Permesso di costruire in sanatoria e versamento di contributi concessori
Condividi su Facebook | Discuti nel forum | Consiglia | Scrivi all'autore | Errore |

Articolo del 27/09/2009 Autore Avv. Luigi Giuseppe Papaleo Altri articoli dell'autore


Permesso di costruire in sanatoria: E’ legittimo subordinarne il materiale ritiro al previo versamento di contributi concessori riferibili peraltro ad un pregresso permesso di costruire ?

Oggetto del presente studio, concerne il “fatto” di un Responsabile Comunale dello Sportello Unico per l’Edilizia, che, con nota dirigenziale diretta a portare a conoscenza del privato-richiedente, dell’avvenuta emanazione di un permesso di costruire in sanatoria, subordini il materiale “ritiro” del provvedimento amministrativo, all’ulteriore previo versamento di oneri e/o contributi concessori riferibili, peraltro, ad un pregresso permesso di costruire “ordinario”.

Prima di stabilire se, nell’ipotesi sopra accennata, possano scorgersi gli elementi costitutivi di figure delittuose, in capo al Funzionario Comunale, si offrono i seguenti spunti di riflessione:

Il “contributo per il rilascio del permesso di costruire –ordinario-“ (ex-concessione edilizia),   non ha natura di controprestazione, in rapporto sinallagmatico, rispetto al rilascio del titolo edilizio ordinario, ma, è assimilabile ai corrispettivi di diritto pubblico -a titolo di partecipazione agli oneri che gravano sulla collettività in relazione alle opere di trasformazione del territorio-.

Ne consegue che, il procedimento di determinazione del contributo in discorso, è autonomo rispetto al procedimento di rilascio del permesso di costruire –ex concessione edilizia (infatti, la norma ex-art.16 co.1 DPR 380/2001 precedentemente contenuta nel testo abrogato della legge nr.10/1977 artt.3-5,comma 1; 6,commi 1,4 e 5; così testualmente recita:”…il rilascio del permesso di costruire comporta la corresponsione di un contributo commisurato all’incidenza degli oneri di urbanizzazione nonché al costo di costruzione…:”) e, quindi, il contributo in questione non si atteggia come condizione al rilascio del titolo edilizio stesso.

La pretesa creditoria del Comune, avente ad oggetto il pagamento degli oneri e dei contributi concessori relativa al permesso di costruire “ordinario”, deve essere “legittimamente” azionata o, ricorrendo ai poteri amministrativi propri della Pubblica Amministrazione, e quindi con l’emanazione di un ingiunzione di pagamento nei confronti del privato-richiedente, oppure instaurando un normale procedimento di accertamento innanzi al TAR (che in questa materia ha giurisdizione esclusiva) il tutto naturalmente nel periodo di prescrizione decennale del diritto di credito.

Come innanzi detto, invero, il “contributo per oneri di urbanizzazione” ed il “contributo per il rilascio del permesso di costruire” -c.d. costo di costruzione- rientrano tra le cc.dd. prestazioni patrimoniali imposte, come tali assimilabili ad obbligazioni di diritto pubblico.

Il “fatto costitutivo” del relativo “obbligo giuridico”, gravante sul soggetto-richiedente il titolo edilizio (un tempo definito concessione edilizia, attualmente invece si parla di permesso di costruire) di versare il contributo in parola, è rappresentato dal rilascio del titolo edificatorio medesimo.

In segno contrario, a nulla rileva, la circostanza che all’Ente Comunale sia espressamente riconosciuta la facoltà di stabilire, modalità e garanzie per il pagamento del contributo stesso, poiché il relativo credito è liquido ed esigibile sin dal momento dell’adozione del provvedimento amministrativo ampliativo della sfera giuridica del destinatario del provvedimento edilizio in parola.

 (cfr. Cons. di Stato V Sez. 25/10/1993 n.1071; Cons. di Stato V Sez. 6/12/1999 nr.2058; Cons. di Stato, sez.V, 13 giugno 2003 n.3332; e da ultimo Cons. di Stato, sez.IV sent. N.216/09).

Per quanto concerne, invece, l’istituto del permesso di costruire in sanatoria si afferma che, ai sensi dell’art.36 del T.U. Edilizia DPR 380/2001 (e precedentemente ai sensi dell’art.13 L.47/1985),  è possibile ottenere un titolo edilizio definito “permesso di costruire in sanatoria” laddove siano state realizzate opere edili in assenza e/o in difformità dal c.d. permesso di costruire –ordinario- a condizione, però, che sussista il requisito della c.d. “doppia conformità” degli anzidetti interventi edilizi con gli strumenti urbanistici comunali e tale accertamento va riferito sia al momento della realizzazione delle opere e sia, altresì, al momento della proposizione dell’istanza di sanatoria (invero, si parla a tal’uopo di “sanatoria di conformità”).

