Cartella di pagamento Agenzia delle Entrate: nuovo modello – vademecum tra garanzia e tutela contribuente
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Articolo del 02/10/2010 Autore Avv. Paolo Capezzuto - p. Avv. Valeria Cascio Altri articoli dell'autore


Con protocollo n. 46308 del 20 marzo 2010, il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, dott. Attilio Befera ha approvato il nuovo modello di cartella di pagamento, ai sensi dell’art. 25 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, che sostituisce integralmente il modello approvato con decreto del Direttore Generale del Dipartimento delle entrate del Ministero delle finanze del 28 giugno 1999 e successive modificazioni.

Il provvedimento prescrive che l’adozione del nuovo modello è obbligatoria per le cartelle di pagamento relative ai ruoli consegnati agli Agenti della Riscossione successivamente al 30 settembre 2010.

La revisione ha riguardato il modello di cartella di pagamento sotto il profilo sia grafico che contenutistico ed è scaturita dall’esigenza di garantire una maggiore chiarezza ed intelligibilità, da parte del contribuente, delle informazioni e dei dati in essa riportati, in adesione a quanto statuito in termini di principi ineludibili dalla legge 241/90 (e successive modifiche ed integrazioni) sul procedimento amministrativo e dalla legge 212/2000, cd. Statuto del contribuente.

E’ stata posta in maggiore evidenza l’informazione relativa all’intimazione di pagamento entro il termine di sessanta giorni dalla notifica della cartella ed al conseguente avvio dell’esecuzione forzata in caso di mancato pagamento; è stato inserito un prospetto di sintesi delle somme dovute contenente l’elencazione dei rispettivi enti creditori e del totale complessivamente dovuto nel caso di pagamento entro le scadenze, con espressa indicazione del termine di pagamento entro 60 giorni dalla data di notifica nelle ipotesi in cui la cartella contenga ruoli a rata unica; infine, nella parte sottostante, è stata fornita una breve descrizione degli adempimenti connessi alla notifica della cartella e delle conseguenze in caso di mancato o ritardato pagamento delle somme.

Nell’intestazione della pagina dedicata al “Dettaglio degli addebiti”, accanto al logo di Equitalia S.p.A., viene riportata l’indicazione “Ente che ha emesso il ruolo” con relativi denominazione ed indirizzo. La sezione denominata “Dettaglio degli addebiti” contiene una sintetica elencazione delle iscrizioni a ruolo relative all’Ente che ha emesso il ruolo. Queste ultime sono poi dettagliate nella sottostante nuova sezione “Dettaglio degli importi dovuti”, dove, in corrispondenza di ciascun importo a ruolo, sono evidenziati i compensi di riscossione dovuti rispettivamente entro ed oltre le scadenze previste per il pagamento, consentendo così al contribuente di avere immediata consapevolezza dei diversi totali da pagare.

Nella sezione dedicata alle “Comunicazioni dell’Agente della Riscossione” è inserito un apposito riquadro denominato “Dilazioni di pagamento”, contenente tutte le informazioni relative ai requisiti necessari per accedere al beneficio della rateazione nonché alle conseguenze in caso di mancato pagamento delle rate concesse. A conclusione di questa sezione compare l’informativa sul trattamento dei dati personali e viene data evidenza al nuovo servizio creato da Equitalia S.p.A., che consente al contribuente di conoscere la propria posizione debitoria aggiornata consultando l’estratto conto on line.

Con riguardo al Foglio Avvertenze, considerato che il contenuto del medesimo è correlato alla tipologia delle somme iscritte a ruolo, si è proceduto, come indicato nel prosieguo della trattazione per l’Agenzia delle Dogane, all’approvazione degli specifici contenuti con separati provvedimenti.

Infine, allo scopo di consentire una maggiore comprensibilità dei dati riportati in cartella, è stata aggiunta una sezione “Informazioni utili” nella quale sono contenute tutte le spiegazioni, supportate dai relativi riferimenti normativi, concernenti gli oneri aggiuntivi connessi alla notifica della cartella e/o al mancato o tardivo pagamento della stessa, quali le spese di notifica, i compensi del servizio di riscossione, gli interessi di mora, le somme aggiuntive previste dalla disciplina dei contributi I.N.P.S., le spese per l’eventuale attività esecutiva.

