Economia: dalle favole alla realtà
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Articolo del 16/02/2010 Autore Dott. Roberto Pelagalli Altri articoli dell'autore


Sembra che si cominciasse a parlare seriamente di economia nel 1700 con Mandeville (Bernard de …medico e filosofo olandese di origine francese),  e la sua opera fondamentale "La Favola delle Api", in cui esprime in modo radicale l'opinione secondo cui è l'interesse personale a guidare l'azione economica e a rendere possibile il pubblico beneficio.

Per analogie, per la prima volta, si parla di economia.

Il pensiero di Keynes (Cambridge, 5 giugno 1883Tilton, 21 aprile 1946) comporta una riflessione e una scommessa sui fini, anziché sui mezzi, che la politica può e deve darsi in questo mondo. Questo mondo, "il capitalismo decadente, internazionale ma individualistico", a Keynes non piace.

Conviene che l’ alveare, la nazione, senza il lusso e la diffusa voglia di spendere e sperperare, rischia la crisi economica.

Arriviamo così ai giorni nostri.

Il reddito compenso del capitale, del lavoro, fiumi di parole (Luxemburg), accumulazione di capitale, in particolare quello che oggi muove il male del mondo in particolare, il militarismo come una sfera dell’ accumulazione del capitale.

Questo vale anche e principalmente per i dittatori!

Per inciso è “forte” questa ricorrenza del pensiero di sinistra economico che in economia non esistono i cicli.

Ammettere i cicli significa riconoscere che il capitalismo ha sempre capacità di riprendersi! Con Katorovic, anzi Kantorovic, loro proponevano metodi matematici di organizzazione e pianificazione della produzione.

La linearità di un processo significa semplicemente che, se si raddoppiano o triplicano gli impieghi di tutte le risorse in quel processo, raddoppia o triplica anche la produzione del processo medesimo.

…Man mano ci avviciniamo ai giorni nostri…

Malthus (economia e popolazione)…

Le idee di Malthus, per rimanere nel tema Francia, furono ben ricevute solo in Francia e recitarono una parte importante nel ridurre l’ influsso francese nel mondo.

…E arriviamo al bilancio Amnestj sulla povertà. Città del Messico, rapporto i ricchi hanno 130 volte più dei poveri!

Non solo, Repubblica intitolava : “il mondo rischia di finire il cibo. Il cambio di destinazione (dei terreni) provoca l’ aumento dei costi delle derrate. Aggiungere carenza d’ acqua e sovrappopolazione ricetta per il disastro! In questa situazione del pianeta non si capisce cosa vuole il terrorismo diceva bene Serra il 23 agosto 2007”.

“…Non si riesce a capire come fermare il fuoco…”.

E’ chiaro, questa è una società in declino.

Il terrorismo viene da sé!

Vorrei chiudere perché stufo, perché è inutile parlare ai sordi.

Con Caffè, mio docente, comunque le cose che dico le faccio risalire a una guerra persa.

Avremmo imposto la nostra civiltà, scrissi che la guerra era vinta. Se si fanno si devono vincere.

Roma docet Mussolini non capì chi era Fermi! Capita nei regimi! Fermi portò la vittoria altrove (vedi anche Pontecorvo – Russia) per inciso i romani in battaglia invincibili per le armi “nuove”.

Caffè, la Sapienza di Roma, omaggio al mio docente per capirci, lo stesso di Draghi!

Scriveva: “in un altro Paese la mia analisi sulla Borsa avrebbe provocato quanto meno un onorevole dibattito.

In Italia invece il paradossale Caffè, il visionario Caffè, il nostalgico Caffè a ciò rispondeva: “ io non sono affatto un nostalgico, non auspico in alcun modo un ritorno al capitalismo delle piccole imprese. Io so benissimo che gli oligopoli, le dimensioni planetarie delle macchine produttive, costituiscono realtà irreversibili e anche necessarie, anzi indispensabili, altrimenti come potremmo sperare di risolvere gli infiniti mali che ci affliggono, la fame nel mondo, il sottosviluppo…”.

Il messaggio che io ho cercato di trasmettere è stato quello di non attendersi che i grandi processi di unificazione mondiale portino di per sé alla centralità dell’ uomo.

Il segreto sta tutto qua, così anche per il Papa recentemente, dicesi recentemente.

Diciamo che così l’ economia ha assolto al compito principale.

L’ uomo economico tende a soddisfare i bisogni principali in quanto uomo, dopo di che se l’ homoaeconomicus è anche homo in senso lato e farà in modo che la terra non venga distrutta per esempio con l’ atomica.

                                              “….dove è passata Roma cresce ancora l’erba…”

 

 


Dott. Roberto Pelagalli
Dottore Commercialista
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