Competenza autorizzazione costruzione impianti energia elettrica da fonti rinnovabili
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Articolo del 21/06/2011 Autore Dott. Giovanni La Banca Altri articoli dell'autore


La competenza in merito al rilascio dei pareri in materia di autorizzazione alla costruzione di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.

A norma dell’art. 146 d.lgs. 42/2004 e degli artt. 17 e 18 D.P.R. 233/07, la competenza al rilascio dell’autorizzazione unica in materia di assentibilità degli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili spetta alla Soprintendenza competente per quel determinato settore, qualora sul terreno oggetto di intervento insista un determinato vincolo.

Si incardinerà la competenza del Direttore Regionale nel momento in cui, sull’area oggetto del procedimento, andranno ad insistere più competenze, come stabilito dall’art. 17 comma 3 lett. n del D.p.R. 233/2007: tale disposizione afferma, infatti, che l’autorità regionale “esprime il parere di competenza del Ministero, anche in sede di conferenza di servizi, per gli interventi in ambito regionale, che riguardano le competenze di più soprintendenze di settore”.

Come si evince dal contenuto della norma, il Direttore Regionale sarà legittimato all’emanazione del parere, altrimenti di competenza della Soprintendenza, solo nel momento in cui su una stessa area insistono diversi  e differenziati vincoli.

Il parere dell’autorità preposta al vincolo è un atto tipico che si basa sull’esistenza dello stesso: ad ogni vincolo culturale, si associa una diversa Soprintendenza di riferimento, competente nel momento in cui sussiste in quella determinata area un vincolo.

In particolare, si pone in evidenza come, in tale materia, “viga il principio per cui il Ministero - e per esso la Soprintendenza - chiamato a pronunciarsi su una autorizzazione paesaggistica, può svolgere l'ampio sindacato di legittimità consentito dall'ordinamento sugli atti amministrativi, corrispondente a quello che potrebbe esercitare il giudice amministrativo nel caso in cui fosse impugnata l'autorizzazione paesaggistica non annullata in sede amministrativa.” ( TAR Puglia, sez. II, 22 febbraio 2010, n.618)

Al contrario, essendo eccezionale e limitata per materia, la competenza del direttore regionale si incardinerà solo nel momento in cui su una singola area andranno ad insistere una serie di vincoli di competenza di diverse Soprintendenze.

Ad esempio, in mancanza di un formale vincolo archeologico e sussistendo solo un vincolo paesaggistico, il direttore regionale non può avocare a sé il potere di esprimere il parere vincolante ex art. 146 dlgs 42/2004 e, qualora ciò succedesse tale atto dovrà considerarsi illegittimo per incompetenza del soggetto emanante.

Pertanto, l’unica Soprintendenza competente  sarà quella Architettonica – Paesaggistica, senza alcun incardinamento in capo alla Direzione Generale o ad altre Soprintendenze, insistendo, sul terreno interessato, un unico vincolo, quello paesaggistico che investe il territorio e che richiede, ai fini dell’assentibilità dell’intervento, una verifica di ammissibilità e di compatibilità tra l’intervento da realizzare e i vari interessi ambientali – storici – paesaggistici tipici del luogo.

Di conseguenza, appare  viziato da incompetenza assoluta il provvedimento emesso dal Direttore Regionale qualora si accerti e si documenti l’ assenza di vincoli di diversa tipologia insistenti sul territorio oggetto dell’intervento.


Dott. Giovanni La Banca
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