Le notificazioni all’imputato in caso di irreperibilita'
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Articolo del 02/03/2011 Autore Avv. Alessandro Amaolo Altri articoli dell'autore


In via del tutto preliminare, osservo che il procedimento penale è una serie di attivita’ e di atti-documenti  susseguentisi  nel tempo. Ovviamente,  i predetti atti ed attivita’ devono, necessariamente, essere portati a conoscenza dei soggetti e, in genere, delle persone convocate ad agire nella fase processuale e  pre-processuale. In particolare, le notificazioni sono proprio quelle attivita’ poste in essere per poter assicurare la conoscenza di atti.

Tutto ciò premesso, l’istituto giuridico delle notificazioni all’imputato in caso di irreperibilita’ è stato inserito dal legislatore proprio nell’articolo 159, libro II,  c.p.p.  In particolare, nel predetto libro del codice di procedura penale il legislatore ha dettato uno specifico complesso di regole relative agli atti, destinato a trovare applicazione nelle diverse fasi del procedimento penale.

In sintesi, le notificazioni sono lo strumento tipico mediante il quale l’atto viene portato a conoscenza dei soggetti interessati.  Infatti, le notificazioni consistono nella  consegna di copia  (integrale o, quando previsto, per estratto), di regola al destinatario, oppure, se ciò non è possibile, ad altre persone legittimate (art. 148 c. 3 c.p.p.).

In questo specifico contesto si inserisce l’articolo 159 (Notificazioni all’imputato in caso di irreperibilita’). L’operativita’ della predetta norma presuppone, in modo indefettibile, un infruttuoso tentativo di notificazione nei luoghi stabiliti dall’art. 157 c.p.p., attestato da una relata negativa dell’ufficiale giudiziario. Infatti, proprio su questo punto la Suprema Corte ha stabilito che: La procedura di notificazione prevista dall’art. 159 c.p.p., dando luogo a una forma di conoscenza  “legale” dell’atto, ha carattere eccezionale, in quanto limitata al solo caso in cui risulti impossibile l’esecuzione della notifica nelle forme ordinarie previste dall’art. 157 stesso codice, per essere rimasti ignoti, nonostante l’esperimento di ogni utile indagine, i luoghi di abitazione, di lavoro, di dimora e di recapito dell’imputato. Ne consegue che il giudice deve fare ricorso a tale modalita’ di notifica solo a seguito dell’accertamento rigoroso dell’impossibilita’ di rintracciare l’imputato, mediante ricerche appositamente delegate anche agli organi di polizia giudiziaria. (Cassazione  penale,  sezione  II,  sentenza  18  giugno  2009, n. 25598)

Con una recente sentenza gli ermellini hanno stabilito che: “E’  illegittimo il decreto di irreperibilita’ preceduto da ricerche svolte senza utilizzazione del numero di utenza mobile del destinatario della notifica pur in possesso dell’autorita’ competente”. (Cassazione  penale,  sezione  I,  sentenza  11  febbraio  2010, n. 5476)

L’articolo 159 del c.p.p. afferma, al primo comma, quanto segue: “Se non è possibile eseguire le notificazioni nei modi previsti dall’articolo 157, l’autorita’ giudiziaria dispone nuove ricerche(1)  dell’imputato, particolarmente nel luogo di nascita, dell’ultima residenza anagrafica, dell’ultima dimora, in quello dove egli abitualmente esercita la sua attivita’ lavorativa e presso l’amministrazione carceraria centrale. Qualora le ricerche non diano esito positivo, l’autorita’ giudiziaria emette decreto di irreperibilita’(2)  con il quale, dopo avere designato un difensore all’imputato che ne sia privo, ordina che la notificazione sia eseguita mediante consegna di copia(3)  al difensore84)”. Inoltre, proprio su quest’ultimo punto, la Suprema Corte (Cass. Penale, Sez. VI, 3 febbraio 2006 – 4 aprile 2006, n. 11667) ha stabilito il seguente principio di diritto: Le notifiche all’imputato irreperibile, una volta adottato il decreto di irreperibilita’, ai sensi dell’art. 159, comma 1, c.p.p. vanno effettuate mediante consegna di copia al difensore e ciò in ogni fase e grado del processo in cui è stata dichiarata l’irreperibilita’ ex art. 160 c.p.p.  Inoltre,  la procedura di notificazione dell’imputato irreperibile non prevede l’espressa notifica del decreto allo stesso irreperibile, pur con la consegna dell’atto al difensore, bensì che  “la notificazione sia eseguita mediante consegna al difensore”, tenuto conto di quanto espressamente stabilito dall’ultima parte del primo comma dell’art. 159 c.p.p.

In sintesi, IL DECRETO DI IRREPERIBILITA’  E’  UN ATTO  CON  IL  QUALE L’AUTORITA’  GIUDIZIARIA, DOPO APPROPRIATE RICERCHE, ATTESTA CHE  L’IMPUTATO  NON  E’   REPERIBILE  IN ALCUN LUOGO CONOSCIUTO.

