Sul regime delle pertinenze amministrazione fiscale e suprema corte a confronto
Condividi su Facebook | Discuti nel forum | Consiglia | Scrivi all'autore | Errore |

Articolo del 18/03/2010 Autore Mazzaraco Mariagrazia Altri articoli dell'autore


Scontro al vertice: la Suprema Corte e l’Amministrazione Finanziaria divergono sul regime fiscale da applicarsi alle aree edificabili adibite a “pertinenze” dei fabbricati. La Corte di Cassazione con la sentenza n. 19638/09 si ispira al criterio fattuale mutuato dall’art. 817 del c.c. – rubricato “pertinenze” -  per il quale è rilevante la “destinazione concreta della cosa a servizio e ad ornamento di un’altra” tanto che fiscalmente non interessa la differente iscrizione catastale della pertinenza rispetto all’immobile principale.

La pertinenza, cosa secondaria, appunto, al servizio di quella principale – generalmente si tratta di fabbricati – pur non essendo soggetta al pagamento dell’ICI (imposta comunale sugli immobili) come dispone la sentenza, prevede che il contribuente porti a conoscenza il comune dell’uso pertinenziale a cui sarà destinato.

A mezzo della sentenza in narrativa descritta, la Cassazione, se da una parte sottolinea il principio della “destinazione di fatto” a cui si rimanda, dall’altra obbliga il contribuente a dichiarare al Fisco l’uso che se ne farà dell’immobile.

In disaccordo pare essere l’Agenzia delle Entrate che con la circolare 38/2005 non prevede l’applicabilità dell’agevolazione inerente l’acquisto della prima casa attraverso quell’atto di trasferimento della proprietà con cui vi sconterebbe l’assoggettamento al pagamento dell’IVA (imposta sul valore aggiunto) o dell’imposta di registro, di aree edificabili autonomamente censite al catasto anche se pertinenze dell’immobile.

Infatti, i terreni, proprio perché iscritti a catasto quali aree autonome possono godere dei benefici fiscali. Se, invece, si precisa nella circolare dell’Agenzia delle Entrate i terreni fossero censiti al catasto urbano unitamente al fabbricato tanto da essere considerati ai sensi dell’art. 817 del c.c. pertinenza dello stesso, l’agevolazione si applicherebbe “nulla questio”.

Non concordando con i dettami della Corte, la circolare n. 38 annovera tra le pertinenze ogni singola unità immobiliare classificabile o classificata nella categoria catastale C/2 (soffitte, magazzini), C/6 (autorimesse), C/7 (tettoie chiuse o scoperte) destinata per un periodo continuativo e durevole a servizio dell’immobile (casa di abitazione per esempio) acquistato a regime fiscale agevolato.

Il Fisco a suffragio della sua tesi fa appello all’art. 5 del D.M. del 2 agosto 1969 per il quale le cose aventi come pertinenza un’area scoperta della superficie di ben sei volte maggiore rispetto a quelle coperte, sono classificabili abitazioni di lusso. Al superamento del limite indicato il contribuente non sarebbe più ammesso a forma di agevolazione fiscale.

Dissacrando le affermazioni dell’Amministrazione Fiscale, la Corte ribadisce il criterio di esenzione dall’imposizione; il tutto è rimesso all’attenzione del contribuente nella sua qualità di proprietario dell’immobile o di titolare di un diritto reale sullo stesso che deve dichiarare, come si diceva, l’uso a cui l’area è preposta. Si sposa pienamente quanto dichiarato all’art. 817 del c.c. e non si guarda alla qualifica con cui l’area è iscritta nel catasto urbano e cioè se edificabile o strumentale.


Mazzaraco Mariagrazia ^ Vai all' inizio


Articoli correlati

Articoli su Overlex per l'argomento: fisco

» Tutti gli articoli su overlex in tema di fisco

Siti di interesse per l'argomento: fisco

» Visure camerali on line
Visure, bilanci, protesti on line

» www.legalefiscale.it
News e articoli in materia fiscale






Concorso miglior articolo giuridico pubblicato su Overlex
Clicca qui
logo del sito
Il Quotidiano giuridico on line ISSN 2280-613X


Loading