Le nuove notificazioni telematiche
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Articolo del 29/05/2011 Autore Avv. Emanuele Traversa Altri articoli dell'autore


2001, le origini

Dieci anni sono trascorsi da quando - con il D.P.R. 13 febbraio 2001, n. 123 - s’introduceva nel sistema processuale italiano una prima disciplina del processo telematico.

Si trattava di una normativa sperimentale, con la quale si cercava di migliorare l’efficienza del servizio giustizia, avvalendosi delle nuove possibilità di comunicazione e trasmissione di dati offerte dalle tecnologie informatiche.

Nei successivi anni si assiste ad un’accelerazione temporale del settore high tech, che determina la necessità di regolamentare il flusso di dati elettronici che quotidianamente circola da una parte all’altra del globo.

A titolo d’esempio, si pensi al D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196 (Codice della Privacy), al D.P.R. 11 febbraio 2005, n. 68 (Regolamento p.e.c.), al D.Lgs. legislativo 7 marzo 2005, n. 82 (Codice dell’amministrazione digitale), o al più recente D.L. 29 dicembre 2009, n. 193, recante interventi urgenti in materia di funzionalità del sistema giudiziario.

In tal modo si è cercato di diffondere la “cultura del byte”, premunendosi al contempo di tutelare la sicurezza e la riservatezza delle comunicazioni on line, al fine di creare un’etica del web ed una maggior consapevolezza dei rischi collegati ad un uso distorto delle ICT.

In merito si rammenta quanto stabilito con il piano e-government 2012, il quale individua tra i suoi obiettivi proprio la notificazione telematica, qualificata come “premessa indispensabile per l’abbreviazione dei tempi dei processi”, in un’ottica di dematerializzazione dei procedimenti(1).

Da ultimo, in attuazione dell’art. 4, comma 1, del D.L. n. 193 del 2009, è stato emanato il D.M. 21 febbraio 2011, n. 44(2), con il quale è stato adottato il regolamento concernente le regole tecniche per l’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nel processo civile e penale.

Lo stesso, emanato nel rispetto dei principi di efficacia, economicità, imparzialità, trasparenza, semplificazione e partecipazione di cui all’art. 12, comma 1 del Codice dell’amministrazione digitale (CAD), introduce una serie di novità in materia di notificazione di atti, che appare opportuno analizzare, anche per i riflessi pratici che le stesse comporteranno per avvocati, giudici, cancellieri ed altri utenti del servizio giustizia.

In merito, il Consiglio di Stato, con il parere interlocutorio reso nell’Adunanza del 25 novembre 2010, ha osservato che la nuova architettura dei servizi telematici prevede flussi di informazioni che transitano dalle attività dei magistrati e del personale delle cancellerie e segreterie, attraverso un sistema centralizzato, per giungere ai soggetti esterni che fruiscono del sistema stesso, avvalendosi dei punti di accesso, della pec e del portale di servizi telematici.

L’art. 34 del regolamento rinvia alla normazione secondaria per le cd. specifiche tecniche, le quali sono state emanate dal responsabile dei sistemi informativi automatizzati del Ministero della giustizia, sentito il parere tecnico di DigitPA e del Garante per la protezione dei dati personali.

Il presente scritto è limitato alle novità di rilievo per gli avvocati del settore civile, che nei prossimi mesi dovranno cimentarsi con la nuova procedura di notificazione.

1. I soggetti abilitati esterni

Tra gli interessati dalla normativa in commento, vi sono i soggetti abilitati esterni, sia privati sia pubblici.

I primi sono i difensori delle parti private, gli avvocati iscritti negli elenchi speciali, gli esperti e gli ausiliari del giudice. I secondi comprendono gli avvocati, i procuratori dello Stato e gli altri dipendenti di amministrazioni statali, regionali, metropolitane, provinciali e comunali.

La nuova disciplina ha previsto una serie di obblighi a carico di questi soggetti, volti a garantire l’efficienza, l’efficacia e la sicurezza del nuovo sistema di notificazione.