Nell’ipotesi di irreperibilita’, nessuna omissione può addebitarsi all’autorita’ giudiziaria ed agli organi di polizia dei quali essa si serva nel caso in cui, dopo aver svolto le regolari ricerche nei luoghi di nascita, di ultima residenza e di abituale attivita’ lavorativa, non venga rinvenuta traccia di diversa residenza o dimora. Tuttavia, anche la dimora meramente temporanea od occasionale rientra nel novero dei luoghi in cui debbono essere svolte le ricerche al fine dell’adozione del decreto di irreperibilita’. Di conseguenza, lo svolgimento delle predette ricerche non è affatto subordinato all’esistenza di una dimora stabile, in quanto il legislatore, con la minuziosa indicazione dei luoghi indicati nell’articolo 159 succitato, ha voluto che la dichiarazione sia preceduta da ricerche effettive (e non da mere richieste anagrafiche) in tutti i luoghi in cui sussista la possibilita’ di rintracciare l’imputato, senza lasciare nulla di intentato a tal fine.

Inoltre, gli ermellini hanno stabilito che la validita’ della dichiarazione di irreperibilita’, fondata su ricerche complete in riguardo agli elementi risultanti dagli atti al momento in cui dette ricerche sono state eseguite, non è inficiata dalla sopravvenienza di notizie successivamente acquisite. (Cassazione  penale, sezione II, sentenza 26 novembre 2009, n. 45541)

Invece, il secondo ed ultimo comma dell’articolo 159 c.p.p.  afferma che: “Le notificazioni in tal modo eseguite sono valide ad ogni effetto. L’irreperibile è rappresentato dal difensore”.  Tuttavia, nel momento in cui si ha notizia del domicilio dell’imputato dichiarato irreperibile, le notificazioni devono essere effettuate nelle forme ordinarie, senza che sussista la necessita’ di una revoca formale del decreto di irreperibilita’ che ha natura meramente dichiarativa. Cassazione  penale, sezione  VI,  sentenza  17  maggio  2007, n. 19407  Infatti, gli ermellini, proprio in applicazione del sopraccitato  principio di diritto,  hanno escluso che, una volta comunicato il domicilio dell’imputato irreperibile, l’ufficio procedente sia tenuto a revocare il decreto di irreperibilita’ ed a comunicare gli atti del procedimento gia’ notificati ai sensi e per gli effetti dell’art. 159 c.p.p.

Osservo, inoltre,  che la latitanza e la irreperibilita’ sono due istituti giuridici ontologicamente diversi e non assimilabili fra di loro. Infatti, mentre la latitanza ha immediata  rilevanza processuale ed è determinata da una scelta volontaria dell’imputato di sottrarsi ad un provvedimento dell’autorita’ giudiziaria limitativo della liberta’ e a non presenziare quindi al procedimento, la irreperibilita’ è una situazione di fatto. Quest’ultima, secondo il modesto parere dello scrivente, può essere anche involontaria ed incolpevole e diviene processualmente rilevante per effetto della chiamata nel giudizio.

Inoltre, l’istituto giuridico in commento costituisce la mediazione tra contrapposte esigenze riconducibili a valori di rango costituzionale. In dettaglio, da un lato la ragionevole durata del procedimento, che suggerirebbe la massima semplificazione delle forme e, dall’altro, il diritto di difesa ed il principio del contraddittorio.  Questi ultimi, infatti,  postulano il raggiungimento della sfera di effettiva conoscenza del destinatario senza tollerare più di tanto le presunzioni eventualmente correlate alla semplificazione. In conclusione, lo scrivente ritiene opportuno affermare che il processo penale, tenuto conto del preminente interesse pubblico al quale risponde, si deve svolgere nel rispetto delle regole che garantiscano la presenza dell’imputato, ma, ciò posto, non può essere paralizzato nell’ipotesi in cui l’imputato risulti essere irreperibile.

In ultima analisi, osservo, altresì, che la notificazione di un atto effettuata con il rito degli irreperibili da’ luogo ad una forma di  conoscenza  “legale”  del  tutto  equiparabile a quella che deriva dall’adozione di altre forme di notificazione. Pertanto, anche in tal caso, è onere dell’imputato portare a conoscenza, con la dovuta tempestivita’, l’autorita’ procedente degli eventuali fatti nuovi in relazione ai quali possa sorgere, a carico della stessa autorita’, la necessita’ di ulteriori adempimenti. Infine, in sintesi, osservo che la declaratoria di irreperibilita’ consente di superare la stasi processuale, poiché essa permette di eseguire le notifiche all’imputato attraverso consegna di copia al difensore che, di conseguenza, è in condizione di poter rappresentare l’imputato ad ogni effetto.

 

 

Schema illustrativo di un decreto di irreperibilita’ emesso la pubblico ministero

 

PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI . . .

Nr. . . . R.G.N.R. (mod. 21 bis)

 

P.M. dott. . . .

 

DECRETO DI IRREPERIBILITA’

(art. 159 c. 1, c.p.p.)

