Il reato complesso di cui all’art. 84 codice penale
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Articolo del 21/01/2009 Autore Avv. Alessandro Amaolo Altri articoli dell'autore


L’articolo 84 del codice penale del 1930 disciplina il c.d. reato complesso1. In estrema sintesi, si deve rilevare che il predetto reato consiste in una unificazione legislativa di due o più figure criminose all’interno di un unico reato. Di conseguenza, l’unica fattispecie di reato complesso avrà come elementi costitutivi o come circostanze aggravanti tutti gli elementi costitutivi delle altre figure criminose che in se unifica.

Pertanto, un tipico esempio di reato complesso viene rappresentato dal delitto di rapina (art. 628 c.p.), la cui condotta assomma le condotte dei delitti di furto (art. 624 c.p.) e di violenza privata (art. 610 c.p.). Inoltre, un altro esempio di reato complesso viene rappresentato dall’omicidio aggravato ex art. 576, 1 comma, n. 5 codice penale, poiché ricomprendente il delitto di violenza sessuale (semplice o di gruppo), sempre che si tratti di fatti commessi all’interno di un unico contesto temporale2.

Ai sensi del sopraccitato articolo per aversi il reato complesso3 non è sufficiente che più fatti costituenti reato abbiano qualche elemento in comune, ma occorre che uno di essi converga interamente in un’altra figura criminosa tanto da perdere la sua autonomia e diventare, pertanto, elemento costitutivo o circostanza aggravante dell’altro. In mancanza di tali presupposti sussiste, invece, il concorso formale dei reati, a nulla rilevando la parziale coincidenza dei rispettivi momenti consumativi. In sintesi, in base all’articolo 84 c.p., si ha reato complesso quando il reato assorbito è contenuto per intero, nei suoi elementi obiettivi e soggettivi, nel reato assorbente4. Per la sussistenza del reato complesso in senso stretto sono necessari due autonomi reati, mentre, invece, per la sussistenza del reato complesso in senso lato è sufficiente un solo reato con l’aggiunta di elementi ulteriori non costituenti reato.

Nell’ipotesi di reato complesso in senso stretto, i reati devono essere legati reciprocamente da un vincolo non meramente occasionale, ma sostanziale, nel senso che l’uno deve esserelo strumento finalizzato alla realizzazione dell’altro.

Lo scrivente ritiene che il legislatore del 1930 ha introdotto l’istituto del cd. reato complesso per evitare il rischio della doppia incriminazone5. Infatti, se non ci fosse stato l’art. 84 c.p. sarebbe stato possibile condannare il responsabile di una rapina anche per il furto, dal primo reato necessariamente implicato.

Inoltre, le disposizioni sul reato complesso vanno interpretate e coordinate con l’articolo 1316 c.p. circa la procedibilità del reato complesso e con l’articolo 170, comma 2, c.p. riguardo all’inestensibilità delle cause estintive del reato. Quest’ultimo articolo del codice penale afferma, altresì, che: “La causa estintiva di un reato, che è elemento costitutivo o circostanza aggravante di un reato complessonon si estende al reato complesso”.

Infine, l’articolo 84 c.p. va interpretato ed applicato, altresì, dopo aver considerato il testo dell’articolo 301, comma 3, c.p. che così dispone: “Quando l’offesa alla vita, all’incolumità, alla libertà o all’onore è considerata dalla legge come elemento costitutivo o circostanza aggravante di un altro reato, questo cessa dal costituire un reato complesso, e il colpevole soggiace a pene distinte, secondo le norme sul concorso dei reati (…omissis..)”. Pertanto, sulla base delle sopraccitate considerazioni, l’art. 301, comma 3, c.p. contiene una deroga alla figura del reato complesso, stabilendo lo scioglimento di tale forma strutturale di reato sul piano della pena e del concorso di reati. Ciò accade quando gli elementi dei reati, costituenti autonomi fatti e violazioni di beni-interessi giuridici protetti, vengono valutati come autonomi ed distinti fra di loro. In sintesi, la scissione del reato complesso porta l’autore a rispondere in base alle norme sul concorso di reati ed al principio del cumulo delle pene irrogabili.