E’ di pochi giorni, 20 settembre 2010, la notizia della pubblicazione con protocollo n. 2010/130264 dell’approvazione delle “Avvertenze” relative al nuovo modello di cartella di pagamento, ai sensi dell’art. 25 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, con le quali il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, relative però ai ruoli formati dagli uffici dell’Agenzia delle Dogane. A seguito dell’approvazione del nuovo modello di cartella, di cui al Provvedimento direttoriale del 20 marzo 2010, si è posta l’esigenza di procedere ad una revisione di carattere contenutistico e lessicale delle “Avvertenze” relative alle tipologie di somme iscritte a ruolo dall’Agenzia delle Dogane, al fine di fornire al contribuente informazioni più puntuali e di facile comprensione.

Ciascun foglio “Avvertenze” contiene, infatti, le principali indicazioni relative alle modalità di richiesta di riesame del ruolo in autotutela, di presentazione del ricorso avverso la cartella nonché di richiesta di sospensione del pagamento.

In particolare, la sezione dedicata a “Quando e come presentare ricorso” contiene le informazioni relative all’autorità da adire (Commissione Tributaria, organo estero competente) nonché alle modalità di presentazione del ricorso avverso il ruolo e/o la cartella. Una terza sezione è dedicata alla richiesta di sospensione del pagamento formulabile dal contribuente che propone ricorso, sia in sede amministrativa che giudiziale, con l’indicazione della specifica disciplina applicabile a seconda che si tratti di somme costituenti dazi doganali o crediti sorti in un altro Stato membro dell’Unione Europea.

In questi nuovi protocolli procedimentali di cartelle di pagamento è resa più chiara la possibilità di chiedere informazioni all’Ufficio che ha emesso il ruolo, indicato nell’intestazione della pagina relativa al “Dettaglio degli addebiti”. A tale Ufficio potrà, inoltre, essere presentata istanza di riesame per chiedere l’annullamento del ruolo; l’istanza non interrompe né sospende i termini per proporre l’eventuale ricorso.

Il responsabile del procedimento di iscrizione a ruolo è il Direttore dell’Ufficio, indicato nell’intestazione della pagina relativa al “Dettaglio degli addebiti”, o un suo delegato.

Quando presentare il ricorso. Il contribuente che vuole impugnare il ruolo e/o la cartella deve proporre ricorso entro 60 giorni dalla data della notifica (artt. 18-22 d.lgs. n. 546/1992). I termini per proporre ricorso sono sospesi di diritto dal 1 agosto al 15 settembre di ogni anno (art. 1 legge n. 742/1969). Se prima della notifica della cartella il contribuente ha ricevuto la notifica di un avviso di accertamento o di ogni altro atto per cui la legge prevede l’autonoma impugnabilità, può impugnare il ruolo e/o la cartella solo per vizi propri.

A chi presentare il ricorso. Il contribuente deve:

  1. intestare il ricorso in bollo alla Commissione tributaria provinciale territorialmente competente (art. 4 d.lgs. n. 546/1992);
  2. notificare il ricorso all’Ufficio che ha emesso il ruolo, indicato nell’intestazione della pagina relativa al “Dettaglio degli addebiti”, spedendolo per posta in plico raccomandato senza busta con avviso di ricevimento, o consegnandolo direttamente all’impiegato addetto dell’Ufficio che rilascia la relativa ricevuta, o tramite Ufficiale giudiziario;
  3. notificare il ricorso all’Agente della Riscossione solo nel caso in cui siano contestati vizi imputabili alla sua attività (ad esempio, vizi relativi al procedimento di notificazione della cartella di pagamento) spedendolo per posta in plico raccomandato senza busta con avviso di ricevimento o tramite Ufficiale giudiziario.

