Incontro di studio sulla riforma del processo civile
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Articolo del 27/09/2009 Autore Dott.ssa Carmen Laruccia Altri articoli dell'autore


In occasione dell’ennesima riforma del processo civile , si è tenuto a Taranto , presso l’Auditorium Avv. Miro , nelle giornate del 18 e 19 settembre 2009 , un incontro di studio presentato dalla rivista – Il giusto processo civile.

Nella prima giornata , dopo i saluti di rito , ha moderato la discussione il Prof. Monteleone  che ha ceduto la parola al primo relatore , il Prof. Bove , che ha trattato un tema dibattuto dalla dottrina e dalla giurisprudenza . Si tratta dell’art. 59 della legge n. 69 del 2009 , che pur rimanendo estraneo all’impianto codicistico , disciplina la translatio iudicii conseguente al dichiarato difetto di giurisdizione del giudice adito , da parte della Cassazione . Si sono succeduti altri interventi riguardanti le questioni rilevabili d’ufficio , con specifico riferimento all’aggiunta del 2° comma all’art. 101 c.p.c. , che può considerarsi un principio di civiltà processuale che consente al giudice , se ritiene di porre a fondamento della sua decisione una questione rilevata d’ufficio , di assegnare alle parti un termine non inferiore a 20 gg e non superiore a 40 gg , per depositare le proprie memorie in cancelleria contenenti osservazioni in proposito alla questione rilevata , è poi seguita la relazione sulla riduzione dei termini processuali per chiari fini acceleratori , ed infine quella sulle nuove disposizioni in materia di prove , che prevedono oltre all’aumento della sanzione in caso di mancata comparizione senza giustificato motivo (art. 255 c.p.c. ) ,la nuova e farraginosa forma di testimonianza scritta (art. 257 bis c.p.c. )

Nella seconda giornata ha presieduto e moderato gli interventi  , il Prof. Cipriani , ordinario di diritto processuale civile dell’Università di Bari  , che ha introdotto la relazione del Prof. Briguglio riguardante il << filtro>> in Cassazione  previsto dal 360 bis c.p.c. , che deve essere letto in chiave costituzionalmente orientata per non violare l’art. 111 , 7° comma Cost.   

Gli altri interventi hanno avuto ad oggetto l’introduzione del procedimento sommario di cognizione previsto dall’art. 702 bis c.p.c. e ss. , i cui esiti “salvifici” potranno mostrarsi solo in futuro e  la riforma di alcuni articoli della procedura esecutiva ( art. 624 , 3° e 4 ° comma c.p.c.).

Infine la Prof. ssa Pagni ha brillantemente illustrato il nuovo istituto dell’astreinte previsto dall’art. 614 bis c.p.c. , rubricato : attuazione degli obblighi di fare infungibili e di non fare. L’astreinte è  una misura di coercizione indiretta che non può utilizzarsi alle controversie concernenti i rapporti di lavoro subordinato , che consente al giudice , su richiesta di parte , al momento dell’emissione del provvedimento di condanna , di determinare una somma dovuta dall’obbligato in caso di ritardo o di mancata esecuzione.

 


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