Finanziaria 2008: detrazioni box e posti auto prima casa fino al 2010
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Articolo del 11/12/2008 Autore Dott. Massimo Bernabei Altri articoli dell'autore


Art. 1, comma 17, legge del 24 dicembre 2007, n. 244 (Legge Finanziaria 2008)

Risoluzione 8 febbraio 2008 n. 38/E – Agenzia delle Entrate(1)

Data l’attuale e ormai cronica carenza di parcheggi viene prorogata di un triennio, fino al 2010, la detrazione del 36% per l’acquisto, o la realizzazione, di box e posti auto destinati ad essere pertinenza dell’abitazione principale del contribuente.

 

La manovra finanziaria per il 2008(2) contiene diverse disposizioni pro contribuente, tra le quali la proroga, per un triennio, fino all’anno 2010, delle agevolazioni in materia di ristrutturazioni edilizie(3). Tra le varie fattispecie agevolabili il legislatore tributario, già nella norma originaria(4), aveva inserito quelle concernenti l’acquisto, o la costruzione in economia, di box e posti auto pertinenziali all’abitazione principale del contribuente(5). Usufruiscono di una detrazione del 36% dall’IRPEF le persone fisiche (anche non residenti nel territorio dello Stato) per l’acquisto o la costruzione di box o posti auto (nuovi) appartenenti alla categoria catastale C/6(6). Per l’anno 2007 l’importo cui applicare la detrazione del 36% non può superare il limite di € 48.000,00(7): tale ammontare di spesa va riferito alla persona fisica(8) e ad ogni singola unità immobiliare sulla quale sono stati effettuati gli interventi di recupero, competendo separatamente per ciascun periodo d’imposta. La detrazione deve essere ripartita in dieci rate di pari importo, salvo i contribuenti che abbiano superato il limite di età di 75 anni e 80 anni, i quali possono optare per una diversa ripartizione della spesa, in particolare:

Riguardo l’importo cui applicare la percentuale del 36%, l’Amministrazione Finanziaria ha posto a carico del costruttore l’obbligo di rilasciare al contribuente una dichiarazione attestante il costo di costruzione del box, o posto auto(9): sono ricomprese in tale valore tutte le spese strettamente inerenti all’edificazione del fabbricato (si tratta pertanto di un importo che può differire in meno, anche sensibilmente, dal prezzo finale applicato alla compravendita), per esempio:

Mentre a carico del costruttore tenuto a certificare le spese sopra elencate non sono state previste particolari formalità(10), il legislatore subordina il diritto del contribuente alla detrazione – pena la decadenza dal medesimo - al pagamento delle spese mediante bonifico bancario (o postale), che deve riportare le seguenti informazioni(11):

Sul piano oggettivo la norma riguarda uno o più box o posti auto pertinenza(12) di un immobile abitativo; diversamente da quanto avviene nel generale ambito delle imposte indirette e dirette (vedi l’Imposta sul valore aggiunto, DPR 633 del 1972 e l’Imposta di registro, DPR 131 del 1986, nonché l’Imposta Comunale sugli Immobili di cui al Decreto Legislativo del 30 dicembre 1992, n. 504), nella fattispecie in esame la norma lnon prevede che la destinazione pertinenziale all’abitazione principale del contribuente (ovvero – salvo prova contraria – l’abitazione nella quale lo stesso pone la propria residenza anagrafica, come previsto ai fini ICI, o comunque l’abitazione situata nel Comune di residenza anagrafica del contribuente, come previsto dal DPR 131/1986, Nota II bis Parte I della Tariffa allegata al decreto) sia necessariamente formalizzata nell’atto, non richiedendosi per la detrazione del 36% alcuna dichiarazione “scritta”(13). E’ sufficiente che il posto auto sia di fatto a servizio dell’immobile abitativo al quale è destinato, ad una distanza compatibile con le esigenze di tale servizio(14). Peraltro la normativa non pone limiti al numero di unità che possono essere oggetto dell’agevolazione(15): si richiede solamente che ciascuna sia pertinenza di un immobile (anche lo stesso) appartenente alla categoria catastale A (esclusi gli A/10 non aventi natura abitativa)(16). Una importante precisazione è stata recentemente fornita dall’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione dell’8 febbraio 2008, n. 38/E: in linea generale, precisa l’intervento, è sempre necessario un atto di vendita, anche in forma di contratto preliminare, purché regolarmente registrato al momento in cui sono effettuati i pagamenti con bonifico, da cui desumere l’effettiva sussistenza della proprietà o almeno il fatto che il contribuente sia promissario acquirente del posto auto, nonché ovviamente la destinazione funzionale della pertinenza a servizio dell’immobile(17). Confermato invece(18) il diritto alla detrazione per le spese di realizzazione del box anche quando il medesimo venga acquistato contemporaneamente all’abitazione con unico atto notarile(19): si richiede sempre espressa indicazione, e documentazione, del costo edificatorio della pertinenza.

