Decreto incentivi DL 25.3.2010 n. 40
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Articolo del 17/04/2010 Autore Rag. Angelo Saitta Altri articoli dell'autore


Principali novità in materia di agevolazioni per determinati settori

INDICE

1 - Premessa

2 - Contributi per l’acquisto di determinati beni

2.1 - Beni agevolati e misure degli incentivi

2.2 - Procedura per ottenere le agevolazioni

2.2.1 - Ambito temporale di applicazione delle agevolazioni

2.2.2 - Controlli del venditore

2.2.3 - Rimborso al venditore dei contributi concessi

2.2.4 - Limite alla concessione dei contributi

2.2.5 - Cumulabilità con altre agevolazioni

2.2.6 - Revoca dei contributi concessi

3 - Detassazione per la realizzazione di campionari tessili

3.1 - Ambito soggettivo

3.2 - Ambito oggettivo

3.3 - Periodo agevolato

3.4 - Calcolo dell’agevolazione

3.5 - Fruizione dell’agevolazione

3.6 - Effetti ai fini degli acconti

3.6.1 - Acconti 2010

3.6.2 - Acconti 2011

3.7 - Provvedimento attuativo

4 - Liberalizzazione di alcuni interventi edilizi

4.1 - Rispetto di specifici vincoli

4.2 - Interventi edilizi “liberi”

4.3 - Interventi edilizi soggetti a comunicazione preventiva al Comune

1 - premessa

Con il DL 25.3.2010 n. 40 (c.d. “DL incentivi”), pubblicato sulla G.U. 26.3.2010 n. 71, sono stati previsti numerosi incentivi al fine di sostenere determinati settori produttivi in crisi.

Sempre in un’ottica di stimolo dell’economia, sono state inoltre previste alcune semplificazioni per l’effettuazione di determinati interventi edilizi.

Entrata in vigore

Il DL 40/2010 è entrato in vigore il 26.3.2010 (stesso giorno di pubblicazione sulla G.U.).

Provvedimenti attuativi

Per la piena operatività di alcune disposizioni agevolative è tuttavia necessaria l’emanazione dei previsti provvedimenti attuativi.

2 - contributi per l’acquisto di determinati beni

Il DL 40/2010 ha stanziato un fondo di 300 milioni di euro:

-          al fine di incentivare la domanda di beni nuovi nell’ambito di determinati settori produttivi, mediante la concessione di appositi contributi all’acquisto, perseguendo altresì obiettivi di efficienza energetica, ecocompatibilità e miglioramento della sicurezza sul lavoro;

-          per l’anno 2010.

I suddetti incentivi consistono, in pratica, in uno sconto sul prezzo di vendita di determinati beni.

2.1 - beni agevolati e misure degli incentivi

I beni oggetto delle agevolazioni e le misure degli incentivi concessi devono essere definiti da un apposito DM attuativo, il cui contenuto è stato però anticipato da un comunicato stampa del Ministero dello Sviluppo Economico del 26.3.2010.

Di seguito si riporta, in forma tabellare, l’elenco dei beni agevolabili, i relativi requisiti richiesti per accedere all’agevolazione e l’ammontare degli incentivi previsti.

BENI AGEVOLATI

REQUISITI

AMMONTARE DELL’INCENTIVO

Cucine componibili (con sostituzione di una vecchia cucina)

- almeno due elettrodomestici ad alta efficienza energetica

- nuovi mobili con scheda identificativa del prodotto in legno

- rispetto delle norme sull’emissione di aldeide formica

- valvola di sicurezza gas per i piani cottura

- predisposizione per la raccolta differenziata

10% del prezzo d’acquisto

contributo massimo di 1.000,00 euro

Elettrodomestici (con sostituzione di vecchi apparecchi)

- lavastoviglie almeno di classe A/A/A

- forni elettrici almeno di classe A

- piani cottura con dispositivo di sorveglianza fiamma

- cucine libere con dispositivo di sorveglianza fiamma e forno elettrico almeno di classe A

- cappe climatizzate

- scaldacqua elettrici per la produzione di acqua calda per uso sanitario con installazione di pompe di calore con coefficiente di prestazione minimo di 2,5

20% del prezzo d’acquisto con un contributo massimo di:

- 80,00 euro (forni elettrici e piani cottura)

- 100,00 euro (cucine a gas);

- 130,00 euro (lavastoviglie);

- 400,00 euro (scaldacqua con pompe di calore)

- 500,00 euro (cappe climatizzate)

Motocicli (con rottamazione)

fino a 400 cc o fino a 70 Kw di potenza, di categoria “euro 3”, con rottamazione di motocicli di categoria “euro 0” o “euro 1”

