Omicidio stradale…
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Articolo del 31/08/2011 Autore Avv. Veronica Ribbeni Altri articoli dell'autore


… un’altra risposta ad un allarme sociale? O semplicemente fumo davanti agli occhi dei cittadini che chiedono giustizia? Il problema sono veramente quelle due tre persone che ubriache o drogate si mettono alla guida dei propri veicoli o piuttosto la condotta imprudente di chiunque si mette alla guida ignorando le più elementari prescrizioni di sicurezza? Chi sorpassa nonostante la striscia sia continua; chi sorpassa in curva; chi sorpassa invadendo la corsia opposta nonostante la visuale non lo consenta; chi non si ferma agli stop; chi corre; chi procede troppo lentamente; chi frena improvvisamente; chi non rispetta le distanze di sicurezza … sono sufficienti anche solo quindici minuti in autostrada per accertarsi di quante e quali siano le condotte che continuamente mettono a rischio l’incolumità sulle strade italiane. Per non parlare della attenzione distolta dalla guida non a causa del cellulare, delle sigarette, della radio ma a causa dei cartelli stradali! Limiti di velocità ….50, 70, un metro dopo 40, un chilometro dopo 70, 100, 120, attenzione agli autovelox, 50, 40, 70….bingo!

E certamente le recenti norme sulla guida in stato di ebbrezza hanno notevolmente contribuito … ad incrementare la conoscenza dei giovani - che bevono una, due birre o un cocktail, due bicchieri di vino o una tequila - … su cosa sia un decreto penale di condanna.

Per non parlare delle degustazioni di vini … altamente pericoloso mettersi alla guida dopo avere avvinato.. ma attenzione … intendo pericoloso per chi guida.

Il problema è indubbiamente serio, ma ciò che dovrebbe apparire evidente agli occhi dei più dovrebbe essere la strumentalizzazione politica. Siamo talmente ciechi da non rendercene conto o semplicemente ci fa comodo?

Un anno l’immigrazione clandestina; un anno l’omofobia; un anno gli atti persecutori … ora l’omicidio stradale … qualcuno ha mai sfogliato il codice penale e il codice di procedura penale?!

Secondo l’Associazione Familiari e Vittime della strada «sono trascorsi due giorni dalla strage dell’A26, dove un albanese ha ucciso 4 giovani francesi. Di fronte a un fatto così grave, restiamo sconcertati per la decisione del magistrato Sara Pozzetti di lasciare il colpevole in stato di libertà. Prima dell’impatto fatale, l’uomo ha percorso 30 chilometri contromano e con un tasso di alcolemia tre volte superiore al limite. Ci chiediamo quali elementi abbiano indotto il magistrato a ritenere che non sussistono pericoli di fuga o di reiterazione di condotte altrettanto scriteriate. Deprechiamo la superficialità di una tale decisione, mentre plaudiamo alle dichiarazioni del ministro Maroni, che ha annunciato che il reato di omicidio stradale rientra finalmente tra le previsioni del governo» (http://www.vittimestrada.org/) … critiche condivisibili, ove avanzate a seguito dello studio di un fascicolo di indagini..

Plaudere all’annuncio che il reato di omicidio stradale rientri tra le previsioni del governo, nonché la norma stessa, consentiranno di evitare che altri giovani o famiglie vengano uccisi in strada?

Perché non destinare piuttosto fondi alle forze dell’ordine affinchè possano essere presenti in un’area di sosta e accertare che una persona per 30 chilometri non percorra l’autostrada contromano?!

Servizi di trasporti pubblici, taxi a costi agevolati, sovvenzioni? No. Accogliendo un appello da parte dell’Associazione italiana familiari e vittime della strada in data 8 Marzo 2010 è stata presentata la proposta di legge n. 3274 “modifiche agli articoli 589, 590 e 590-bis del codice penale, in materia di omicidio colposo, lesioni personali colpose e computo delle circostanze, e all’articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 2000 n. 274, in materia di competenza del giudice di pace”.

L’art. 1 della proposta de quo, lasciando inalterato il primo comma dell’art. 589 c.p. (chiunque cagiona per colpa la morte di una persona è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni) ne modificherebbe il secondo aumentando la pena da due a tre anni -  nuovo testo: chiunque cagiona per colpa la morte o lo stato di coma irreversibile di una persona con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale o di quelle per la prevenzione degli infortuni sul lavoro è punito con la reclusione da tre anni a sette anni; testo attuale: se il fatto è commesso con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale o di quelle per la prevenzione degli infortuni sul lavoro la pena è della reclusione da due a sette anni. Il terzo comma - “si applica la pena della reclusione da tre a dieci anni se il fatto è commesso con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale da: soggetto in stato di ebbrezza alcolica ai sensi dell'articolo 186, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni; soggetto sotto l'effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope” - verrebbe modificato applicando la pena della reclusione da cinque a dieci anni se il fatto è commesso con violazione delle norme sulla circolazione stradale da: soggetto in stato di ebbrezza alcolica ai sensi dell’articolo 186, comma 2, lettera c), del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni; soggetto sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope. Nel caso di morte di più persone, ovvero di morte di una o più persone e di lesioni di una o più persone, si applica la pena che dovrebbe infliggersi per la più grave delle violazioni commesse aumentata fino al triplo, ma la pena non può superare gli anni quindici” verrebbe modificato  “ma la pena non può superare gli anni diciotto”.

