellini" è maturata a seguito del ricorso intrapreso da una moglie "ripudiata",  dopo ben due decenni di coniugio, dal marito il quale aveva , in sede di Tribunale ecclesiastico, sostenuto la tesi della annullabilità del matrimonio "concordatario"  contratto, in quanto  la coniuge  gli aveva sempre taciuto la propria contrarietà a mettere al mondo della prole (escludendo ,così, uno dei cd. "bona matrimoni",  ovvero uno di quegli elementi che danno vitalità alle unioni concordatarie).

La sentenza della Suprema Corte ha, quindi, "invalidato" , dal punto di vista degli effetti civili, la pronuncia di nullità del matrimonio, sancita dal Tribunale ecclesiastico regionale ligure nel novembre 1994, e dichiarata esecutiva dalla Segnatura Apostolica con decreto del marzo 2001, evidenziando che , con riferimento alle situazioni invalidanti l'atto del matrimonio, "..la successiva prolungata convivenza è considerata espressiva di una volontà di accettazione del rapporto che ne è seguito, e con questa volontà è incompatibile il successivo esercizio della facoltà di rimetterlo in discussione, altrimenti riconosciuta dalla legge".

Negli ultimi anni , va detto, si è registrato in Italia un vertiginoso aumento delle procedure di annullamento dei matrimoni dinnanzi ai giudice ecclesiastici ed alla Sacra Rota, tanto che nel 2009 sono state circa seimila le dichiarazioni di nullità dei matrimoni. Tale fenomeno "anomalo"  ha indotto , perfino, il "Sommo Pontefice" ad intervenire, prima nel 2008 e, successivamente, nel 2010, al fine di verificare eventuali eccessi o "scappatoie" sottese al vertiginoso aumento delle richieste di annullamento di matrimoni cd. "concordatari".

La recentissima sentenza della Suprema Corte sembra , quindi, voler porre un freno a tali "abusi", sancendo che l' unica soluzione giuridica per mettere fine alla vita di coppia, che dura da molti anni, non può che essere la "separazione civile", e non la "scorciatoia" della pronuncia ecclesiastica di nullità del matrimonio , che mette al riparo dal dover pagare l'assegno di mantenimento alla ex coniuge, violando, però, i principi del nostro ordinamento!


Avv. Eugenio Gargiulo
Avvocato
^ Vai all' inizio


Articoli correlati

Articoli su Overlex per l'argomento: famiglia

» Tutti gli articoli su overlex in tema di famiglia

Siti di interesse per l'argomento: famiglia

» Master in Mediazione Familiare - Centro Studi Bruner






Concorso miglior articolo giuridico pubblicato su Overlex
Clicca qui
logo del sito
Il Quotidiano giuridico on line ISSN 2280-613X


Loading