In particolare, il soggetto abilitato esterno dovrà installare sul proprio computer un antivirus ed un software antispam, per prevenire la diffusione di virus e similari, nonché la trasmissione involontaria di messaggi di posta indesiderati.

Inoltre, sarà cura del medesimo conservare le ricevute di avvenuta consegna dei messaggi trasmessi al dominio giustizia, definito dallo stesso decreto come: «L’insieme delle risorse hardware e software, mediante il quale il Ministero della giustizia tratta in via informatica e telematica qualsiasi tipo di attività, di dato, di servizio, di comunicazione e di procedura» (art. 2, comma 1, D.M. n. 44/2011).

La conservazione dovrà avvenire “con ogni mezzo idoneo”, in tal modo viene posto un particolare onere di diligenza in capo al professionista, il quale dovrà porre in essere modalità di custodia sicure, anche in relazione al progresso tecnico.

Vi sono poi ulteriori adempimenti, come quello di munirsi di un servizio automatico dell’imminente saturazione della casella di posta, oltre a dotarsi di uno spazio minimo sul disco fisso pari ad un Gigabyte; in tal modo si potrà prendere contezza in tempo utile delle notificazioni ricevute, nonché delle comunicazioni di avvenuta notifica.

2. Le notificazioni per via telematica…

…in generale

Al fine della corretta comprensione della tematica in analisi, occorre muovere dalla recenti modifiche del codice del rito civile in materia di notificazioni.

In particolare, il nuovo art. 149-bis del c.p.c., inserito dal D.L. 29 dicembre 2009 n.193, prevede, al comma 1, che la notificazione possa essere eseguita a mezzo posta elettronica certificata, anche previa estrazione di copia informatica del documento cartaceo. Il successivo comma 3, precisa che «La notifica si intende perfezionata nel momento in cui il gestore rende disponibile il documento informatico nella casella di posta elettronica certificata del destinatario».

Ciò significa che, a prescindere dall’effettivo ritiro dell’atto, eventuali termini perentori decorreranno dalla data di “consegna” del documento nella pec del destinatario.

La norma de qua, che ad oggi disciplina una modalità alternativa di notificazione, deve ora essere letta alla luce delle disposizioni introdotte con il regolamento oggetto di disamina.

La norma di riferimento è l’art. 17 del prefato decreto, che al comma 2 stabilisce che le richieste telematiche di notificazione devono essere inoltrate all’UNEP tramite posta elettronica certificata (pec).

L’avvocato provvede con le stesse modalità di trasmissione del deposito in cancelleria, quindi si dovrà avvalere della busta elettronica, nella quale introdurrà il file RichiestaParte.xml. Inoltre, nella stessa busta potrà essere inserita anche la richiesta di pignoramento.

Una volta inviata la richiesta, il sistema informatico dell’UNEP individua l’indirizzo elettronico del destinatario, attingendo dal registro generale degli indirizzi elettronici (ReGIndE), dal registro delle imprese, dagli albi ed elenchi costituiti ai sensi dell’art. 16 del D.L. 29 novembre 2008, n. 185(3) (comma 4).

Eseguita la notificazione, lo stesso sistema informatico trasmette in via telematica, a colui che ha richiesto la notifica, il documento informatico(4) con la relazione di notificazione sottoscritta con firma digitale(5) e congiunta all’atto stesso, oltre alle ricevute di posta elettronica certificata (comma 5), nonché l’eventuale scansione dell’atto notificato dall’ufficiale giudiziario.

In via residuale, qualora non si possa utilizzare la notifica telematica, l’ufficiale giudiziario deve effettuare una copia cartacea del documento informatico, attestarne la conformità all’originale e procedere con la notificazione ai sensi degli articoli 138 e ss. del c.p.c.

Il Ministero della giustizia si avvale di un proprio servizio di posta elettronica certificata, e garantisce la conservazione dei log(6) dei messaggi, transitati attraverso il proprio gestore di pec, per un periodo di cinque anni.

