Il codice della strada e gli strumenti di rilevamento delle infrazioni
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Articolo del 22/04/2010 Autore Mazzaraco Mariagrazia Altri articoli dell'autore


Telelaser, autovelox, T-red, controlli ad ampio raggio sull'intero territorio comunale, procedure di notifica delle contravvenzioni, poteri attribuiti agli ausiliari del traffico in materia di contravvenzioni sono oggetto di interesse della sentenza della Corte di Cassazione n. 11131/2009.

La sentenza, che prevede che l'autovelox sia posizionato a 400 metri di distanza, ha decretato l'annullamento del 50% circa delle contravvenzioni elevate e la restituzione dei punti sottratti. In materia di codice della strada diverse sono le sentenza della Suprema Corte susseguitesi nel tempo; basti pensare alla n. 943/2005 per cui, in relazione al telelaser con macchina fotografica realizzato nel 2003, la Corte stabiliva che "ai fini dell'applicazione di sanzioni amministrative per eccesso di velicità deve ritenersi legittima la misurazione effettuata mediante apparecchio telelaser omologato, secondo il disposto dell'art. 142 6° co del codice della strada".

Qualora la documentazione fotografica mancasse, la misurazione è comunque legittima, a condizione che il telelaser sia omologato. Molto si è discusso sul "semaforo intelligente" o più tecnicamente T-red inizialmente difforme da quello omologato dal Ministero dei Trasporti ma successivamente legittimato dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 11131/09.

Si parlava in apertura dei controlli espletati sull'intero territorio comunale e della possibilità, per i Comuni, di elevare multe e contravvenzioni sulle strade, sulle superstrade extraurbane dove l'autovelox può essere posizionato, definiti dalla sentenza n. 3019/2002 con cui la Suprema Corte estende il potere dei vigili urbani conferito dall'allora art. 12 del codice della strada non più solo e soltanto al centro abitato.

Ce ne è anche per gli ausiliari del traffico; la sentenza n. 5621/09 li legittima ad elevare contravvenzioni limitatamente alle aree di sosta delimitate dalle strisce blu. Facendo eco alla precedente sentenza n. 551/2009 - II sez. civile - si permette agli ausiliari del traffico di rimuovere veicoli che intralcino parcheggi a pagamento ma si vieta altresì la facoltà di elevare multe a cicli e motorini parcheggiati sui marciapiedi.

I Comuni non hanno piena libertà nel tappezzare a proprio piacimento il territorio di strisce blu: deve essere osservata e mantenuta sempre la proporzionalità tra i parcheggi gratuiti e quelli a pagamento (quelli delimitati dalle strisce blu per l'esattezza), contrariamente, per "difetto delle delibere adottate" la Cassazione Civile con sentenza n. 116/2007 dispone l'annullamento delle multe.

E se a notificare la contravvenzione è una società privata che agisce in nome e per conto del Comune in qualità di "messi"? Ai sensi della sentenza n. 20440/2006 i verbali di contestazione notificati nella modalità descritta, saranno nulli.


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