Frodi fiscali IVA internazionali e nazionali:disposizioni ministeriali
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Articolo del 22/04/2010 Autore Dott. Massimo Sperduti Altri articoli dell'autore


Le recenti disposizioni emanate dal Ministero dell’Economia e delle Finanze riguardanti il contrasto alle frodi fiscali Iva internazionali e nazionali.

Sono stati definiti i termini e le modalità di comunicazione telematica all’Agenzia delle Entrate dei dati riguardanti le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate e ricevute, registrate o soggette a registrazione, nei confronti dei soggetti economici domiciliati, residenti o aventi sede nei Paesi inclusi nella black list ad opera del decreto del Ministro delle finanze 4 maggio 1999 e del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 21 novembre 2001.

In particolare, il decreto del Ministro dell’Economia del 30 marzo 2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 16 aprile 2010, n. 88, ha stabilito quali siano i dati e gli elementi informativi da indicare, i soggetti obbligati, il periodo di riferimento, i termini e le modalità di presentazione delle predette comunicazioni.

Al riguardo, si evidenzia che, secondo quanto stabilito dall’art. 4 del decreto in esame, nel modello, che dovrà essere approvato entro il 29 maggio con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate insieme alle relative istruzioni per la compilazione, devono essere esposti i seguenti dati:

  1. codice fiscale e partita Iva del soggetto passivo tenuto alla comunicazione;
  2. numero di codice fiscale assegnato all’operatore economico, con il quale è intercorsa l’operazione, dallo Stato dove è stabilito, residente o domiciliato;
  3. altro codice identificativo attribuito al soggetto economico estero, in mancanza dell’attribuzione del codice fiscale;
  4. ditta, dati anagrafici e domicilio fiscale della controparte persona fisica;
  5. denominazione o ragione sociale, sede legale o amministrativa della controparte diversa dalle persone fisiche;
  6. periodo di riferimento della comunicazione;
  7. per ogni operatore estero, l’importo totale delle operazioni passive ed attive effettuate, suddivise tra operazioni imponibili, non imponibili, esenti o non soggette agli effetti dell’Iva, computate al netto delle relative note di variazione;
  8. in relazione alle operazioni imponibili, per ciascun soggetto economico, l’importo della relativa imposta;
  9. importi complessivi delle operazioni e della relativa imposta concernenti le note di variazione emesse e ricevute, riferite ad annualità precedenti, suddivisi per ciascun operatore ecomico.

Si ribadisce, come già stabilito dall’art. 1, c. 1 del decreto legge 25 marzo 2010, n. 40(1), che l’obbligo in esame è posto in capo ai soggetti passivi Iva che abbiano effettuato cessioni di beni e/o prestazioni di servizi nei confronti di operatori economici stabiliti negli Stati a fiscalità privilegiata inclusi nella black list, o che da questi abbiano acquistato beni o ricevuto prestazioni.

La comunicazione, a norma dell’art. 3 del decreto, va trasmessa telematicamente all’Agenzia delle entrate entro l’ultimo giorno del mese successivo al periodo di riferimento, che può essere trimestrale o mensile, a seconda che, nei quattro trimestri precedenti, l’operatore nazionale abbia realizzato per ciascuna categoria di operazioni un ammontare trimestrale di transazioni, rispettivamente, non superiore, o superiore, ad € 50.000,00 (cinquantamila/00).

Si rammenta che il superamento della suddetta soglia nel corso di un trimestre comporta l’obbligo in capo al soggetto passivo di presentare la comunicazione con periodicità mensile a partire dal mese successivo rispetto al periodo in cui tale soglia viene superata.

Qualora l’operatore nazionale abbia iniziato l’attività da meno di quattro trimestri, questi potrà presentare la comunicazione con periodicità trimestrale solo quando, nei trimestri già trascorsi, non abbia superato la soglia su riportata.

Tuttavia, l’art. 2, c. 3, del decreto, concede la facoltà di eseguire le comunicazioni con periodicità mensile ai contribuenti che sono ammessi alla presentazione trimestrale dei predetti elenchi, purchè tale cadenza sia rispettata per l’intero anno solare.

Per ultimo, si evidenzia che le disposizioni precedentemente analizzate troveranno applicazione per le operazioni effettuate a partire dal 1° luglio 2010.

(1) In relazione al provvedimento indicato, si veda Sperduti M.,“I nuovi obblighi di comunicazione riguardanti le operazioni intercorse con soggetti economici stabiliti nei Paesi inclusi nella c.d. black list”, in Finanza e Diritto.it, Editrice Le Fonti, pubblicato all’indirizzo internet http://www.finanzaediritto.it/index.php, 19 aprile 2010.


Dott. Massimo Sperduti
impiegato pubblico
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