Attività formative e lavoratori in workfare
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Articolo del 21/03/2010 Autore Dott.Simone Boglietti Zacconi Altri articoli dell'autore


E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che riconosce particolari forme di incentivo a favore di quei datori di  lavoro  che  vogliono  impiegare forza lavoro sospesa in attività formative e di riqualificazione professionale

Pubblicato il D.M. n. 49281 del  18 dicembre 2009  sulla  G.U.  n. 44 del  23 febbraio 2010, che dà attuazione  alla  delega  contenuta  nell’art.  1, co. 1 della Legge n. 102/2009.

Con questa emanazione si è così dato vita alla  creazione di un sistema di workfare  (parola introdotta per la prima volta dall’art.  13, del  D.lgs.  n. 276/2003 e che  rappresenta la fusione della locuzione «welfare to  work»), che avrà come fine quello di scongiurare  l’emarginazione  dei  lavoratori  svantaggiati  dal mondo del lavoro.

La previsione normativa dispone che al fine di incoraggiare la conservazione e la valorizzazione delle risorse umane nelle  imprese,  per  gli  anni  2009  e  2010, in via di prima sperimentazione,  quei  lavoratori che beneficiano di trattamenti  a sostegno  del  reddito  in  costanza  di  rapporto  di  lavoro,  hanno l’opportunità di essere impiegati,  dall'impresa  di  appartenenza,  in  attività  di  formazione o riqualificazione professionale.

I  destinatari  della  norma  in esame  sono, da  un  lato,  i  datori  di lavoro (imprenditori e non)  aventi sospensioni dal lavoro in atto, dall’altro la forza lavoro da essi sospesa e che rientra in una delle fattispecie di seguito elencate :

Progetti di formazione e riqualificazione

Lavoratori  sospesi  in  cassa integrazione  guadagni ordinaria  ai  sensi  della della  Legge  n. 164/1975 : secondo quanto disposto dal combinato previsto dall’art.  1  Legge n. 164/1975 e dall’art. 14,  co.  2,  della  Legge n.  n. 223/1991 riguarda operai e impiegati, anche i viaggiatori ed  i  piazzisti, alle dipendenze di imprese  industriali,  che  risultano essere in sospensione  dal  lavoro  o  eseguono  prestazioni  ad  orario ridotto  in  presenza di  situazioni  aziendali  dovute  ad effetti  passeggeri  e  non  imputabili  all’imprenditore, o a particolari situazioni temporanee di mercato;   dirigenti,  apprendisti,  lavoratori  a domicilio,  religiosi,  gli  autisti  dipendenti  da  privati titolari di impresa ed i lavoratori portuali risultano esclusi;

Lavoratori  sospesi  in  cassa integrazione  guadagni straordinaria  ai  sensi  della Legge n. 223/1991 : lavoratori  in  Cigs  per  qualunque  ragione (ristrutturazione,  riconversione,  riorganizzazione, crisi aziendale, procedura concorsuale); sono esclusi  quelli  legati  al  settore  editoria,  per  i quali, la  norma  di  riferimento  è  rappresentata dall’art.  36  della  Legge  n.  416/1981,  o  quelli dell’agricoltura;

Lavoratori  sospesi  a seguito  della  stipula  di contratti  di  solidarietà difensivi  ex  art.  1,  co.  1, della Legge n. 863/1984 : imprese  industriali  (e in quelle equiparate da  disposizioni  successive) con almeno  quindici dipendenti (media dell’ultimo semestre) ; sono  esclusi    i  contratti  di  solidarietà  difensivi ex  art.  5,  co.  5,  della  Legge  n.  236/1993  (sottoscritti  da imprese  sopra dimensionate alle quindici unità, alternativi alla mobilità o che, pur avendo un numero di personale  inferiore,  non  ricorrono  ai  c.d.  “licenziamenti plurimi”),  co.  7  (imprese del settore  alberghiero  e  aziende  termali site  in  determinati comuni, così come disposto in  un  DPCM  1994) e co. 8 (imprese artigiane).

