Le associazioni dei consumatori non sono Onlus
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Articolo del 08/07/2005 Autore Redazione Altri articoli dell'autore


Risoluzione n. 81/E del 17 giugno 2005
Le associazioni dei consumatori non sono Onlus
Tutelano gli interessi collettivi di tutti i consumatori, non solo quelli di particolari soggetti svantaggiati



La disciplina tributaria delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale è stata riordinata dal decreto legislativo 4 dicembre 1997 n. 460(1), che ha stabilito i requisiti per assumere tale qualifica, ha fissato i criteri per individuare l'oggetto esclusivo o principale dell'attività sociale, e ha previsto una serie di agevolazioni, che vanno dal regime di esenzione dall'imposizione diretta per gli eventuali proventi derivanti dallo svolgimento dell'attività, all'esenzione ai fini Iva, ai fini dell'imposta di bollo e delle tasse sulle concessioni governative, alla possibilità per chi eroga loro importi a titolo di liberalità di detrarre i relativi oneri.

Sotto il profilo soggettivo, si richiede che l'organizzazione assuma la veste di associazione, comitato, fondazione, società cooperativa o di altro ente a carattere privato, con o senza personalità giuridica.
L'oggetto sociale deve necessariamente concernere uno dei seguenti settori:

* assistenza sociale e socio- sanitaria
* assistenza sanitaria
* beneficenza
* istruzione
* formazione
* sport dilettantistico
* tutela, promozione e valorizzazione delle cose d'interesse artistico e storico di cui alla legge 1 giugno 1939, n. 1089, ivi comprese le biblioteche e i beni di cui al Dpr 30 settembre 1963, n. 1409
* tutela e valorizzazione della natura e dell'ambiente, con esclusione dell'attività esercitata abitualmente, di raccolta e riciclaggio dei rifiuti urbani, speciali e pericolosi di cui all'articolo 7 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22
* promozione della cultura e dell'arte(2)
* tutela dei diritti civili
* ricerca scientifica di particolare interesse sociale svolta direttamente da fondazioni o da esse affidata a università, enti di ricerca e altre fondazioni che la svolgono direttamente.

Le modalità di svolgimento dell'attività devono essere tali che l'oggetto sociale, compreso tra quelli citati, sia perseguito per esclusiva finalità di solidarietà sociale e che non siano compiute altre attività eccetto quelle direttamente connesse, che non siano distribuiti utili in nessuna forma e che nella denominazione sia presente la parola "ONLUS".
La finalità solidaristica si concretizza in genere nell'alleviare la condizione di disagio di categorie di soggetti svantaggiati per cause fisiche, psichiche, sociali o familiari(3).

Con la circolare n. 168 del 26 giugno 1998, il ministero delle Finanze aveva provveduto a delineare i limiti dell'applicazione della citata normativa di settore, specificandone i soggetti inclusi e quelli esclusi, le attività istituzionali e quelle connesse, nonché i profili relativi alle agevolazioni fiscali, sia ai fini delle imposte dirette, sia ai fini dell'Iva e della altre imposte indirette.
In particolare, la qualifica di Onlus è esclusa ex lege per i partiti politici, le organizzazioni sindacali, le associazioni di categoria e le associazioni dei datori di lavoro.

Alla ratio legis sottesa alla citata disciplina, si ricollega ora la risoluzione n. 81/E del 17 giugno 2005, con cui l'Agenzia delle Entrate, richiamando la legge 30 luglio 1998, n. 281, conferma che le associazioni dei consumatori sono volte ad agire a tutela degli interessi collettivi di tutti i consumatori, sia in sede giurisdizionale, sia agendo sull'opinione pubblica mediante un'informazione adeguata, e non solo a tutela di particolari soggetti svantaggiati.

Inoltre, pur trattandosi di un'attività socialmente rilevante, finalizzata a garantire la trasparenza delle condizioni contrattuali dei servizi di pubblica utilità e la tutela della qualità dei prodotti, non rientrando nel novero delle attività elencate dal citato Dlgs n. 460/1997 non può ricondursi nell'alveo delle Onlus, fatto salvo il caso in cui un'associazione di consumatori, per le sue concrete modalità operative, possa presentare ulteriori elementi che possano far ricondurre il suo oggetto sociale a quello delle Onlus.

NOTE
1. Che disciplina anche gli enti non commerciali.

2. Ved. circolare n. 63/E del 1° agosto 2002.

3. Come confermato anche dalle risoluzioni n. 189 dell'11 dicembre 2000 e n. 75 del 21 maggio 2001.


Annamaria Crisconio

Fonte: Annamaria Crisconio - FiscoOggi


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