 

 

 

Il Pubblico Ministero  Dott…..,

Visti gli atti del procedimento R.G. n. . . . nei confronti di xxx yyy, nato a . . . (. . .), il . . .;

in ordine al reato previsto e punito dagli artt………………., in ………….(data);

 

Letta  la  relazione  dell’Ufficiale  Giudiziario/Polizia  giudiziaria  di  Ufficio  Stranieri, Questura di . . ., del . . . dalla quale risulta che il predetto è irreperibile nei luoghi risultanti dagli atti;

 

Considerato che – come emerge dalle note in atti -  le ricerche effettuate, successivamente disposte in particolare nel luogo di nascita, in quello dell’ultima residenza anagrafica e dell’ultima dimora, in quello dove normalmente esercita o ha esercitato la sua attivita’ lavorativa e presso la Amministrazione  carceraria  centrale,  hanno  dato  esito  negativo,  così come  risulta  dalla documentazione allegata;

Visto l’art. 159 c.p.p.

 

DECRETA

 

l’irreperibilita’ di  Tizio nato a …il……………..-

NOMINA

 

difensore  d’ufficio,  con  le  modalita’  di  cui  all’art.  97  c.p.p.,  l’avv.  .  .  .,  con studio in . . . Via . . ., tel. . . .del Foro di . . ., con conseguente avviso ai sensi dell’art. 30 D.L.vo n.  271/89; ordina  che  le  notificazioni  non  potute  effettuare  e  quelle  che  occorressero  in seguito siano eseguite mediante consegna di copi al difensore.

Manda alla Segreteria per gli adempimenti di competenza.

 

. . ., lì . . .

 

Il Pubblico Ministero

 

Schema illustrativo di un decreto di irreperibilita’ emesso dal Giudice di Pace

 

GIUDICE DI PACE DI . . .

SEZIONE PENALE

 

R.G. Gdp n. . . .

R.G. P.M. n. . . .

Sent. n. . . .

 

DECRETO

 

IL  GIUDICE  DI  PACE

 

visti  gli  atti  del  procedimento  penale  a  carico  di  Caio,  nato  a  .  .  .,  il  .  .  ., imputato dei reati di cui agli artt. . . .

 

Rilevato

 

- che il predetto è stato giudicato in primo grado con sentenza pronunciata nella contumacia dell’imputato;

 

- che dalla relazione di notifica risulta che non è stato possibile eseguire la notifica  all’imputato  dell’estratto  della  sentenza  poiché  questo  è  irreperibile  nei luoghi  risultanti  agli  atti  ovvero  che  non  è  stato  possibile  garantire  all’imputato l’effettiva conoscenza dell’atto;

 

- che le ricerche ex art. 159 c.p.p. della persona in oggetto disposte da questa A.G. hanno dato esito negativo;

 

-  che  anche  le  ricerche  del  predetto  disposte  ed  eseguite  presso  l’Amministrazione  Carceraria  centrale  e  presso  l’Ufficio  di  Polizia  Giudiziaria  competente hanno dato esito negativo, così come da documentazione risultante agli atti;

-   ritenute esaurienti, approfondite e complete  le ricerche effettuate;

 

  1. visto l’art. 159 c.p.p.

DECRETA

L’IRREPERIBILITA’ DI CAIO

 

DISPONE

 

che le notifiche non potute effettuare e quelle che occorressero in seguito siano eseguite per mezzo di consegna di copia al difensore avv. . . .

 

Manda alla cancelleria per gli adempimenti di competenza.

 

. . ., lì

 

Il Giudice di Pace

(1)  Le ricerche ai fini dell’emissione del decreto di irreperibilità vanno eseguite cumulativamente, e non alternativamente, in tutti i luoghi indicati dall’articolo 159 c.p.p., diversamente derivandone la nullità assoluta del decreto di irreperibilità medesimo e delle conseguenti notificazioni, ove attinenti alla citazione dell’imputato. Cassazione  penale, sezione  III,  sentenza  9  marzo  2010, n. 9244

(2) Ai fini del decreto di irreperibilità, non sussiste obbligo di disporre apposite ricerche all’estero dell’imputato colà residente, del quale si ignori l’esatto recapito. Cassazione  penale,  sezione  I,  sentenza  15  luglio  2010, n. 27552

(3) La procedura di notificazione nei confronti dell’imputato irreperibile prevede che la notificazione stessa sia eseguita mediante consegna di copia dell’atto al difensore e non, invece, mediante di consegna di due copie dello stesso atto, di cui una per l’imputato, essendo inoltre una tale duplicazione una formalità priva di qualsiasi effetto sotto il profilo delle garanzie di difesa. Cassazione  penale, sezione  III, sentenza 19 febbraio 2008, n. 7474

(4)È ammissibile la notifica del decreto che dispone il giudizio all’imputato irreperibile, effettuata mediante lettura al difensore presente all’udienza preliminare, in quanto l’art. 159, comma 2 c.p.p., statuisce che l’irreperibile è rappresentato dal difensore. Cassazione, sezione  V,  sentenza  23  marzo  2005 – 27 aprile 2005, n. 15656


Avv. Alessandro Amaolo
Avvocato

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