La riforma del processo amministrativo e la circolare De Lise
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Articolo del 04/04/2011 Autore Avv. Elisabetta Davoli Altri articoli dell'autore


Il 16 settembre 2010 è entrata  in vigore la riforma del processo amministrativo: prevista dal Decreto Legislativo del 2 luglio 2010 n°104, in G. U. 7 luglio 2010, che attua i principi dettati dalla  Legge Delega 18 giugno 2009 n°69.

 

Il nuovo codice si propone  di rendere più veloce ed efficace il processo

predetto  affermando, all’art. 2,  che  il giudice e le parti  collaborino per la realizzazione della ragionevole durata del processo al fine di evitare eventuali risarcimenti previsti dalla legge Pinto.

 

La riforma, epocale, prevede importanti modifiche: l’ampliamento delle materie giurisdizione esclusiva,l’inderogabilità della competenza territoriale, il temperamento della giurisdizione esclusiva, le misure cautelari, la riserva facoltativa d’appello avverso le sentenze non definitive.

Viene definita, quindi, la disciplina amministrativa, trasformando i principi giurisprudenziali in istituti di diritto processuale.

 

Il nuovo codice si compone di 137 articoli oltre alle norme d’attuazione, quelle transitorie, di coordinamento e d’abrogazione.

E’ ripartito in cinque libri:

Libro primo:      Disposizioni generali

Libro secondo:  Processo Amministrativo di primo grado

Libro terzo:       Impugnazioni

Libro quarto:     Ottemperanza e Riti speciali.

Libro quinto:     Norme finali

Allegato 2:        Norme d’attuazione

Allegato 3:       Norme transitorie

Allegato 4:       Norme di coordinamento e d’abrogazione

 

Le azioni, cumulabili tra di loro, previste sono quattro: l’azione d’annullamento, l’azione di condanna, l’azione risarcitoria, l’azione avverso il silenzio.

L’azione risarcitoria è ammessa entro il termine di decadenza di 120 giorni, maesclusa nei casi in cui i danni potevano essere evitati usando l’ordinaria diligenza.

 

Ricordiamo, poi sotto l’aspetto istruttorio, l’introduzione della testimonianza scritta, insieme alla Consulenza Tecnica d’ Ufficio.

Non cambiano, invece, alcuni riti speciali, come quello in materia elettorale e il diritto d’accesso agli atti.  

Sono  stati abrogati: il Ricorso Preventivo al Consiglio di Stato, il Rito relativo ai provvedimenti d’ufficio dei magistrati, il Rito sul diniego d’iscrizione  o di cancellazione dai registri delle organizzazioni di volontariato e quello delle associazioni di promozione sociale.

Viene modificata la fase cautelare: in caso d’accoglimento  dell’istanza, il Giudice fissa l’udienza di merito che dovrà essere tenuta nella prima camera di Consiglio utile e decorsi 20 giorni dall’ultima notifica del ricorso e 10 giorni dal deposito in segreteria.

 

Sul predetto codice è intervenuta la Circolare Pasquale De Lise, Presidente del Consiglio di Stato,  precisamente, la Nota del 27 settembre 2010 n°19518 di protocollo, che ha chiarito alcune difficoltà interpretative segnalate dagli operatori.

 

La Circolare  affronta, innanzitutto, il problema sollevato, sulla Disposizione Transitoria dettata dall’art. art. 2 all. 3 del codice predetto, la quale prevede che, per i termini che sono in corso al momento dell’entrata in vigore  del nuovo processo, continuano a trovare applicazione le norme previgenti. La questione si pone per  i termini  che si applicano a ritroso (deposito documenti, memorie e repliche), per i quali l’art 73 comma 1, ha stabilito che, si possono produrre documenti nei quaranta giorni liberi prima dell’udienza,  memorie fino a trenta giorni e repliche fino a  venti giorni. In merito,  il Presidente, ha affermato che la soluzione più plausibile è quella secondo la quale và applicata la disciplina nuova, con riferimento al deposito dei documenti relativi ai Ricorsi la cui udienza di merito è stata fissata, ad una data tale, che l’intervallo temporale tra la data d’avviso e l’udienza ricomprenda l’intero termine di quaranta giorni, previsto dal codice per il deposito, delle memorie e delle repliche, l’intervallo altro non è che quello di sessanta giorni previsti dall’art. 71 comma 5  del Codice, da calcolare  a decorrere dalla data d’entrata in vigore del Codice. Quindi, per le udienze celebrate dopo il 16 settembre, ma prima dello scadere dei sessanta giorni, continua a trovare applicazione la vecchia disciplina  ed  i termini di 20   e 10 giorni, per il deposito dei documenti e delle memorie, esclusa la possibilità di presentare repliche. Questa conclusione si applica anche ai Riti Speciali che hanno i termini dimezzati.

 

Inoltre, la seconda questione   riguarda, la portata dell’art. 5 comma 2  dell’all. 2 ed esattamente come deve essere interpretato il riferimento agli atti,in contrapposizione a quello d’atti e documenti  nello stesso articolo ma ai comma 1 e 4, renda evidente che l’obbligo del  deposito di un numero di copie del Ricorso,  pari al numero dei componenti del Collegio non si estende anche ai  documenti. E che, in ogni modo, in caso di produzione di un numero inferiore di copie a quelle prescritte, non darà luogo all’irrecivibilità oppure all’inammissibilità dello scritto, ma dovrà essere valutata caso  per caso dal Collegio Giudicante, come possibile motivo di rinvio della trattazione del processo, al fine di garantire il contraddittorio tra le parti sugli scritti. Infine, essendo  la valutazione della violazione dell’art. 5 comma 2, rimessa al Collegio Giudicante, le segreterie dovranno, comunque, accettare il deposito degli atti.


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