L’udienza presidenziale nella separazione personale dei coniugi
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Articolo del 18/06/2011 Autore Avv. Pina Caiazzo Altri articoli dell'autore


La separazione personale dei coniugi è disciplinata dagli artt. 706 ss. del codice di procedura civile.

La domanda di separazione si propone al tribunale di residenza dei coniugi oppure, in mancanza, al tribunale del luogo in cui il coniuge convenuto ha la residenza o il domicilio.

Nei cinque giorni successivi al deposito in cancelleria del ricorso contenente la domanda di separazione, il presidente del Tribunale fissa con decreto la data dell’udienza di comparizione dei coniugi davanti a sé (udienza presidenziale).

A tale udienza, “i coniugi debbono comparire personalmente davanti al presidente con l’assistenza del difensore”(art. 707 codice di procedura civile). Essa ha una duplice funzione: innanzitutto quella, fondamentale, di esperire il tentativo di conciliazione, ma anche, qualora tale tentativo non riuscisse, quella di emanare provvedimenti temporanei ed urgenti basati solo su quanto risulta dal ricorso e dalle dichiarazioni rese dai separandi, autorizzati a vivere separatamente, determinando il loro regime di vita temporaneo.

La presenza personale dei coniugi è richiesta esclusivamente per esperire il tentativo di conciliazione, che costituisce la parte fondamentale della prima udienza.

Il presidente, infatti, sente i coniugi prima separatamente e poi congiuntamente, cercando di conciliarli (anche se –in realtà- è  diffusa nei tribunali italiani la prassi di far entrare nell’aula di udienza entrambi i coniugi contemporaneamente); a questo punto, se i coniugi si conciliano, il presidente fa redigere processo verbale della conciliazione.

Se il coniuge convenuto non compare o la conciliazione non riesce, il presidente, anche d’ufficio, dà con ordinanza i provvedimenti temporanei e urgenti che reputa opportuni nell’interesse dei coniugi e della prole, nomina il giudice istruttore e fissa l’udienza di comparizione delle parti davanti a questo.

L’esigenza di emanare tali provvedimenti temporanei ed urgenti è dettato dalla considerazione che tra i coniugi sta per iniziare un giudizio che potrebbe durare a lungo –anche diversi anni- e, visto che le parti non sono riuscite ad accordarsi per una separazione consensuale, è presumibile che i loro rapporti siano quanto meno animosi. E’ per questo motivo che il presidente determina –pur provvisoriamente- le modalità del loro futuro regime di vita.

L'ordinanza con la quale il presidente del tribunale rinvia la causa al giudice istruttore è immediatamente esecutiva. Essa contiene le decisioni relative all'ambito economico (assegnazione dell’abitazione, mantenimento coniuge), le decisioni relative alla prole (affidamento), la fissazione del giorno in cui si dovrà tenere l'udienza dinanzi al giudice istruttore e del termine entro il quale il coniuge attore devo costituirsi in giudizio con il deposito di una memoria difensiva (che in realtà ha i contenuti di un vero e proprio atto di citazione per cui si possono inserire richieste e fatti nuovi) nonché la fissazione del termine entro il quale il coniuge convenuto si deve costituire, se non lo ha già fatto, partecipando all'udienza di comparizione

Tale ordinanza ha natura di un provvedimento provvisorio, interinale ed anticipatorio e contro di essa può essere proposto reclamo entro dieci giorni dalla notificazione del provvedimento, davanti alla Corte d’Appello


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