Lavoratori  sospesi destinatari  della  cassa integrazione  guadagni  in deroga : occorre riferirsi, per  l’individuazione  dei  destinatari,  alle  specifiche discipline regionali;

Lavoratori  sospesi  ex  art. 19,  co.  1,  della  Legge  n. 2/2009,  come  modificato dalla Legge n. 33/2009 : lavoratori  del settore privato che non sono destinatari  di   altro  trattamento integrativo,  ma  risultano in  possesso  di un’anzianità assicurativa di almeno due anni, oltre ad un anno di contribuzione nel biennio precedente.

Operatività

Secondo quanto tracciato dal  DM  18/12/2009,  per poter accedere agli incentivi, è previsto  in primis  che  le  parti  sociali,  firmatarie a  suo  tempo del verbale  da  cui  sono scaturiti  gli  ammortizzatori  sociali,  sottoscrivano  un  nuovo  accordo  presso  la  Direzione Generale della Tutela delle Condizioni di Lavoro del Ministero del Lavoro.

E’ data tuttavia  la  possibilità  che  l’accordo  sia  perfezionato anche presso le  articolazioni  periferiche del Ministero del Lavoro  (Direzione Regionale o Provinciale del Lavoro) ove trova ubicazione l’unità produttiva interessata dal progetto. Nel caso in cui l’accordo  preveda  il  coinvolgimento  di  lavoratori  interessati  da  trattamenti  in  deroga,  lo stesso deve essere sottoscritto  anche dalla competente Regione o Provincia Autonoma, il tutto al fine  di uniformare gli interventi di riqualificazione a quanto previsto nell’Accordo del 12 febbraio 2009 fra Stato, Regioni e Province Autonome.

 Le  caratteristiche  fondanti il  progetto  di  formazione  o  riqualificazione  professionale vengono delineate sinteticamente nell’art.  3  del  DM. 

Il progetto deve essere stilato dal datore di lavoro e deve contenere in maniera dettagliata le seguenti informazioni:

- Il contenuto della formazione da erogare ai lavoratori iteressati;

- La durata complessiva prevista della formazione;

- Le modalità di svolgimento e attuazione della stessa.

Alla conclusione del percorso di formazione la parte datoriale ha l’onere di inviare,  ai soggetti  firmatari  dell’accordo  (Ministero  del  Lavoro  o  Ufficio  territoriale  delegato,

organizzazioni  sindacali  e  datoriali,  Regioni  o  Province  se  l’intesa  ha  riguardato  lavoratori percettori  di  indennità  in  deroga),  un relazione sull’esito del progetto  formativo, completata dall’elenco dei lavoratori così formati e dall’enunciazione delle risultanze dell’apprendimento.

Incentivi

I vantaggi riguardano sia i datori di lavoro che i lavoratori coinvolti nei suddetti  progetti e  sono  indicati  chiaramente dall’art.  4  del  DM  n.  49281.

In particolare:

per i lavoratori  è  prevista la conservazione  del  trattamento  di  sostegno  al reddito  già  spettante senza riduzione alcuna, il riconoscimento da parta dell’INPS a  favore  degli  stessi  della contribuzione  figurativa  prevista  dalla  normativa  di  supporto al reddito, ed  infine, i lavoratori  vanno a percepire direttamente  dal  datore  di  lavoro  la  differenza  tra  il  trattamento di  sostegno spettante  e la retribuzione che originariamente gli veniva corrisposta.

per il datore  di  lavoro  che  decide  di  progettare tali interventi è previsto che possa richiamare in servizio i lavoratori sospesi dal lavoro e far loro svolgere attività  formative  “in  the  job” avendo a carico solamente i seguenti oneri:

Corresponsione  della  differenza  tra  quanto  percepito  dal  lavoratore  come trattamento di  sostegno  al  reddito  e  il valore  della  retribuzione che veniva allo stesso corrisposta prima della sospensione;

Ove vi siano lavoratori sospesi  ad  orario  ridotto,  l’applicazione del  tasso  INAIL  previsto  dalla norma vigente per le ipotesi di riduzione dell'orario di lavoro;        

Ove  siano impiegati  nei  progetti lavoratori sospesi a zero ore il premio assicurativo  INAIL è da calcolarsi prendendo a riferimento la retribuzione  di  ragguaglio  equivalente al minimale di rendita con applicazione del tasso di tariffa del 5 per mille.


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