Esame avvocato 2010: tracce e soluzioni di diritto penale
Condividi su Facebook | Discuti nel forum | Consiglia | Scrivi all'autore | Errore |

Articolo del 16/12/2010 Autore Redazione Altri articoli dell'autore




Discutine nel forum



Traccia di diritto penale n. 1

Tizio fidanzato di Caia, non accettando la fine della relazione sentimentale decisa dalla donna, e desideroso di continuare ad incontrarla, iniziava a seguirne sistematicamente gli spostamenti quando Caia usciva per andare al lavoro ovvero per attendere alle ordinarie attività quotidiane.

Lungo la strada la molestava cercando di fermarla e di parlarle, dicendole che non intendeva allontanarsi da lei iniziava altresì a farle continue telefonate, anche notturne, ed ad inviarle sms telefonici contenenti generiche minacce di danno alle cose, finalizzate ad ottenere una ripresa della frequentazione tra i due.

Le condotte moleste e persecutorie avevano inizio nel novembre 2008.

Caia, esasperata per la situazione, dapprima cambiava alcune delle proprie abitudini di vita per sottrarsi agli incontri con Tizio; poi alla metà del mese di marzo 2009 decideva di sporgere querela contro Tizio.

Tizio decideva quindi di recarsi da un avvocato per conoscere le possibili conseguenze della propria condotta.

Il candidato assunte le vesti del legale di tizio, rediga motivato parere illustrando le fattispecie configurabili nel caso di specie con particolare riguardo alla tematica della successione delle leggi penali nel tempo e agli istituti del reato abituale e continuato.


POSSIBILE SOLUZIONE SCHEMATICA PENALE 1

La soluzione indicata in modo sintetico e schematico è solo una delle possibili; ha mero valore orientativo.


Il reato continuato riguarda i casi in cui vi sono più reati, avvolti da un’unica finalità, ex art. 81 c.p.; il reato abituale riguarda i casi in cui vi sono più condotte identiche reiterate (il reato resta unico, come nel caso di reiterati furti verso la medesima vittima di importi irrilevanti, se presi isolatamente, ma significativi, se sommati tra loro).
La condotta posta in essere da Tizio potrebbe essere qualificabile come reato abituale (ciò non è pacifico in dottrina).
Il quesito sotteso alla traccia era essenzialmente: è applicabile a Tizio l’art. 612bis inerente gli atti persecutori (c.d. stalking), nonostante la condotta antigiuridica sia iniziata prima dell’entrata in vigore della legge che prevede tale reato?
Se si risponde negativamente, Tizio potrebbe andare esente da responsabilità perché nessuna norma espressamente si occupa di tale condotta (nel diritto penale vige il principio di stretta legalità), oppure rispondere ex art. 610 c.p. (oppure ex art. 612 c.p. oppure ex art. 660 c.p., eventualmente in concorso).
Se si risponde positivamente, Tizio risponderà del reato ex art. 612bis c.p.
A favore della tesi negativa deporrebbero i rilievi che:
-non si può rispondere di un reato non ancora entrato in vigore, ex art. 2 comma 1 c.p.;
-comunque dovrebbe trovare applicazione al più l’art. 610 c.p., in quanto norma più favorevole ex art. 2 comma 4 c.p.
Tuttavia, appare più condivisibile la tesi positiva perché:
-al momento di entrata in vigore dell’art. 612 bis c.p., la condotta sembra continuare a reiterarsi, per cui il reato non è ancora “compiuto”, con la conseguenza che l’art. 2 c.p. non è applicabile (non c’è un problema di successione di leggi penali nel tempo, in quanto bisognerebbe prendere di mira un fatto compiuto e co0nfrontare due norme, ma in questo caso il fatto non è “compiuto”; si compie al momento della cessazione della condotta antigiuridica);
-l’art. 612bis c.p. (reato di evento) è integrato, in quanto la condotta di Tizio ha spinto Caia ad “alterare le proprie abitudini di vita”, proprio come richiesto dalla norma.
In questo senso, pertanto, ben potrà Tizio essere chiamato a rispondere del reato ex art. 612bis c.p.



Traccia di diritto penale n. 2

Caio, alcolista, al fine di procurarsi denaro per l'acquisto di vino e liquori, minacciava la madre Mevia ed il padre Tizio di mettere a soqquadro la casa al fine di farsi consegnare il denaro. Nonostante il diniego dei genitori, riusciva ad impossessarsi di euro 200,00, denaro contenuto nel cassetto del comodino della camera da letto dei genitori. Quindi, al fine di uscire di casa con il denaro, vincendo l'opposizione del padre, si scagliava contro quest'ultimo facendolo cadere a terra e procurandogli delle escoriazioni ad un braccio. La madre Mevia non assisteva all'aggressione perché, affranta per la situazione, si era ritirata in cucina.

I genitori, esasperati per la situazione, essendosi fatti analoghi ripetuti anche in passato, sporgevano denuncia nei confronti del figlio.

