Il ravvedimento per omesso o tardivo pagamento
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Articolo del 10/03/2009 Autore Rag. Angelo Saitta Altri articoli dell'autore


Le modifiche introdotte con il D.L. 185/2008

 

L'articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, dispone che la sanzione è ridotta, se la violazione non è stata constatata:

 

"a un DODICESIMO del minimo nei casi di mancato pagamento del tributo o di un acconto, se esso viene eseguito nel termine di trenta giorni dalla data della sua commissione";

 

“ad un DECIMO, se la regolarizzazione avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno nel corso del quale è commessa la violazione”.

 

La sanzione minima per omesso o tardivo versamento è del 30 per cento (articolo 13 decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471).

 

Pertanto avremo le seguenti misure sanzionatorie:

 

Ravvedimento breve con riduzione ad 1/12 del 30% la sanzione sarà: 2,5%;

 

Ravvedimento lungo con riduzione ad 1/10 del 30% la sanzione sarà: 3%;

 

Le nuove misure trovano applicazione a decorrere dalle operazioni di ravvedimento poste in essere dalla data del 29 novembre 2008 anche se le violazioni sono state commesse in periodo precedenti.

 

Condizioni per l’applicazione del Ravvedimento operoso.

 

Ai sensi del comma 2 dell’articolo 13 del D.Lgs. 472/1997 il pagamento in ravvedimento della sanzione ridotta deve essere eseguito contestualmente alla regolarizzazione del pagamento del tributo o della differenza, quando dovuti, nonché al pagamento degli interessi moratori calcolati al tasso legale con maturazione giorno per giorno.

 

Il termine contestuale è stato oggetto di riflessione nell’ambito del Telefisco 2009 ed ha portato alla conclusione elaborata dagli esperti che non è applicabile al ravvedimento operoso il pagamento rateale delle imposte, delle sanzioni e degli interessi dovuti in applicazione dell’istituto, anche se il termine ultimo di pagamento avviene nei termini e nel rispetto della norma de quo.

 

In particolare in una risposta nel Telefisco 2009 gli esperti si sono espressi come segue:

 

“ l’accesso all’istituto del ravvedimento operoso è subordinato al versamento contestuale dell’imposta, della sanzione ridotta e degli interessi. Ne consegue l’impossibilità di procedere ad una rateazione delle somme dovute a seguito di ravvedimento per mancato versamento di imposte”.

 

Secondo il mio parere l’interpretazione data non è corretta.

 

Il termine contestuale come già indicato nella Circolare 23.07.1998, n. 192/E è riferito e da riferire al termine essenziale dell’applicazione dell’istituto del ravvedimento.

 

Piu` il comma 2 dell’articolo 13 del D.Lgs. 471/1997 chiarisce che, ai fini della regolarizzazione, il pagamento della sanzione ridotta deve essere contestuale (ossia nel rispetto dello stesso termine di trenta giorni ovvero del termine di presentazione dichiarazione dei redditi) a quello dell'imposta e dei relativi interessi moratori, calcolati al tasso legale con maturazione giorno per giorno.

 

Se così non fosse non sarebbe possibile applicare il ravvedimento per le ipotesi di tardivi versamenti delle sole imposte.

 

In sostanza ciò che conta è che i versamenti degli elementi di cui di seguito siano effettuati nel “contesto” degli stessi termini previsti dall’istituto.

 

Tanto detto in ogni ipotesi di mancato pagamento di un tributo o di una sua frazione nel termine previsto, il ravvedimento è possibile a condizione che il contribuente paghi:

 

la sanzione del 2,5% (3,75% per ravvedimento ante 28 nov. 2008) della somma pagata in ritardo, se effettua la regolarizzazione entro 30 giorni dalla scadenza ordinaria;

 

la sanzione del 3% (6% per ravvedimento ante 28 nov. 2008) della somma pagata in ritardo, se effettua la regolarizzazione entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno nel corso del quale ha commesso la violazione;

 

l'imposta o la differenza dovuta;

 

gli interessi legali commisurati sulla somma pagata in ritardo, maturati dal giorno successivo nel quale avrebbe dovuto eseguire il versamento fino al giorno in cui effettua il pagamento;

 

Dall’1 gennaio 2008 gli interessi legali sono fissati al 3%.

 

La sanzione e gli interessi sono dovuti con riferimento alle rispettive somme pagate in ritardo, cioè al totale dei tributi più gli interessi. Il ravvedimento è possibile anche nel caso in cui il contribuente ha scelto di pagare a rate le somme risultanti dalla dichiarazione dei redditi e ha dimenticato di pagare

 

qualche rata.


Rag. Angelo Saitta
Consulente del Lavoro

angelosaitta.tk/
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