La stessa norma, poi, al co.2, sancisce quale ulteriore condizione per il rilascio del permesso di costruire in sanatoria, il pagamento a titolo di oblazione del “contributo di costruzione” determinato in misura doppia rispetto a quello dovuto per il permesso di costruire ordinario (ex-concessione edilizia).

Ciò detto, si ritiene che accanto al pagamento della sanzione ex-art.36 co.2 DPR 380/2001 (precedentemente previsto dalla norma abrogata ex-art.13 L.47/1985) il responsabile dell’abuso non debba pagare anche il contributo per la concessione edilizia ordinaria, che, quindi rimane in essa sanzione assorbito. (Cfr. Commissione studi civilistici presso il Consiglio Nazionale del Notariato studio nr.3629/2001; Cons. di Stato sez.V 26/06/1996 n.799 in Cons. Stato, 1996, I, 378).

Allorchè, quindi, siano state poste in essere dal richiedente-concessionario, le predette condizioni di legge, cui è subordinato il rilascio del permesso di costruire in sanatoria (doppia conformità dell’opera da sanare e versamento dell’oblazione), il Responsabile del Servizio –Sportello Unico dell’Edilizia- null’altro deve opporre al fine di consentire il materiale “ritiro” del permesso di costruire in sanatoria.

Tanto detto, il Funzionario Comunale che non consenta il materiale ritiro del permesso di costruire in sanatoria, per le ragioni suddette, pone in essere una condotta gravemente lesiva del diritto soggettivo di difesa in sede penale del richiedente-concessionario.

Quest’ultimo, invero, senza la materiale produzione del permesso di costruire in sanatoria, nell’ambito delle indagini preliminari in  corso a suo carico per abuso edilizio, si trova nell’impossibilità materiale di far valere in concreto l’effetto prescrizionale del reato urbanistico previsto in astratto dal combinato disposto delle norme ex-artt.36 e 45 T.U Edilizia introdotto con DPR 380/2001 (al pari delle precedenti norme ex-artt.13 e 33 L.47/1985).

La condotta tenuta dal Pubblico Ufficiale è nel contempo lesiva dell’interesse pubblico al buon andamento ed alla trasparenza della Pubblica Amministrazione, ed altresì, del concorrente interesse del privato a non essere turbato nel suo diritto di difesa in sede penale, dal comportamento antigiuridico tenuto dal pubblico ufficiale medesimo.

Tanto, è sicuramente penalmente rilevante, per la sussistenza in concreto di tutti gli elementi costitutivi della fattispecie delittuosa prevista ex-art.328 c.p. oppure, di quella ancora più grave di cui alla norma ex-art.323 c.p.

Considerata, peraltro, la predetta plurioffensività in concreto  dei reati ascrivibili al Funzionario Comunale, il denunciante,  assume la qualità di persona offesa dal reato, di talchè è legittimato a proporre opposizione avverso l’eventuale richiesta di archiviazione del P.M. che naturalmente gli deve essere notificata, nonché, in caso di esercizio dell’azione penale ha diritto a costituirsi parte civile.

Infine, circa l’elemento soggettivo dei reati ascrivibili al predetto Pubblico Ufficiale, si fa rilevare come la responsabilità penale del funzionario, preposto allo sportello unico dell’edilizia presso il Comune, trova fondamento nella documentazione agli atti della sua disponibilità (concessione edilizia primigenia ed atti presupposti, permesso di costruire in sanatoria ed atti presupposti, nota dirigenziale a sua firma, con cui consapevolmente subordina il materiale ritiro del permesso in sanatoria al pagamento di oneri concessori riferibili peraltro ad altro ed autonomo titolo edilizio).

Ed altresì, nella consapevolezza, di aver ingiustificatamente fatto ostruzione e quindi causato un danno ingiusto prevaricando e turbando il diritto del richiedente-concessionario a ritirare il relativo permesso di costruire in sanatoria, nonché infine, prevaricando e turbando il diritto di difesa penale del destinatario della sanatoria urbanistica.


Avv. Luigi Giuseppe Papaleo
Avvocato
^ Vai all' inizio


Articoli correlati

Articoli su Overlex per l'argomento: edilizia

» Tutti gli articoli su overlex in tema di edilizia

Siti di interesse per l'argomento: edilizia





Concorso miglior articolo giuridico pubblicato su Overlex
Clicca qui
logo del sito
Il Quotidiano giuridico on line ISSN 2280-613X


Loading