Il candidato, assunte le vesti del legale di Caio, rediga motivato parere, analizzando la fattispecie configurabile nel caso esposto, con particolare riguardo alla individuazione delle parti offese ed alle conseguenze sanzionatorie.


POSSIBILE SOLUZIONE SCHEMATICA PENALE 2

La soluzione indicata in modo sintetico e schematico è solo una delle possibili; ha mero valore orientativo.


Questa traccia era particolarmente complessa, soprattutto sotto il profilo dell’organizzazione del discorso.
Bisognava essere molto schematici ed essenziali:
-minaccia a Mevia e Tizio, ex art. 612 c.p.;
-furto ai danni di Mevia e Tizio, ex art. 624 c.p. (non punibile ex art. 649 c.p.);
-lesioni ai danni di Tizio, ex art. 582 o 590 c.p.;
-tentata estorsione ai danni di Mevia e Tizio, ex art. 629 c.p. (eventuale non punibilità ex art. 649 c.p.);
Orbene, poi, conveniva scomporre il parere in due parti:
1) È applicabile alla tentata estorsione l’art. 649 c.p.? se si risponde positivamente (e strategicamente conveniva rispondere positivamente, tanto più che il dibattito è aperto), Caio non potrà essere punito ex art. 629 c.p., ma eventualmente di altri reati;
2) Sono applicabili tutte le suddette fattispecie penali incriminatrici (concorso formale di reati tra lesioni e minaccia) oppure una o due (concorso apparente, facendo leva anche sull’assorbimento, eventualmente applicando l’art. 572 c.p., visto che fatti analoghi si erano ripetuti in passato, per cui potrebbero emergere un “maltrattamenti”)?
Caio non può essere punito per tentata estorsione, trovando applicazione in questo caso l’art. 649 c.p.; ciò in quanto:
-l’art. 649 c.p. non si applica al delitto di cui all’art. 629 c.p. (estorsione) e ad ogni altro delitto “contro il patrimonio che sia commesso con violenza alle persone”; nel caso in esame non è applicabile l’art. 629 c.p., ma l’art. 56 c.p. riferito all’art. 629 c.p., emergendo cioè un tentativo e non un delitto compiuto; il delitto tentato è cosa diverso da quello compiuto, sia per struttura che per connesse conseguenze sanzionatorie; inoltre, relativamente a tale segmento di condotta non c’è violenza (fisica) alle persone;
-nel diritto penale vige il principio di stretta legalità, per cui dobbiamo interpretare le norme in modo rigoroso; il riferimento all’art. 629 c.p. non equivale anche a riferirsi all’art. 56 c.p. letto in combinato con l’art. 629 c.p.; d’altronde, vale il brocardo-principio: si voluit dixit; diversamente opinando si infliggerebbe un vulnus al principio di stretta legalità, optando per un’analogia in malam partem vietata all’interprete;
-tale soluzione è più coerente con il principio del favor rei;
-è coerente poi con il principio di ragionevolezza che una condotta meno grave, come il tentativo di estorsione, non sia punibile, diversamente dal reato compiuto di estorsione.
Alla luce di tali rilievi, pertanto, Caio non potrà essere punito ex art. 629 c.p.
E’ tuttavia punibile Caio per i reati di minaccia e lesioni in concorso formale tra loro? Oppure è applicabile il solo reato di maltrattamenti in famiglia, ex art. 572 c.p., assorbente rispetto agli altri?
Qui era possibile optare per l’assorbimento in favore del reato di maltrattamenti in famiglia; difatti:
-la condotta di Caio “si è ripetuta anche in passato”, così emergendo una sorta di condotta reiterata compatibile con la nozione di maltrattamenti;
-è stata maltrattata una persona della famiglia;
-relativamente a Tizio è derivata anche una lesione;
-la nozione di maltrattamenti è idonea a comprendere lesioni ed anche minacce.
Il discorso poi andava completato con riferimento agli artt. 94-95 c.p., avendo cura di individuare le conseguenze sanzionatorie.

Altra soluzione poteva essere quella di far rientrare le minacce e furto nell’ambito della figura della rapina impropria, ex art. 628 c.p. (in questo caso pacificamente non troverà applicazione l’art. 649 c.p.), relativamente al rapporto Caio-Mevio; il furto posto in essere ai danni di Mevia resta non punibile ex art. 649 c.p.






Redazione
www.overlex.com
^ Vai all' inizio


Articoli correlati

Articoli su Overlex per l'argomento: concorsi

» Tutti gli articoli su overlex in tema di concorsi

Siti di interesse per l'argomento: concorsi

» Concorsi Pubblici
Guida ai concorsi e alle opportunità di lavoro.






Concorso miglior articolo giuridico pubblicato su Overlex
Clicca qui
logo del sito
Il Quotidiano giuridico on line ISSN 2280-613X


Loading