Pubblica Amministrazione: la concessione dell'equo indennizzo
Condividi su Facebook | Discuti nel forum | Consiglia | Scrivi all'autore | Errore |

Articolo del 21/11/2008 Autore Dott. Angelo Fanelli Altri articoli dell'autore


Il riconoscimento della dipendenza di una infermità o di una lesione da causa di servizio costituisce oggetto di un procedimento autonomo con il quale si tende ad accertare se esiste o meno una menomazione e se essa sia da attribuirsi o meno, secondo i criteri medico-legali, a causa di servizio. A norma dell’art. 3 del D.P.R. 20 aprile 1994, n. 349, il dipendente che abbia contratto infermità o subito lesioni, per farne accertare l’eventuale dipendenza da causa di servizio deve, entro sei mesi dalla data in cui si è verificato l’evento dannoso o da quella in cui ha avuto conoscenza della infermità o della lesione, presentare domanda scritta all’amministrazione dalla quale direttamente dipende, indicando specificatamente la natura dell’infermità o lesione, i fatti di servizio che vi hanno concorso e, ove possibile, le conseguenze sull’integrità fisica (alla domanda il dipendente può allegare ogni documento che reputi utile). La medesima disposizione si applica anche quando la menomazione dell’integrità fisica, conseguente all’infermità o lesione, si manifesta dopo la cessazione del rapporto d’impiego.

La concessione dell’equo indennizzo costituisce un peculiare beneficio economico che lo Stato riconosce all’impiegato che, per infermità o lesione contratta per causa di servizio, sia gravato da una menomazione permanente della propria integrità psicofisica. Si tratta, perciò, di un istituto giuridico distinto rispetto a quello della causa di servizio, ma comunque subordinato all’avvenuto riconoscimento della dipendenza da causa di servizio della infermità o lesione. Tale indennizzo è costituito dalla corresponsione di una somma di denaro una tantum commisurata alla retribuzione dell’avente diritto al momento della domanda ed alla gravità della menomazione subita. Come sancito dal Consiglio di Stato, Comm. Speciale, 11.6.1959, n. 1093, l’equo indennizzo rappresenta un provvedimento di ristoro economico (e non previdenziale) che la Pubblica Amministrazione emana nei confronti del dipendente al quale, per servizio, sia derivata una menomazione della sua integrità psicofisica. Sempre il Consiglio di Stato, ad. pl., 16.7.1993, n. 9, ha stabilito che l’equo indennizzo deve essere considerato un <<istituto di carattere pubblicistico collegato con lo status di dipendente pubblico ed inteso non già a reintegrare il patrimonio danneggiato da un atto illecito, ma a compensare il dipendente stesso per la perdita dell’integrità psicofisica in conseguenza di cause di servizio…>>. Da quanto esposto, si comprende, quindi, l’opportunità del termine indennizzo piuttosto che risarcimento.

L’equo indennizzo viene, quindi, concesso al dipendente che per infermità o lesione contratta per causa di servizio, abbia subito una menomazione permanente dell’integrità psicofisica ascrivibile ad una delle categorie di cui alla tabella A od alla tabella B allegate ad D.P.R. 834/1981 od alla normativa vigente all’epoca dei fatti in esame.

La concessione del beneficio economico è, pertanto, necessariamente subordinata al riconoscimento della dipendenza da causa di servizio delle lesioni od infermità alla base della richiesta di equo indennizzo.

La richiesta di equo indennizzo (art. 2, D.P.R. 461/2001) può essere contestuale alla domanda di riconoscimento di causa di servizio o può essere prodotta nel corso del procedimento di riconoscimento di causa di servizio, entro il termine di dieci giorni dalla ricezione della comunicazione della trasmissione degli atti al Comitato; può, inoltre, essere presentata successivamente entro sei mesi della data della notifica o comunicazione del provvedimento di risarcimento della dipendenza da causa di servizio oppure entro sei mesi da quando di è verificata la menomazione in conseguenza dell’infermità o lesione già riconosciuta dipendente da causa di servizio, purché la menomazione si manifesti entro cinque anni dalla cessazione del rapporto di impiego, elevati a dieci anni per invalidità derivanti da infermità ad eziopatogenesi non definita o idiopatica.

La richiesta di equo indennizzo può essere proposta anche dagli eredi del dipendente deceduto, anche se pensionato, entro sei mesi dal decesso (art. 2. del D.P.R. 461/2001). Agli eredi, l’equo indennizzo viene corrisposto, ai sensi dell’art. 51 D.P.R. n. 686 del 1957, jure sucessionis.