Nella figura 1 si riporta un esempio di compilazione del modello della «Comunicazione di inizio lavori»(20) che deve essere inviato al Centro Operativo di Pescara dell’Agenzia delle Entrate. Nel caso di acquisto di box auto di nuova costruzione il modello deve essere inviato entro il termine di presentazione della dichiazione dei redditi relativa al periodo d’imposta nel quale si beneficia della detrazione IRPEF(21).

Il codice fiscale riportato è quello del contribuente, in quanto nel caso del box auto vi è coincidenza tra il beneficiario della detrazione (che è il possessore, ovvero il titolare del diritto reale sul fabbricato, salvo l’ipotesi che a beneficiarne sia il familiare convivente del possessore medesimo) e il soggetto che invia la citata Comunicazione di inizio lavori al Centro Operativo. E’ necessario riportare i dati catastali, nell’esempio desunti dall’atto pubblico notarile di compravendita, stipulato (nell’esempio immaginario) in Roma nel periodo d’imposta 2007; secondo le istruzioni fornite dall’Agenzia delle Entrate non si richiedono allegati, né autocertificazione degli stessi. Alcune difficoltà nella compilazione potrebbero derivare dal fatto che il modello è stato concepito nell’ipotesi delle spese di ristrutturazione – quale fattispecie prevalente all’acquisto di box e posti auto(22).

Con riferimento al modello unico 2008 persone fisiche(23) (per i redditi del 2007) di cui alla figura 2 i dati relativi all’acquisto del posto auto vanno riportati nella sezione III del quadro RP (oneri e spese) del modello, la cui sezione B è relativa alle spese che danno diritto ad una detrazione pari al 36% delle stesse. Venendo alla compilazione del rigo RP 39, nell’esempio si suppone che il contribuente (di età inferiore ai 75 anni) abbia acquistato un posto auto nel corso del periodo d’imposta 2007 avente un costo di costruzione di € 50.000 certificato dal costruttore; in primo luogo si precisa che la casella relativa al codice fiscale (colonna 2 rigo RP 39) non deve essere compilata, trattandosi dello stesso soggetto che ha inviato la Comunicazione di inizio lavori al Centro operativo di Pescara. Sarà invece necessario riportare l’anno di acquisto (colonna 1 rigo RP 39) e, nella colonna 7, relativa all’ipotesi delle dieci rate (scelta obbligata per il contribuente dell’esempio), il numero corrispondente alla rata in corso per il periodo d’imposta oggetto della dichiarazione (nell’esempio si tratta della prima rata, essendo il 2007 l’anno di acquisto del fabbricato pertinenziale). Infine ricordiamo che il valore limite di spesa sul quale applicare il 36% è di € 48.000 e che – nonostante nell’esempio il costo di costruzione sia di € 50.000 – l’importo da indicare alla colonna 8 del rigo RP 39 è di € 4.800, pari ad un decimo del citato limite.

 

 

 

 

Fig. 1 – esempio di compilazione della Comunicazione di inizio lavori(24).

.

 

Fig. 2 – Esempio di compilazione Sez. III – B del Quadro RP Modello Unico PF 2008.

 

 

 

..

 

 

 

(1) Istanza di interpello. Realizzazione di box pertinenziali – Detrazione d’imposta del 36% di cui all’articolo 1 della legge n. 449 del 1997.

(2) Legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Legge Finanziaria per il 2008).