10% del prezzo d’acquisto

contributo massimo di 750,00 euro

Motocicli (senza rottamazione)

elettrici o ibridi

20% del prezzo d’acquisto

contributo massimo di 1.500,00 euro

Rimorchi

rimorchi di categoria “O4” dotati di ABS, con contestuale radiazione di rimorchi con più di 15 anni senza ABS

contributo di:

- 1.500,00 euro

- 2.000,00 euro, se con dispositivo antiribaltamento;

Semirimorchi

semirimorchi di categoria “O4” dotati di ABS, con contestuale radiazione di semirimorchi con più di 15 anni senza ABS

contributo di:

3.000,00 euro

4.000,00 euro, se con dispositivo antiribaltamento;

Macchine agricole e movimento terra

- rottamazione di analoghe macchine, di fabbricazione anteriore al 31.12.99

- acquisto macchinario rispondente alla categoria “fase IIIA” e con potenza non superiore al 50% del rottamato

10% del prezzo di listino, a condizione che il venditore pratichi uno sconto dello stesso importo

Gru a torre per l’edilizia

rottamazione di gru a torre per l’edilizia messa in esercizio prima dell’1.1.85

20% del prezzo d’acquisto

contributo massimo di 30.000,00 euro

Internet veloce per i giovani

nuova attivazione di banda larga per i giovani tra i 18 e i 30 anni

contributo pari a 50,00 euro

Immobili ad alta efficienza energetica

- di nuova costruzione

- destinati a prima abitazione della famiglia

- fabbisogno energetico migliorato del 50% (classe A)

- fabbisogno energetico migliorato del 30% (classe B)

- per la classe A, contributo pari a 116,00 euro per metro quadrato di superficie utile, con un massimo di 7.000,00 euro

- per la classe B, contributo pari a 83,00 euro per metro quadrato di superficie utile, con un massimo di 5.000,00 euro

Efficienza energetica industriale

acquisto di:

- inverter con potenza compresa tra 0,75 e 7,5 kw

- motori ad alta efficienza con potenza compresa tra 1 e 5 kw

- gruppi statici di continuità (UPS) ad alta efficienza di potenza fino a 10 kVA

- batterie di condensatori che contribuiscano alla riduzione delle perdite di energia elettrica sulle reti a media e bassa tensione

20% del prezzo d’acquisto, con un contributo massimo pari a:

- 40,00 euro (inverter);

- 50,00 euro (motori ad alta efficienza energetica);

- 100,00 euro (gruppi statici di continuità);

 

- 200,00 euro (batterie di condensatori)

Nautica da diporto

- acquisto di motori fuoribordo a basso impatto ambientale, fino a 75 Kw di potenza, con sostituzione di motori di vecchia generazione

- acquisto di stampi per la laminazione sottovuoto, dotati di flangia perimetrale, destinati alla produzione di scafi da diporto

- 20% del prezzo d’acquisto del motore fuoribordo, con un contributo massimo di 1.000,00 euro

- 50% del prezzo d’acquisto degli stampi, con un contributo massimo di 200.000,00 euro per azienda

2.2 - procedura per ottenere le agevolazioni

Anche le modalità di erogazione dei suddetti contributi devono essere definite dal previsto DM attuativo, il cui contenuto è stato però anticipato.

Per ottenere il contributo, il beneficiario dovrà rivolgersi direttamente al venditore del bene agevolato.

Ai fini dell’erogazione dei contributi, è inoltre prevista la collaborazione di organismi esterni alla pubblica amministrazione (in particolare, le Poste).

2.2.1 - Ambito temporale di applicazione delle agevolazioni

I suddetti contributi possono essere riconosciuti per i contratti di acquisto stipulati:

-          a partire dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del previsto DM attuativo; secondo quanto anticipato dal Ministero dello Sviluppo Economico, gli incentivi saranno operativi dal 6.4.2010;

-          fino al raggiungimento dell’importo massimo di spesa fissato per ciascun settore di intervento;

-          comunque, non oltre il 31.12.2010.

Acquisto di immobili nuovi ad alta efficienza energetica

Gli incentivi per l’acquisto di immobili nuovi ad alta efficienza energetica si applicano in relazione ai contratti preliminari di compravendita stipulati, con data certa, successivamente all’entrata in vigore del DM attuativo (stabilita il giorno successivo alla sua pubblicazione sulla G.U.).

2.2.2 - Controlli del venditore

Il venditore dovrà controllare:

-          il rispetto dei requisiti previsti per l’acquisto di ciascun bene agevolato, compresa l’eventuale “rottamazione” di precedenti beni usati;

-          la disponibilità dei fondi stanziati per ciascun settore di intervento, mediante l’accesso ad uno specifico sistema di prenotazione delle risorse.

