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26/03/2010
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Autore :
Dott. Roberto Pelagalli |
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Nella attuale crisi mondiale economica le revisioni hanno la loro parte determinante come colpa/dolo in vigilando.
Non a caso ora si cerca di correre ai ripari in questa materia.
Lo fa perfino la Russia quasi in parallelo con ‘ Europa. Tale mercato nel mondo è controllato dalle Big Six, come si sa.
Si è creata una industrializzazione del controllo legale dei conti. Cosa bisognava fare. Imporre per legge la limitazione del numero degli incarichi pro capite, come si è fatto del resto per i colleghi di controllo degli enti locali in virtù della L. 77/95. ma da qua alla meritocrazia, alla trasparenza, alla invadenza della politica ce ne passa. Insomma, dai fatti sembra un fallimento generale in questo campo. Rivalutazione del revisore singolo che poi, solo dopo fa tutte le società di revisione che vuole. Quindi per noi singoli, bravi e senza santi in paradiso è stato un susseguirsi di insuccessi; abbinati agli ostacoli provenienti da ogni dove (antitrust, giurisprudenza, legge Bersani…). E non andiamo oltre. IMPEDIT IRA ANIMUM, NE POSSIT CERNERE VERUM.
Il D. Lgs 22.1.X ha approvato in via definitiva il decreto legislativo di attuazione della direttiva 2006/43/CE, relativa alle revisioni legali dei conti annuali e dei conti consolidati, che modifica le direttive 78/660/CEE e 83/349/CEE del consiglio e abroga la direttiva 84/660/CEE. Le nuove disposizioni incidono su tutte le tipologie societarie sino a: enti di interesse pubblico. Viene meno la distinzione, a questo fine, tra società quotate e non.
Sono peraltro previsti obblighi di formazione professionale. Mancano i regolamenti per cui si è ancora agli inizi. Anche la Russia ha deliberato in materia (nuova normativa racchiusa nella legge federale sulla revisione n. 119 del 2001).
Si presentano quattro gruppi di società. Per le società quotate è prevista l’ adozione degli standard IFRS, dal 2005, in parallelo all’ introduzione dell’ obbligo anche a livello UE. Per le società a capitale diffuso la redazione del bilancio si basa su principi contabili nazionali (russi), ma basati su quelli internazionali, mentre per le società a responsabilità limitata chiuse e per le piccole società è previsto un sistema contabile semplificato. Sempre in Russia, la revisione è obbligatoria per le società quotate e per le società no profit.
Lì il periodo di nomina come revisore è di un anno e non è prevista la rotazione.
Forse il Capo dello Stato Napolitano quando giorni fa parlava di maggiore collaborazione tra UE e Russia, si riferiva anche a questo.
E torniamo in Italia. Dopo il Decreto governativo si verrebbe a creare un sistema siffatto:
VIGILANZA |
MEF E CONSOB SI DIVIDONO I COMPITI DI VIGILANZA SULLA ATTIVITA’ DI REVISIONE LEGALE |
MINISTRO ECONOMIA CONSOB
CONTROLLO DI QUALITA’ SUI REVISORI E SOC. DI REVISIONE CHE NON SVOLGANO INCARICHI SU ENTI DI INTERESSE PUBLICO |
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MONITORAGGIO SU INDIPENDENZA ED IDONEITA’ TECNICA DEI REVISORI E SOCIETA’ CON INCARICHI IN ENTI DI INTERESSE PUBBLICO |
Nuove regole sono previste, e questo riguarda la massa dei revisori, anche nei confronti delle srl. Fermo restando l’ obbligo nei casi in cui la società sia dotata di un capitale sociale = 0 > a 120.000 euro e quando la stessa per due esercizi consecutivi superi almeno 2 dei 3 limiti parametrici previsti dall’ art. 2435 bis cc (tot. Attivo patrimoniale 4.400.000 euro, ricavi delle vendite 8.800.000 euro, dipendenti occupati, in media 50 unità). Quindi, fermo restando quanto detto, avremo inoltre il seguente schema:
Srl Obbligo del collegio sindacale |
Nel caso in cui la società deve redigere il bilancio consolidato
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Nel caso in cui la società controlli società sottoposte a revisione legale |
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Quando la società ha un capitale sociale pari o superiore a 120.000 euro |
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Quando la società ha superato due dei limiti dell’ art. 2435 – bis c.c. |
Prima, per concludere, di passare ai principi di revisione, diciamo che il primo impatto della revisione si è avuto senza lode con le privatizzazioni.
La valutazione delle imprese statali da privatizzare è stata affidata anche ai revisori contabili. In particolare per quanto riguarda la credibilità del progetto, la tempestività e la qualità dei possibili collocamenti, lo scenario internazionale entro cui doveva muoversi l’ operazione. I revisori contabili dovevano fornire l’ apporto della loro professionalità al fine di dover giungere, con la massima trasparenza, alla collocazione delle partecipazioni, aspetto questo che segnava la fine dei monopoli di Stato.
Privatizzazione e debito pubblico, occorre parlarne.
E veniamo ai principi di revisione. Tale documento è stato predisposto dal CNDC – Consiglio nazionale Dottori Commercialisti (1977 e succ. interventi). Per principi di revisione si intendono gli standard in base ai quali deve essere commisurato il livello qualitativo della revisione. La certificazione di un bilancio consiste, quindi, nell’ esperienza di un giudizio professionale, raggiunto in seguito ad una revisione contabile svolta secondo i principi di revisione statuiti, sull’ attendibilità cui il bilancio stesso presenta la situazione patrimoniale, finanziaria ed il risultato economico secondo prestabiliti principi contabili. La Commissione ha ritenuto peraltro che i principi di revisione devono costituire un punto di riferimento vincolante per i professionisti che svolgono attività di revisione contabile e certificazione.
Tali principi devono essere raccomandati dalla CONSOB ma devono essere ottemperati anche nell’ esecuzione di revisioni contabili volontarie, dividendo così: la regolamentazione professionale in questo campo di attività.
E chiudiamo giusto con una enunciazione che forse sintetizza il problema.
Così stabilito (11.4.78) dalla Commissione per la statuizione dei principi di revisione:
il revisore deve avere un adeguato livello di competenza professionale specifica
il revisore deve mantenere un costante aggiornamento professionale
della diligenza
della responsabilità
del risvolto disciplinare
Il revisore deve essere in una posizione di indipendenza formale e sostanziale nell’ espletamento dell’ incarico
del segreto professionale
del divieto di pubblicità
La domanda è di parte. Ma ci sarebbe stata lo stesso la crisi prima finanziaria ora economica se fossero stati applicati i principi contabili e i principi di revisione così come accennati?
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Dott. Roberto Pelagalli
Dottore Commercialista |
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