… e tra avvocati

Il successivo art. 18 regolamenta le notificazioni per via telematica tra avvocati, nell’ipotesi di cui all’art. 4 della Legge 21 gennaio 1994, n. 53(7).

Il difensore può avvalersi del servizio di notificazione telematica nei confronti dei soggetti abilitati esterni di cui si è detto, anche effettuando l’estrazione di una copia informatica del documento cartaceo.

Nel dettaglio, l’interessato dovrà innanzitutto individuare l’indirizzo di pec del destinatario, quale risultante dal registro generale degli indirizzi elettronici(8), successivamente trasmetterà un messaggio con in allegato la copia informatica del documento sottoscritta con firma digitale.

La relata di notifica viene inserita nel corpo del messaggio e deve indicare:

  1. per le notificazioni di atti precedenti l’iscrizione a ruolo, ovvero del deposito dell’atto introduttivo, la parte istante ed il suo procuratore;
  2. per le notificazioni nel corso del procedimento, la parte istante, il suo procuratore e l’ufficio giudiziario.

Inoltre, in entrambe le ipotesi, occorrerà indicare anche l’indirizzo di pec del destinatario ed il numero di cronologico del registro di cui all’art. 8 della Legge n. 53 del 1994.

La notifica si perfeziona quando viene generata la ricevuta di avvenuta consegna da parte del gestore di posta elettronica certificata del destinatario.

Con riguardo alla comunicazione delle comparse e memorie di cui all’art. 170, comma 4, del C.p.c. – atti autorizzati dal giudice – il difensore dovrà inviare, con le modalità di cui sopra, una copia delle stesse alle parti costituite.

Inoltre, alla parte dichiarata contumace è riconosciuto il diritto di prendere visione degli atti del procedimento, effettuando l’accesso al portale dei servizi telematici o tramite il punto d’accesso.

3. I diritti di notifica

Appare opportuno un breve accenno ai diritti di notifica e alle relative modalità di pagamento.

In merito dispone l’art. 30 del D.M. in commento, il quale rinvia in primis al D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 (T.U. spese di giustizia). Detta norma precisa che la ricevuta di pagamento - o di versamento - deve essere allegata all’istanza di notifica inviata all’ufficio.

Il pagamento potrà avvenire in via telematica, come già previsto dal suddetto T.U., e l’univocità del pagamento si baserà sulla relazione trilaterale tra la richiesta di pagamento telematico (RPT), la ricevuta telematica (RT) e l’identificativo univoco di erogazione del servizio (CRS).

Il prestatore del servizio di pagamento (es. gli istituti di credito, le poste ecc) dovrà rilasciare una ricevuta telematica con firma digitale, la quale costituisce prova dell’avvenuto pagamento e dovrà essere allegata all’istanza di notificazione e conservata nel fascicolo informatico.

La potenza normativa della tecnica

A conclusione di questa breve introduzione al tema delle notificazioni telematiche, si vuole evidenziare come la tecnica, spogliatasi del ruolo attribuitole in passato, sia divenuta fine in sé, volontà di potenza normativizzante.

Come di recente osservato da un’illustre studioso(9) del tema, la tecnica reca in sé «la potenza di determinare norme che ne promuovano o ne agevolino l’incremento», in tal modo cerca di prevalere sui suoi antagonisti, onde stabilire la propria verità.

Ciò considerato, occorre rimeditare le categorie del diritto, al fine di adattarle alle nuove esigenze imposte dall’informatizzazione del sistema giustizia, giacché, come si evince agevolmente dalle poche righe che precedono, non solo la forma, ma la stessa idea di notificazione - come istituto del diritto - mantiene del vecchio solo la denominazione, essendone mutata la sostanza.

(1) Si rinvia, per un sintetico approfondimento, al dossier  “Programmi di innovazione digitale nel settore della Giustizia”, reperibile on line, all’indirizzo http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/protocollo_giustizia/index.html

(2) Pubblicato in G.U. n. 89 del 18 aprile 2011.

