Tobin Tax – parte seconda
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Articolo del 30/01/2010 Autore Dott. Roberto Pelagalli Altri articoli dell'autore


La green economy - fuori il nucleare. Tobin Tax - sua evoluzione, mai applicata o quasi.

FAO - vertice di Roma 16 nov. 09 i dittatori dei Paesi poveri non ci stanno alle sanzioni.

Come Spiegare ai paesi poveri i termini elementari dell’economia. Dare loro gli strumenti per una globalizzazione positiva per difendersi dai paesi ricchi e dai loro stessi dittatori.

Il 7 novembre 09 il G20 a St. Andrew (Scozia) ha messo una pietra sopra la Tobin Tax. Questa intende colpire in maniera modica le transazioni finanziare internazionali. Si è detto che tale tassa è impraticabile perché tali transazioni sono difficilmente misurabili. Si è parlato di un fondo di riserva che potrebbe servire in caso di crisi.

Giustamente Tremonti ha commentato che c’è in giro troppa speculazione finanziaria, che è meglio bloccarla prima che non tassarla dopo.

Se ne riparlerà al G20 previsto per il prossimo giugno in Canada. C’è stata una evoluzione di tale tassa, il nobel Tobin la propose (1972) per proteggere i paesi poveri dalle speculazioni sulle valute. La bolla speculativa distrugge l’economia reale.

L’effetto fuga dai mutui subprime e dai prodotti finanziari collegati ha determinato una rilevante massa di liquidità quasi tutta speculativa che si è riversata sul mercato delle commodities (petrolio e materie prime agricole). Sui mercati si sono registrati nuovi record per i prezzi dei contratti future di soia, granoturco, olio di palma, succo d’arancia.

La scusa è l’accresciuta domanda dei paesi emergenti, insomma è la solita, per i paesi ricchi che accusano i paesi poveri per l’attuale crisi economica.

Cosa accade in realtà?

Il capitalismo delle bische (De Cecco) riversa enormi fondi sui mercati azionari dei paesi emergenti, che conoscono rialzi clamorosi (per es. l’indice brasiliano, il Boveipa o quello messicano etc.).

Sempre il capitalismo delle bische ha aggredito il mercato dell’oro (le riserve Bankitalia sono a quota 55,3 mld, Francia, Svizzera, Austria, Spagna  hanno venduto) e delle materie prime. Su un quotidiano del 22 novembre 2009, in vista di una nuova crisi - sigh! La banca francese consiglia come valori rifugio l’oro e le derrate alimentari. Principalmente, come una scommessa,  questo capitalismo ha puntato sul ribasso del dollaro e sul rialzo dell’euro. Torniamo a bomba. Per le altre commodities la dinamica è la stessa. Per es. l’olio di palma ha presentato in 90 gg un rialzo del 20%. La domanda (dalla Cina in particolare) di olio di palma sta provocando, dalla malesia ecc., colossali danni ambientali alle foreste vergini dell’area. Ma a spingere soprattutto i prezzi è la speculazione connessa alla politica di incentivi ai biocarburanti varata dagli USA e definita dai massimi studiosi criminali e irresponsabili. Un bel problema per Obama.

In conclusione


Dott. Roberto Pelagalli
Dottore Commercialista
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