2.2.3 - Rimborso al venditore dei contributi concessi

Il venditore del bene agevolato ha diritto al rimborso dei contributi concessi all’acquirente sotto forma di riduzione del prezzo del bene.

I suddetti rimborsi saranno gestiti dalle Poste.

2.2.4 - Limite alla concessione dei contributi

I contributi sono concessi nel rispetto della disciplina comunitaria degli aiuti “de minimis”, ossia nel rispetto del limite complessivo di 200.000,00 euro di aiuti nell’arco di tre esercizi finanziari.

2.2.5 - Cumulabilità con altre agevolazioni

Di regola, gli incentivi in esame non sono cumulabili con altri benefici previsti sul medesimo bene.

Solo i contributi previsti per l’acquisto di immobili ad alta efficienza energetica, infatti, sono cumulabili con altre agevolazioni.

2.2.6 - Revoca dei contributi concessi

I contributi concessi sono revocati, per fatti non sanabili comunque imputabili ai soggetti venditori, in caso di:

-          mancanza di uno o più dei requisiti previsti per beneficiare dell’agevolazione;

-          incompletezza o irregolarità della documentazione;

-          violazione del divieto di cumulo.

La revoca comporta:

il recupero del contributo non spettante;

l’applicazione di una sanzione da 2 a 4 volte l’importo dell’incentivo indebitamente fruito.

3 - detassazione per la realizzazione di campionari tessili

Il DL 40/2010 prevede anche un’agevolazione fiscale per incentivare il settore del tessile e della moda.

In particolare, è riconosciuta una detassazione dal reddito d’impresa pari agli investimenti realizzati in attività di ricerca e sviluppo per la realizzazione di campionari.

3.1 - ambito soggettivo

Il beneficio fiscale compete alle imprese che svolgono le attività di cui alla divisione 13 e 14 della Tabella ATECO 2007.

Si tratta, tra le altre, delle seguenti attività:

-          preparazione e filatura di tessuti;

-          tessitura;

-          finissaggio dei tessili, degli articoli di vestiario e attività similari;

-          fabbricazione di tessuti a maglia;

-          confezionamento di biancheria da letto, da tavola e per l’arredamento;

-          fabbricazione di ricami, tulle, pizzi e merletti;

-          fabbricazione di feltro e di articoli tessili diversi;

-          fabbricazione di tappeti e moquette;

-          fabbricazione di spago, corde, funi, reti, nastri ed etichette;

-          confezione di cappotti, giacche e giacconi per uomo, donna e bambino;

-          confezione di pullover, cardigan e altri articoli a maglia;

-          confezione di camicie, magliette, corsetteria e altra biancheria intima;

-          confezione di articoli di abbigliamento in pelle e similpelle;

-          confezione di articoli in pelliccia;

-          confezione di camici, divise e altri indumenti da lavoro;

-          confezione di calzature in materiale tessile e di abbigliamento sportivo;

-          confezione di abiti da sposa e da cerimonia;

-          confezione in serie di abbigliamento esterno;

-          sartoria e confezione su misura di abbigliamento esterno;

-         confezione di accessori per l’abbigliamento, quali guanti, cinture, scialli, foulard, cravatte.

3.2 - ambito oggettivo

L’agevolazione fiscale riguarda gli investimenti in attività di ricerca industriale e di sviluppo precompetitivo per la realizzazione di campionari.

3.3 - periodo agevolato

Rientrano nell’ambito applicativo del beneficio fiscale soltanto gli investimenti effettuati nel periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31.12.2009 e fino alla chiusura del periodo d’imposta in corso al 31.12.2010 (anno 2010, per i soggetti “solari”).

3.4 - calcolo dell’agevolazione

L’agevolazione consiste nell’esclusione dall’imposizione sul reddito d’impresa del valore degli investimenti effettuati, mediante una variazione in diminuzione da operare in sede di dichiarazione.

3.5 - fruizione dell’agevolazione

La detassazione opera esclusivamente in sede di versamento a saldo delle imposte sui redditi (IRPEF/IRES) dovute per il periodo d’imposta di effettuazione degli investimenti (anno 2010, per i soggetti “solari”).

L’agevolazione, pertanto, non rileva anche ai fini IRAP.

Fino all’autorizzazione della Commissione europea, l’agevolazione in esame è fruibile nel rispetto della disciplina comunitaria degli aiuti “de minimis”, ossia nel rispetto del limite complessivo di 200.000,00 euro di aiuti nell’arco di tre esercizi finanziari.