Sulla scia del “chiunque reiteratamente, con qualunque mezzo, minaccia o molesta (..) in modo tale da infliggergli un grave disagio psichico ovvero da determinare un giustificato timore per la sicurezza personale propria o di una persona vicina o comunque da pregiudicare in maniera rilevante il suo modo di vivere” ex art. 612 bis c.p. si vorrebbe introdurre un ulteriore comma all’art. 589 c.p. “le pene di cui al secondo comma sono raddoppiate se il fatto è commesso da soggetto che guidi con azzardo, con temerarietà o con aggressività manifesta tale da mettere in serio pericolo la sicurezza stradale e l’incolumità”… chissà quante pronunce della Cassazione servirebbero, nel caso in cui tale proposta venisse approvata, per comprendere cosa debba intendersi con guida con azzardo, temerarietà o aggressività manifesta!

Antonio Borghesi, vice capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera, si augura che quelle di Maroni non siano «come spesso capita, parole al vento» e invita il ministro «per introdurre il reato di omicidio stradale basta che chieda la calendarizzazione immediata della proposta di legge di Italia dei Valori, la n. 3774 del 14 Ottobre 2010, a mia prima firma» (http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/11_agosto_15/maroni-legge-su-pirati-strada-1901300253643.shtml).

L’Atto Camera n. 3774 “introduzione dell’articolo 588-bis del codice penale in materia di omicidio commesso a causa della guida in stato di ebbrezza o di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti o psicotrope, nonché abrogazione del terzo comma dell’articolo 589 del codice penale” assegnato il 21 Dicembre 2010, esame non ancora iniziato, vorrebbe inserire  dopo l’art. 588 c.p. l’art. 588 bis (omicidio commesso a causa della guida in stato di ebbrezza o di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti o psicotrope) - “chiunque cagiona la morte di una persona è punito con la reclusione da dieci a venti anni se il fatto è commesso a causa della guida in stato di ebbrezza alcolica ai sensi dell’articolo 186, comma 2, lettera c), del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, o di alterazione psico-fisica dovuta all’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope ai sensi dell’articolo 187 del medesimo codice di cui al decreto legislativo n. 285 del 1992, e successive modificazioni”. «Voglio ringraziare Maroni. È da mesi che La Destra - afferma Francesco Storace - è impegnata con la petizione popolare per introdurre il reato di omicidio stradale. Il testo di legge è già disponibile e alla ripresa chiederò al ministro di parlarne». La proposta di legge di iniziativa popolare è stata annunciata nella “Gazzetta Ufficiale” n. 142 del 21.06.2011 e prescrive che chiunque, in stato di ubriachezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, provochi un incidente mortale, dovrà essere condannato ad una pena non inferiore a 10 anni di reclusione, pena che dovrà essere aumentata da un terzo alla metà, ovvero da 13 a 15 anni di reclusione, nel caso in cui la vittima sia un minore degli anni diciotto, una donna in stato di gravidanza, una persona in stato di deficienza psichica o motoria. Stessa pena sarà prevista per chi esercita l’attività di trasporto di cose e persone.

Ed ecco che seguono disegni di legge ad hoc sull’omicidio stradale … ad esempio il disegno di legge n. 2828 comunicato alla Presidenza in data 14 Luglio 2011 “modifiche al codice penale ed all'articolo 380 del codice di procedura penale, in materia di omicidio stradale” sulla scorta del quale si vorrebbe introdurre dopo l’articolo 575 c.p. l’art.  575 bis (omicidio stradale)“chiunque, essendo alla guida di un autoveicolo o di un motoveicolo, cagiona la morte di una persona, qualora a causare tale fatto concorrano la violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale unitamente ad uno stato di ebbrezza alcolica o di alterazione dovuta all’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope, ai sensi rispettivamente degli articoli 186, comma 2, lettere b) c), e 187 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, è punito con la reclusione da cinque a dieci anni. Nel caso di morte di più persone, ovvero di morte di una o più persone e di lesioni ad una o più persone, la pena può essere aumentata fino al doppio. Per coloro che siano stati riconosciuti colpevoli del reato di omicidio stradale, il ritiro della patente si protrae, al termine della pena, per un periodo ulteriore pari alla durata della condanna”. Tale disegno di legge introdurrebbe inoltre dopo l’articolo 582 c.p. l’art. 582 bis (lesioni personali stradali) “chiunque, essendo alla guida di un autoveicolo o di un motoveicolo, cagiona ad una persona una lesione personale dalla quale deriva una malattia nel corpo o nella mente la cui durata supera i centottanta giorni, qualora a causare tale fatto concorrano la violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale unitamente ad uno stato di ebbrezza alcolica o di alterazione dovuta all’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope, ai sensi rispettivamente degli articoli 186, comma 2, lettere b) c), e 187 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, è punito con la reclusione da uno a tre anni. Il delitto è punibile a querela della persona offesa se la malattia ha una durata non superiore a centottanta giorni e non concorre alcuna delle circostanze aggravanti previste dall’articolo 583”.

Piuttosto che deprecare la superficialità dell’operato di un magistrato, sarebbe forse il caso di deprecare la superficialità di un governo che ha visto diversi disegni di legge e proposte relative all’introduzione di una fattispecie di reato il cui esame risulta “non ancora iniziato” e che improvvisamente diviene il leitmotiv dell’estate 2011…

 


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