(3) Si riportano i commi 6 e 7 dell’art. 16 del D.L. 185/2008:

6. «Le imprese costituite in forma societaria sono tenute a indicare il  proprio indirizzo di posta elettronica certificata nella domanda di iscrizione al registro delle imprese. Entro tre anni dalla data di entrata  in  vigore  della  presente  legge  tutte  le  imprese, già  costituite  in  forma  societaria  alla  medesima  data di entrata in vigore,  comunicano  al  registro  delle imprese l'indirizzo di posta elettronica certificata. L'iscrizione dell'indirizzo  di  posta elettronica certificata nel  registro delle  imprese e le sue successive eventuali variazioni sono esenti dall'imposta di bollo e dai diritti di segreteria».

7. «I professionisti iscritti in albi ed elenchi istituiti con legge dello  Stato  comunicano  ai  rispettivi  ordini o collegi il proprio indirizzo di  posta elettronica certificata entro un anno dalla data di  entrata  in  vigore  della presente legge. Gli ordini e i collegi pubblicano  in  un  elenco  consultabile  in  via  telematica  i dati identificativi  degli  iscritti  con  il  relativo indirizzo di posta elettronica certificata».

(4) Si veda, sull’imputabilità del documento al suo autore, M ORLANDI, Il falso digitale, Giuffré, 2003, pagg. 26 e ss.

(5) Per firmare l’atto occorre munirsi di un dispositivo per la generazione di una firma sicura. Si rileva che la definizione di firma digitale di cui al D.M. n. 44/2011 è diversa da quella contenuta nel Codice dell’amministrazione digitale. Infatti, mentre il primo la individua in una firma elettronica avanzata, basata su un certificato qualificato, rilasciata da un certificatore accreditato, e generata mediante un dispositivo per la creazione di una firma sicura, l’art. 1, comma 1, lett. s) del D.Lgs. 7 marzo 2005, n. 82la definisce come «un particolare tipo di firma elettronica avanzata  basata su  un certificato  qualificato e su un sistema di chiavi crittografiche, una pubblica e una privata, correlate tra loro, che consente al titolare tramite la chiave privata e al destinatario  tramite la chiave pubblica, rispettivamente, di rendere manifesta e di  verificare la provenienza e l'integrità di un documento informatico o di un insieme di documenti informatici». Sui sistemi di validazione, si veda A. LISI – M. SCIALDONE, Il documento informatico e le firme elettroniche, in Diritto dell’Internet e delle nuove tecnologie telematiche, a cura di G. CASSANO – I. CIMINO, Cedam, Padova, 2009.

(6) Il regolamento definisce il log come il documento informatico contenente la registrazione cronologica di una o più operazioni informatiche, generato automaticamente dal sistema informatico.

(7) L’art. 4, comma 1 dispone: «L'avvocato o il  procuratore  legale, munito della  procura  e dell'autorizzazione di cui all'articolo 1, può eseguire notificazioni in materia civile,  amministrativa e stragiudiziale, direttamente, mediante consegna di copia dell'atto nel domicilio del destinatario, nel caso in cui il destinatario sia  altro  avvocato  o procuratore  legale,  che  abbia la qualità di domiciliatario di una parte e che sia iscritto nello stesso albo del notificante.

Il comma 2 precisa: «Nel caso di cui al comma 1, l'originale  e  la  copia  dell'atto devono essere previamente vidimati e datati dal consiglio dell'ordine nel cui albo entrambi sono iscritti».

(8) Il registro degli indirizzi elettronici viene gestito dal Ministero della giustizia e contiene i dati identificativi e l’indirizzo di posta elettronica certificata dei soggetti abilitati esterni e degli utenti privati.

(9) Il riferimento è a N.IRTI, Diritto senza verità, Editori Laterza, Bari, 2011, p. 82. L’autore richiama un luogo di E. SEVERINO, La follia dell’angelo. Conversazioni intorno alla filosofia, a cura di I Testoni, Milano 1977.


Avv. Emanuele Traversa
Praticante legale
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