Nei casi di negata concessione dell’equo indennizzo o di concessione di categoria inferiore, a far data dall’entrata in vigore della L. 80/1998 si può proporre ricorso al Giudice Ordinario entro il termine di prescrizione ordinario (dieci anni). A tal proposito, il D.Lgs. 165/2001 ha previsto che: <<Sono attribuite al giudice ordinario, in funzione del giudice del lavoro, le controversie…relative a questioni attinenti al periodo del rapporto di lavoro successivo al 30 giugno 1998. Le controversie relative a questioni attinenti al periodo del rapporto di lavoro anteriore a tale data restano attribuite alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo solo qualora siano proposte, a pena di decadenza, entro il 15 settembre 2000>>. Ciò conferma che l’equo indennizzo costituisce un diritto soggettivo e non un interesse legittimo.

A titolo meramente esemplificativo si riporta una concreta fattispecie:

il sig. Bianchi, dopo aver prestato attività di motorista navale dal 1939 al 22.11.1986, decedeva in data 19.12.2005 a causa di “mesotelioma pleurico”. In seguito a perizia medico legale di parte risultava pressoché certo il nesso di causalità tra l’esposizione lavorativa all’amianto ed la patologia che ha portato al decesso il sig. Bianchi. In detta perizia veniva precisato che la patologia era indubbiamente da considerarsi infermità dipendente da causa di servizio, poiché casualmente collegata all’esposizione all’amianto asbesto durante i lunghi anni di attività di servizio a bordo delle navi. In data 31.03.2006, gli eredi del sig. Bianchi chiedevano al Ministero della Difesa, con raccomandata a.r., il riconoscimento della causa di servizio della malattia contratta, ivi compreso l’equo indennizzo.

Detta domanda veniva rigettata dal Ministero della Difesa, adducendo la seguente motivazione: <<l’istruttoria ai fini della dipendenza da causa di servizio di infermità avviene solo su istanza del diretto interessato, unico avente titolo a richiederne l’accertamento, entro cinque anni dalla cessazione del servizio…>>.

Nella suddetta fattispecie, si evince che si tratti di un caso di diniego della Pubblica Amministrazione, poiché la domanda può essere presentata anche dagli eredi del dipendente deceduto, anche se pensionato, entro sei mesi dal decesso.

Pertanto, gli eredi hanno potuto impugnare il provvedimento entro sessanta giorni dalla notifica, presentando ricorso innanzi al giudice ordinario.

A sostegno di suddetta tesi si riscontra notevole produzione giurisprudenziale che in più occasioni ha ribadito che “l’art. 3 comma ultimo d.P.R. 20 aprile 1994 n. 349, abilita anche gli eredi del dipendente alla presentazione dell’istanza per conseguire l’equo indennizzo, nel termine ultimo di sei mesi dal decesso di quest’ultimo” (T.A.R. Campania Salerno, sez. I, 7 maggio 2004, n. 380) e che “gli eredi dell’impiegato che abbia subito infortunio per causa di servizio, hanno diritto a percepire l’equo indennizzo con interessi e rivalutazione monetaria” (T.A.R. Campania Napoli, sez. I, 4 dicembre 1992, n. 412). Tale soluzione è stata prospettata anche dal Consiglio di Stato che, nell’occuparsi di una domanda di equo indennizzo inoltrata da un pubblico dipendente, ha sottolineato che “il quadro di riferimento non cambia nel caso in cui la domanda sia presentata dagli eredi del dipendente, i quali devono pur sempre rispettare il termine di decadenza, stante l’inesistenza di normative speciali che sottraggono gli aventi causa al rispetto della disciplina dettata per il “de cuius” (Consiglio di Stato, sez. IV, 22 ottobre 2004, n. 6943).


Dott. Angelo Fanelli ^ Vai all' inizio


Articoli correlati

Articoli su Overlex per l'argomento: pubblica amministrazione

» Tutti gli articoli su overlex in tema di pubblica amministrazione

Siti di interesse per l'argomento: pubblica amministrazione

» Visure camerali on line
Visure, bilanci, protesti on line






Concorso miglior articolo giuridico pubblicato su Overlex
Clicca qui
logo del sito
Il Quotidiano giuridico on line ISSN 2280-613X


Loading