(3) La proroga per il triennio 2008 – 2009 – 2010 delle agevolazioni tributarie in materia di recupero del patrimonio edilizio è disposta dall’articolo 1, commi 17-19, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Si veda il dossier a cura di Saverio Fossati Le novità sulla casa pubblicato da Il Sole 24 Ore del lunedì 11 febbraio 2008. Si riporta il testo dei commi in esame: 17. Sono prorogate per gli anni 2008, 2009 e 2010, per una quota pari al 36 per cento delle spese sostenute, nei limiti di 48.000 euro per unità immobiliare, ferme restando le altre condizioni ivi previste, le agevolazioni tributarie in materia di recupero del patrimonio edilizio relative:

a) agli interventi di cui all'articolo 2, comma 5, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni, per le spese sostenute dal 1o gennaio 2008 al 31 dicembre 2010;

b) agli interventi di cui all'articolo 9, comma 2, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, nel testo vigente al 31 dicembre 2003, eseguiti dal 1o gennaio 2008 al 31 dicembre 2010 dai soggetti ivi indicati che provvedano alla successiva alienazione o assegnazione dell'immobile entro il 30 giugno 2011.

18. È prorogata per gli anni 2008, 2009 e 2010, nella misura e alle condizioni ivi previste, l'agevolazione tributaria in materia di recupero del patrimonio edilizio relativa alle prestazioni di cui all'articolo 7, comma 1, lettera b), della legge 23 dicembre 1999, n. 488, fatturate dal 1o gennaio 2008.

19. Le agevolazioni fiscali di cui al comma 17 spettano a condizione che il costo della relativa manodopera sia evidenziato in fattura.

(4) Legge 27 dicembre 1997, n. 449 recante le Misure per la stabilizzazione della finanza pubblica (per l’anno d’imposta 1998) pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 302 del 30 dicembre 1997, al Supplemento Ordinario n. 255. L’articolo 1 della stessa legge recava le originarie disposizioni, più volte modificate, concernenti gli interventi di recupero del patrimonio edilizio. Si veda la Circolare 57/E del 24 febbraio 1998. Si riporta parte del testo dell’articolo 1: Ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, si detrae dall'imposta lorda, fino alla concorrenza del suo ammontare, una quota delle spese sostenute sino ad un importo massimo delle stesse di lire 150 milioni ed effettivamente rimaste a carico, per la realizzazione degli interventi di cui alle lettere a), b), c) e d) dell'articolo 31 della legge 5 agosto 1978, n. 457, sulle parti comuni di edificio residenziale di cui all'articolo 1117, n. 1), del codice civile, nonché per la realizzazione degli interventi di cui alle lettere b), c) e d) dell'articolo 31 della legge 5 agosto 1978, n. 457, effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali, possedute o detenute e sulle loro pertinenze. Tra le spese sostenute sono comprese quelle di progettazione e per prestazioni professionali connesse all'esecuzione delle opere edilizie e alla messa a norma degli edifici ai sensi della legge 5 marzo 1990, n. 46, per quanto riguarda gli impianti elettrici, e delle norme UNI-CIG, di cui alla legge 6 dicembre 1971, n. 1083, per gli impianti a metano. La stessa detrazione, con le medesime condizioni e i medesimi limiti, spetta per gli interventi relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali anche a proprietà comune, alla eliminazione delle barriere architettoniche aventi ad oggetto ascensori e montacarichi, alla realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia piu' avanzata, sia adatto a favorire la mobilita' interna ed esterna all'abitazione per le persone portatrici di handicap in situazioni di gravità, ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, all'adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi, alla realizzazione di opere finalizzate alla cablatura degli edifici, al contenimento dell'inquinamento acustico, al conseguimento di risparmi energetici con particolare riguardo all'installazione di impianti basati sull'impiego delle fonti rinnovabili di energia, nonchè all'adozione di misure antisismiche con particolare riguardo all'esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica, in particolare sulle parti strutturali e all'esecuzione di opere volte ad evitare gli infortuni domestici. Il testo del citato articolo 1 è stato da ultimo modificato dalla legge 23 dicembre 2000, n. 388.

(5) Si precisa che a beneficiare di tale agevolazione sono esclusivamente le persone fisiche.

(6) Si riportano i fabbricati appartenenti al Gruppo Catastale C:

C/1 Negozi e botteghe;

C/2 Magazzini e locali di deposito;

C/3 Laboratori per arti e mestieri;

C/4 Fabbricati e locali per esercizi sportivi;

C/5 Stabilimenti balneari e di acque curative;

C/6 Stalle, scuderie, rimesse, autorimesse;

C/7 Tettoie chiuse od aperte.