3.6 - effetti ai fini degli acconti

3.6.1 - Acconti 2010

Poiché la detassazione può essere fruita solo in sede di saldo per il 2010 (soggetti “solari”), non si potrà tenere conto del beneficio in relazione al versamento degli acconti IRPEF o IRES:

-          per il 2010 (soggetti “solari”);

-          determinati con il metodo “previsionale”.

3.6.2 - Acconti 2011

Per il periodo di imposta successivo a quello di effettuazione degli investimenti (anno 2011, per i soggetti “solari”), è stato previsto che l’acconto IRPEF o IRES dovrà essere calcolato senza tenere conto dell’agevolazione in esame.

In pratica, si dovrà considerare come imposta del periodo precedente (anno 2010, per i soggetti “solari”), in base alla quale determinare gli acconti con il metodo “storico”, quella che si sarebbe applicata in assenza della detassazione in esame.

3.7 - provvedimento attuativo

Le disposizioni attuative dell’agevolazione in esame saranno stabilite con un successivo provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, anche al fine di assicurare il rispetto del limite complessivo di risorse stanziate, pari a 70 milioni di euro.

4 - liberalizzazione di alcuni interventi edilizi

Al fine di stimolare le attività economiche nel settore dell’edilizia, il DL 40/2010 ha ampliato le fattispecie di interventi edilizi che possono essere eseguiti senza alcun titolo abilitativo, prevedendo eventualmente solo una comunicazione preventiva al Comune, molto semplificata rispetto alla denuncia di inizio attività (DIA).

4.1 - rispetto di specifici vincoli

Restano comunque salve:

-          le più restrittive disposizioni previste dalla disciplina regionale;

-          le prescrizioni contenute negli strumenti urbanistici comunali;

-          le disposizioni contenute nel Codice dei beni culturali e del paesaggio (DLgs. 22.1.20004 n. 42);

-          le disposizioni contenute nelle normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell’attività edilizia e, in particolare, le norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico-sanitarie e quelle relative all’efficienza energetica degli edifici.

4.2 - interventi edilizi “liberi”

Fermi restando i suddetti vincoli, possono essere eseguiti senza alcun titolo abilitativo e senza alcuna comunicazione preventiva al Comune:

-          gli interventi di manutenzione ordinaria;

-         gli interventi volti all’eliminazione di barriere architettoniche che non comportino la realizzazione di rampe o di ascensori esterni, ovvero di manufatti che alterino la sagoma dell’edificio;

-         le opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo che abbiano carattere geognostico, ad esclusione delle attività di ricerca di idrocarburi, e che siano eseguite in aree esterne al centro edificato;

-          i movimenti di terra strettamente pertinenti all’esercizio dell’attività agricola e le pratiche agro-silvo-pastorali, compresi gli interventi su impianti idraulici agrari;

-          le serre mobili stagionali, sprovviste di strutture in muratura, funzionali allo svolgimento dell’attività agricola.

4.3 - interventi edilizi soggetti a comunicazione preventiva al comune

Fermi restando i suddetti vincoli, possono essere eseguiti senza alcun titolo abilitativo ma effettuando una comunicazione preventiva al Comune:

-          gli interventi di manutenzione straordinaria, sempre che non riguardino le parti strutturali dell’edificio, non comportino aumento del numero delle unità immobiliari e non implichino incremento dei parametri urbanistici (es. volumetria e superficie);

-          le opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee e ad essere immediatamente rimosse al cessare della necessità e, comunque, entro un termine non superiore a 90 giorni;

-          le opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni, anche per aree di sosta, che siano contenute entro l’indice di permeabilità, ove stabilito dallo strumento urbanistico comunale;

-          i pannelli solari, fotovoltaici e termici, senza serbatoio di accumulo esterno, a servizio degli edifici, da realizzare al di fuori dei centri storici (zone di tipo A di cui al DM 2.4.68 n. 1444);

-         le aree ludiche senza fini di lucro e gli elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici.

Comunicazione preventiva al Comune

Prima dell’inizio dei suddetti interventi, l’interessato deve effettuare un’apposita comunicazione all’amministrazione comunale:

-          anche per via telematica;

-         allegando le autorizzazioni eventualmente obbligatorie ai sensi delle normative di settore;

-          per gli interventi di manutenzione straordinaria, indicando i dati identificativi dell’impresa alla quale si intende affidare la realizzazione dei lavori.

La suddetta comunicazione preventiva si configura quindi come un adempimento molto più semplificato rispetto alla denuncia di inizio attività (DIA).


Rag. Angelo Saitta
Consulente del Lavoro

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