Dati da indicare nel ricorso

Nel ricorso devono essere indicati:

  1. la Commissione tributaria provinciale
  2. le generalità del ricorrente
  3. il codice fiscale
  4. il rappresentante legale, se si tratta di società o ente
  5. la residenza o la sede legale o il domicilio eventualmente eletto
  6. l’Ufficio e/o l’Agente della Riscossione contro cui si ricorre
  7. il numero della cartella di pagamento
  8. i motivi del ricorso
  9. la richiesta che viene rivolta alla Commissione tributaria provinciale
  10. la sottoscrizione del ricorrente o del difensore incaricato.

 

E’ opportuno che il contribuente alleghi al ricorso la fotocopia della documentazione da cui risulti la data di notifica della cartella.

Se l’importo contestato è pari o superiore a 2.582,28 euro, il contribuente deve essere obbligatoriamente assistito da un difensore appartenente a una delle categorie previste dalla legge (art. 12, comma 2, del d.lgs. n. 546/1992).

Per importo contestato si intende l’ammontare del tributo, esclusi gli interessi e le sanzioni; in caso di controversie relative esclusivamente a sanzioni, per importo contestato si intende il loro ammontare.

Costituzione in giudizio

Il contribuente, entro 30 giorni da quando ha proposto il ricorso, deve - a pena di inammissibilità - costituirsi in giudizio, cioè deve depositare il proprio fascicolo presso la segreteria della Commissione tributaria provinciale o spedirlo per posta, in plico raccomandato senza busta con avviso di ricevimento.

Il fascicolo deve contenere:

  1. l’originale del ricorso se è stato notificato tramite l’Ufficiale giudiziario, oppure la copia del ricorso se è stato consegnato o spedito per posta; in questo caso il contribuente deve attestare che la copia sia conforme all’originale del ricorso;
  2. la fotocopia della ricevuta del deposito o della spedizione per raccomandata postale;
  3. la fotocopia della cartella di pagamento.

 

Chi perde in giudizio può essere condannato al pagamento delle spese, secondo il principio della soccombenza.

 

SOSPENSIONE DEL PAGAMENTO

Il contribuente che propone ricorso può chiedere la sospensione del pagamento in via amministrativa o giudiziale. Se la sospensione viene concessa e successivamente il ricorso viene respinto, il contribuente deve pagare gli interessi maturati durante il periodo di sospensione del pagamento.

Sospensione amministrativa: l’istanza di sospensione deve essere presentata in carta semplice all’Ufficio che ha emesso il ruolo, indicato nell’intestazione della pagina relativa al “Dettaglio degli addebiti”. Qualora il pagamento abbia per oggetto dazi doganali costituenti risorse proprie dell’Unione Europea, la sospensione è sempre subordinata alla prestazione di idonea garanzia. Tuttavia il contribuente, qualora si trovi in gravi difficoltà di carattere economico o sociale, può chiedere di essere esonerato dal prestare la garanzia.

Sospensione giudiziale: se il pagamento della cartella può causare un danno grave e irreparabile, l’istanza motivata di sospensione deve essere proposta alla Commissione tributaria provinciale a cui viene presentato il ricorso. L’istanza può essere inserita nel ricorso oppure proposta con atto separato; in questo caso, il contribuente deve notificare l’istanza all’Ufficio o all’Agente della Riscossione contro cui ha proposto ricorso e depositarla presso la segreteria della Commissione tributaria provinciale con le stesse modalità previste per il ricorso.

 

Nel caso di RUOLI EMESSI DALL’AGENZIA DELLE DOGANE e quindi in materia di recupero di crediti sorti in un altro Stato membro dell’Unione Europea in applicazione del d.lgs. 9 aprile 2003, n. 69, di solito questa tipologia di cartelle di pagamento derivano da una richiesta di mutua assistenza per il recupero di crediti tributari sorti in altri Stati membri dell’Unione Europea; pertanto, è possibile rivolgersi all’Ufficio che ha emesso il ruolo solo per chiedere informazioni relative all’Autorità fiscale estera (indirizzo, recapiti telefonici). A tale Autorità dovranno essere indirizzate eventuali richieste di chiarimenti ed istanza di riesame per chiedere l’annullamento del ruolo.

Il responsabile del procedimento di iscrizione a ruolo è il Direttore dell’Ufficio, indicato nell’intestazione della pagina relativa al “Dettaglio degli addebiti”, o un suo delegato.

