Il contratto di spedizione
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Articolo del 05/08/2010 Autore Dott. Agostino Saviano Altri articoli dell'autore


Il contratto di spedizione è un mandato con il quale un soggetto, spedizioniere, si obbliga a concludere un contratto di trasporto di cose a nome proprio, ma per conto e nell'interesse del committente, nonchè a compiere le operazioni accessorie (art. 1737 cod. civ.).

    Si tratta di un mandato senza rappresentanza.

    L'obbligazione principale assunta dallo spedizioniere si riferisce alla stipulazione di un contratto di trasporto di merci, secondo le istruzioni dategli dal committente e, in mancanza, secondo il miglior interesse del medesimo (art. 1739 cod. civ.).

    Obbligazioni accessorie (eventuali) a carico del medesimo sono quelle relative all'esecuzione di operazioni materiali (imballaggio, magazzinaggio, ecc.). Pertanto, se ciò non gli è stato ordinato e se non sussistono usi, lo spedizioniere non è tenuto ad assicurare la merce (art. 1739, 2° co., cod. civ.).

    La responsabilità dello spedizioniere sussiste nel caso di inadempimento delle suddette obbligazioni.

    Trattandosi di mandato senza rappresentanza, opera il meccanismo dell'art. 1705 cod. civ.: il mandante (committente) può esercitare i diritti derivanti dal contratto stipulato dal mandatario (spedizioniere) con il terzo (vettore), pur non essendo parte sostanziale dello stesso e non figurando quale "mittente" nell'intestazione del documento di trasporto rilasciato dal vettore.

    Il contratto di spedizione è a titolo oneroso.

    La misura della retribuzione è quella stabilita dalle parti oppure dalle tariffe professionali o dagli usi.

    Allo spedizioniere spettano altresì il rimborso delle spese e il compenso per le prestazioni accessorie eseguite sulla base dei documenti giustificativi, a meno che rimborso e compenso siano stati convenuti in una somma globale unitaria (art. 1740, 2° co., cod. civ.).

    I diritti derivanti dal contratto di spedizione si prescrivono in un anno (art. 2951, 1° co., cod. civ.). Il termine è di diciotto mesi se il trasporto, cui il contratto di spedizione è riferibile, ha inizio o termine fuori Europa; esso decorre dall'arrivo a destino della persona, o dal giorno del sinistro, o dal giorno in cui è avvenuta o sarebbe dovuta avvenire la riconsegna (art. 2951, 2° e 3° co., cod. civ.).


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