(7) Fino al periodo d’imposta 2002 il limite di spesa sul quale computare la percentuale di detrazione era pari a € 77.468,53: da tale data il legislatore ha fissato lo stesso al minore importo di € 48.000.

(8) Art. 1, commi 387 e 388 della Legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Legge Finanziaria per il 2007).

(9) Si vedano la Risoluzione del 20 dicembre 1999, n. 166, del Ministero delle Finanze (oggi Ministero dell’Economia e delle Finanze), e la Circolare del 14 giugno 2001, n. 55/E, dell’Agenzia delle Entrate.

(10) Anche se la Legge Finanziaria 2008, art. 1, comma 19, ha confermato l’obbligo di evidenziare nella fattura di vendita del box o posto auto il costo della manodopera impiegata dal costruttore.

(11) Si veda la Circolare del 10 giugno 2004 n. 24/E dell’Agenzia delle Entrate.

(12) Sul piano civilisto le pertinenze sono definite dall’articolo 817 del codice civile:

Sono pertinenze le cose destinate in modo durevole a servizio o ad ornamento di un'altra cosa.

La destinazione può essere effettuata dal proprietario della cosa principale o da chi ha un diritto reale sulla medesima (Cod. Civ. 952, 957, 981, 1021, 1022, 1027; Cod. Nav. 246 e seguenti, 862 e seguenti).

(13) Circolare 98 del 17 maggio 2000 del Ministero delle Finanze (oggi Ministero dell’Economia e delle Finanze). Nel rispondere ad una serie di quesiti posti dai contribuenti, al paragrafo 11.1.2 “Documentazione del vincolo pertinenziale relativo all'abitazione principale”, il Ministero precisava quanto segue: In base alla disciplina generale dettata dall'articolo 817 del Codice civile sono pertinenze le cose destinate in modo durevole a servizio o ad ornamento di un'altra cosa e tale destinazione può essere effettuata da chi sia proprietario o sia titolare di un diritto reale sulla cosa principale. Per la qualificazione del concetto di pertinenza non e' pertanto sufficiente il rapporto funzionale con il bene principale ma e' anche necessario un elemento soggettivo consistente nella volontà effettiva del soggetto che ne abbia titolo di destinare il bene medesimo al servizio o ad ornamento del bene principale.

Ai fini dell'IVA, per quanto concerne l'applicazione dell'aliquota IVA del 4% per gli immobili destinati a costituire pertinenze di "prima casa", la volontà di destinare l'immobile a pertinenza deve essere manifestata per iscritto nell'atto di acquisto. Tale principio si ricava dall'articolo 3, comma 131, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, secondo cui l'aliquota IVA del 4% prevista per l'acquisto della prima casa di abitazione, si applica all'acquisto, anche con atto separato, delle pertinenze dell'immobile medesimo.

Le stesse conclusioni possono essere riproposte con riferimento all'imposta di registro, nella considerazione che il comma 3 della nota II-bis) all'articolo 1 della tariffa, parte prima, del DPR n. 131 del 1986, prevede espressamente le condizioni ed i limiti per l'applicabilità dell'agevolazione all'acquisto, anche con atto separato, delle pertinenze "dell'immobile di cui alla lettera a)".

Per quanto concerne invece l'IRPEF si prescinde dal requisito formale della dichiarazione di volontà espressa nell'atto facendosi esclusivamente riferimento al comportamento concludente delle parti. L'art. 10, comma 3-bis, del TUIR, inserito dall'articolo 6, comma 1, lett. a), della legge 23 dicembre 1999, n. 488, stabilisce infatti che sono pertinenze ai fini dell'IRPEF le cose immobili di cui all'articolo 817 del c.c., classificate o classificabili in categorie diverse da quelle ad uso abitativo, destinate ed effettivamente utilizzate in modo durevole a servizio dell'unità immobiliare adibita ad abitazione principale delle persone fisiche.

(14) Circa l’importanza del comportamento concludente del soggetto passivo si veda Il Fisco del 4 febbraio 2008, Alberto Bergesio, Prorogata l’agevolazione Irpef del 36% per l’acquisto e la costruzione di box e posti auto pertinenziali, n. 5/2008, pag. 785 fascicolo 1.