Quando presentare il ricorso

Il contribuente che intende contestare il merito della pretesa tributaria derivante dalla richiesta di mutua assistenza deve rivolgersi all’organo competente dello Stato estero secondo le disposizioni vigenti in tale Stato.

Il contribuente che, invece, vuole impugnare il ruolo e/o la cartella per vizi meramente formali (per esempio, un errore evidente nell’indicare le generalità del contribuente) deve presentare ricorso entro 60 giorni dalla data di notifica della cartella (artt. 18-22 d.lgs. n. 546/1992). I termini per proporre ricorso sono sospesi di diritto dal 1 agosto al 15 settembre di ogni anno (art. 1 legge n. 742/1969).

A chi presentare ricorso

Il contribuente che presenta ricorso per vizi meramente formali deve:

  1. notificare il ricorso, in bollo, all’Ufficio che ha emesso il ruolo, indicato nell’intestazione della pagina relativa al “Dettaglio degli addebiti”, spedendolo per posta in plico raccomandato senza busta con avviso di ricevimento, o consegnandolo direttamente all’impiegato addetto dell’Ufficio che rilascia la relativa ricevuta, o tramite Ufficiale giudiziario. Il ricorso deve essere intestato alla Commissione tributaria provinciale di Roma.
  2. notificare il ricorso, in bollo, all’Agente della Riscossione nel caso in cui siano contestati vizi imputabili alla sua attività (ad esempio, vizi relativi al procedimento di notificazione della cartella di pagamento), spedendolo per posta in plico raccomandato senza busta con avviso di ricevimento o tramite Ufficiale giudiziario. Il ricorso deve essere intestato alla Commissione tributaria provinciale territorialmente competente (art. 4 d.lgs. n. 546/1992).

 

Il contribuente che ha fatto opposizione allo Stato estero per contestarne la pretesa può chiedere la sospensione del pagamento, tramite istanza in carta semplice, all’Ufficio che ha emesso il ruolo, indicato nell’intestazione della pagina relativa al “Dettaglio degli addebiti”; se l’Autorità estera esprime parere favorevole, l’Ufficio può concedere la sospensione fino alla decisione dell’organo competente.

Il contribuente che, invece, propone ricorso contro il ruolo e/o la cartella per vizi meramente formali, se il pagamento della cartella può causare un danno grave e irreparabile, può proporre l’istanza di sospensione alla Commissione tributaria provinciale a cui viene presentato il ricorso.

L’istanza può essere inserita nel ricorso oppure proposta con atto separato; in questo caso, il contribuente deve notificare l’istanza all’Ufficio o all’Agente della Riscossione contro cui ha proposto ricorso e depositarla presso la segreteria della Commissione tributaria provinciale con le stesse modalità previste per il ricorso.

Se la sospensione viene concessa e successivamente il ricorso viene respinto, il contribuente deve pagare gli interessi maturati durante il periodo di sospensione del pagamento.

 

DILAZIONE DI PAGAMENTO

Il contribuente può presentare istanza di dilazione del pagamento al competente Agente della Riscossione, secondo le modalità indicate nella sezione “Comunicazioni dell’Agente della Riscossione”. L’Agente potrà concedere la dilazione di pagamento richiesta qualora l’Autorità fiscale estera abbia previsto tale facoltà.

Per i RUOLI EMESSI DALL’AGENZIA DELLE DOGANE in materia di recupero di crediti non tributari, per la conseguente cartella di pagamento è possibile chiedere informazioni all’Ufficio che ha emesso il ruolo, indicato nell’intestazione della pagina relativa al “Dettaglio degli addebiti”. A tale Ufficio potrà, inoltre, essere presentata istanza di riesame per chiedere l’annullamento del ruolo; l’istanza non interrompe né sospende i termini per proporre l’eventuale ricorso. Il responsabile del procedimento di iscrizione a ruolo è il Direttore dell’Ufficio, indicato nell’intestazione della pagina relativa al “Dettaglio degli addebiti”, o un suo delegato.

QUANDO E COME PRESENTARE RICORSO

Eventuali ragioni di opposizione potranno essere proposte all’Autorità giudiziaria ordinaria:


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