In conclusione, perché possa ipotizzarsi il reato complesso è necessario che una norma di legge abbia operato la fusione7 in un’unica figura criminosa di fatti costituenti reati autonomi o circostanze aggravanti. Non basta, pertanto, che più fatti isolatamente considerati abbiano qualche elemento comune, perché sia ravvisabile detto reato. (Cassazionepenale,sezioneII,sentenza 3 marzo 1971, n. 604)

In ultima analisi, secondo la lettera e lo spirito dell’art. 84 codice penale, si ha reato complesso quando il reato assorbito è contenuto per intero, nei suoi elementi obiettivi e soggettivi, nel reato assorbente. (Cassazionepenale, sezioneV, sentenza18aprile1978, n. 4545)

 

Articolo84codicepenale(Reato complesso). - Ledisposizioni degli articoli precedenti non si applicano quando la legge considera come elementi costitutivi, o come circostanze aggravanti di un solo reato, fatti che costituirebbero, per se stessi, reato.

Qualora la legge, nella determinazione della pena per il reato complesso si riferisca alle pene stabilite per i singoli reati che lo costituiscono, non possono essere superati i limiti massimi indicati dagli articoli 78 e 79.

 

AvvocatoAlessandroAmaolo

Specializzato nelle ProfessioniLegaliconindirizzoGiudiziario-Forense

1 Senza dubbio nel reato complesso è configurabile il tentativo di cui all’art. 56 c.p.

2 Il delitto di violenza sessuale, considerato come circostanza della forma aggravata dell’omicidio, se commesso in un unico contesto temporale, non concorre formalmente con esso, ma in esso resta assorbito, confluendo nella figura del reato complesso in senso stretto di cui all’art. 84, comma primo, codice penale, punibile con la pena dell’ergastolo. Cassazionepenale,sezioneI, sentenza 22 febbraio2005, n. 6775

3 Perché si abbia reato complesso non basta che più fatti, i quali isolatamente considerati, costituiscono altrettanti reati, abbiano qualche elemento comune: invero, si ha reato complesso soltanto quando uno dei reati sia considerato come elemento costitutivo o circostanza aggravante dell’altro sì da perdere la propria autonomia e da convergere in un’altra figura criminosa. In ogni altro caso, invece, si ha concorso materiale di reati. Cassazionepenale,sezioneVI,sentenza30novembre1970, n. 482

4 Il reato di cui all’art. 316 ter c.p. assorbe quello di falso previsto dall’art. 483 c.p., in quanto ne contiene tutti gli elementi costitutivi, dando così luogo ad un reato complesso. (Fattispecie nella quale l’imputato aveva ottenuto l’erogazione in suo favore del cosiddetto reddito minimo di inserimento di cui al Decreto Legislativo 18 giugno 1998 n. 237, falsamente rappresentando al Comune di possederne i relativi requisiti). Cassazione penale, sezione VI, 2 agosto 2006, n. 27598.

5 Il delitto di violenza sessuale (nella specie, di gruppo: art. 609 octies c.p.), considerato come circostanza della forma aggravata dell’omicidio, se commesso in un unico contesto temporale, non concorre formalmente con esso, ma in esso resta assorbito, confluendo nella figura del reato complesso in senso stretto di cui all’art. 84, comma primo, c.p., punibile con la pena dell’ergastolo. Cassazione penale, sezione I, sentenza del 22 febbraio 2005, n. 6775

6 Articolo 131 Reato complesso. Procedibilità di ufficio – Nei casi preveduti dall’articolo 84, per il reato complesso si procede sempre di ufficio, se per taluno dei reati, che ne sono elementi costitutivi o circostanze aggravanti, si deve procedere di ufficio.

7 Per la ipotizzabilità del reato complesso è necessario che la legge abbia operato la fusione in un’unica figura criminosa di fatti costituenti autonomi reati. Non integra invece la figura del reato complesso l’esistenza di elementi comuni fra due reati né la circostanza che un reato sia il presupposto di un successivo reato o che il primo sia stato consumato allo scopo di realizzare un secondo reato; in tale ultimo caso può configurarsi semplicemente un rapporto teleologico fra i due illeciti che non solo non esclude il concorso, ma integra la circostanza aggravante di cui all’art. 61 n. 2 c.p. Cassazionepenale,sezioneVI,sentenza19dicembre1990, n. 16616


Avv. Alessandro Amaolo
Avvocato

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