(15) Circolare n. 95 del 12 maggio 2000 del Ministero delle Finanze (oggi Ministero dell’Economia e delle Finanze).

(16) Si riportano le categorie catastali appartenenti al Gruppo A:

A/1 Abitazioni di tipo signorile;

A/2 Abitazioni di tipo civile;

A/3 Abitazioni di tipo economico;

A/4 Abitazioni di tipo popolare;

A/5 Abitazioni di tipo ultrapopolare;

A/6 Abitazioni di tipo rurale;

A/7 Abitazioni in villini;

A/8 Abitazioni in ville;

A/9 Castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici;

A/10 Uffici e studi privati;

A/11 Abitazioni ed alloggi tipici dei luoghi.

(17) Si veda Anna Maria Badiali, Box auto, per lo sconto occorre il preliminare, Risoluzione n. 38/E dell’8 febbraio 2008, FISCOoggi dell’8 febbraio 2008. Nella Ris. 38/E la necessità che la destinazione pertinenziale risulti dall’atto notarile (rogito, o compromesso registrato) sembra posta dall’Agenzia delle Entrate quale requisito imprescindibile del diritto alla detrazione; ciò non trova sempre riscontro nella dottrina, ad esempio si veda Il Fisco del 4 febbraio 2008, Alberto Bergesio, Prorogata l’agevolazione Irpef del 36% per l’acquisto e la costruzione di box e posti auto pertinenziali, n. 5/2008, pag. 785 fascicolo 1, cit. nelle note precedenti, e anche in alcuni precedenti interventi dell’Amministrazione Finanziaria.

(18) La Risoluzione 38/E a tal proposito richiama la Circolare dell’Agenzia delle Entrate del 10 giugno 2004 n. 24, punto 1.2.

(19) Sergio Mazzei, Box auto con detrazione a rischio, Italia Oggi del 9 febbraio 2008.

(20) I cui riferimenti normativi sono l’articolo 1, comma 3, della legge 27 dicembre 1997, n. 449 e il Decreto Interministeriale 18 febbraio 1998, n. 41, e successive modifiche.

(21) Tale concetto è stato ribadito più volte da parte dell’Amministrazione Finanziaria in particolare nella Risoluzione del 20 dicembre 1999, n. 166, del Ministero delle Finanze (oggi Ministero dell’Economia e delle Finanze): E' opportuno chiarire, inoltre, che nella ipotesi di acquisto di box pertinenziali, la comunicazione all'Ufficio finanziario da parte del contribuente che intende avvalersi della detrazione d'imposta, può essere successiva alla data di inizio lavori (che sono effettuati dal concessionario o dall'impresa di costruzione). E' necessario, comunque, che la suddetta comunicazione pervenga all'amministrazione finanziaria entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta nel quale s'intende fruire della detrazione. La più recente conferma di quanto sopra, da parte dell’Agenzia delle Entrate, è contenuta nella Risoluzione 38/E dell’8 febbraio 2008.

(22) Dopo dieci anni compiuti dalla normativa della legge 449 del 1997 le Comunicazioni di inizio lavori, di cui alle relative ristrutturazioni edilizie, hanno superato la soglia dei tre milioni. Si veda Enrico Marro, Ristrutturazioni a ritmo record, Il Sole 24 Ore del 10 febbraio 2008 e Sonia Angeli, Il 36% compie 10 anni e sulla torta di compleanno il nuovo record 2007. La Finanziaria 2008 conferma l'agevolazione fiscale per altri tre anni, FISCOoggi del 9 febbraio 2008.

(23) Approvato con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 31 gennaio 2008, pubblicato l'08 febbraio 2008 ai sensi dell'art. 1, comma 361, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Finanziaria per il 2008).

(24) La Comunicazione di inizio lavori, debitamente compilata e firmata dal contribuente, deve essere inviata in busta chiusa a mezzo raccomandata senza ricevuta di ritorno al seguente indirizzo: Agenzia delle Entrate – Centro operativo di Pescara - Via Rio Sparto n. 21 – CAP 65129 Pescara.


Dott. Massimo Bernabei
Dottore Commercialista
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