Nuove disposizioni sulla deducibilita’ IVA per spese alberghiere e ristorazione
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Articolo del 05/11/2008 Autore Rag. Giuseppe Zambon Altri articoli dell'autore


Commissione nazionale per la fiscalita’

Detrazione totale dell’IVA e deducibilità limitata per le spese alberghiere e ristorazione in vigore rispettivamente dal 01 settembre 2008 e dal 01 gennaio 2009

Detrazione totale dell’IVA

Dal 1º settembre 2008 in poi, imprese e professionisti (se in possesso di regolare fattura) potranno detrarre interamente l’Iva sulle spese sostenute in relazione a servizi alberghieri e di ristorazione. Ovviamente, l’integrale detrazione dell’Iva può essere esercitata a condizione che la spesa relativa al pernottamento e/o alla somministrazione di alimenti e bevande sia inerente all’attività svolta dall’impresa o dal professionista (valutazione che non appare sempre agevole vista la natura, spesso privata, di tali spese).

È questo il contenuto della recente modifica apportata al decreto Iva da parte del c. 28-bis dell’art. 83 del D.L. n. 112/08.

E’ bene ricordare che la nuova disciplina in vigore dal 1° settembre 2008 supera tutte le questioni interpretative che erano emerse dopo la modifica introdotta dalla Legge finanziaria 2007, che aveva ammesso la piena detraibilità Iva delle spese di vitto e alloggio solo se sostenute in occasione di convegni e congressi.

Ora, la nuova disposizione assegna piena detraibilità Iva a tali spese a prescindere dalla tipologia del fruitore e dal contesto nel quale tali spese vengono sostenute (come ricordato l’unico requisito fondamentale deve individuarsi nell’inerenza delle stesse all’attività d’impresa, arte o professione), e quindi si pone come una disposizione di carattere generale che potrà essere beneficiata anche dalle imprese di minori dimensioni poco interessate a fenomeni di “turismo congressuale”, ma che, al contrario, sostengono ingenti quantitativi di spesa per alberghi e ristoranti durante gli spostamenti necessari allo svolgimento della propria attività lavorativa (come ad esempio agenti e rappresentanti).

Per le prestazioni effettuate fino alla data del 31 agosto 2008, invece, valgono ancora le vecchie regole che prevedevano per tali spese un’esplicita indetraibilità oggettiva dell’Iva in base alla disposizione, ora soppressa, contenuta nella lett. e) dell’art. 19-bis1 del decreto Iva.

La Circ. 53/E – 05/09/2008 dell’Agenzia Entrate precisa che la detraibilità non è comunque ammessa per quelle spese di vitto e alloggio qualificabili come spese di rappresentanza (se superiori ad € 25,82) che, infatti, in quanto tali rientrano sotto la lett. h) del medesimo articolo 19-bis1 del decreto Iva e non sotto la lettera e) (confronta anche Assonime Circ. 55/2008 del 21/10/2008). Nel silenzio della Circ. 53/E -2008 dell’Agenzia Entrate, l’Assonime ha esposto il proprio parere anche relativamente ai servizi di mensa e quelli ad essi sostitutivi , siano essi resi all’interno dell’impresa in luoghi appositi, all’esterno in mense aziendali e interaziendali, presso esercizi convenzionati ovvero con buoni pasto. Fino al 31 agosto 2008 era detraibile l’Iva solo nei servizi di mensa “interna” o “esterna”, mentre non era detraibile quella relativa alle fatture dei ristoranti convenzionati e dell’acquisto da parte dell’impresa dei buoni pasto (ticket restaurant).

Secondo Assonime dal 01 settembre 2008 l’Iva risulta detraibile in tutte le ipotesi di servizi mensa, compresi quelli forniti all’esterno presso esercizi convenzionati (non quindi solo in mense aziendali e interaziendali esterne) e anche per l’acquisto dei buoni pasto.

Deducibilità limitata ai fini imposte dirette

A fronte del beneficio della piena detrazione dell’Iva, le spese sostenute per le prestazioni di vitto e alloggio subiranno una riduzione nella misura ordinariamente deducibile, ma, a differenza della modifica Iva, quella che riguarda le imposte dirette avrà decorrenza solo a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2008 e, quindi, per la maggior parte dei soggetti, dal 1° gennaio 2009.

Regole per le imprese

Per quanto riguarda le imprese, la lett. a), c. 28-quater, art. 83 del D.L. n. 112/08, modificando il c. 5 dell’art. 109 del TUIR, prevede che la deduzione delle spese relative a prestazioni alberghiere e a somministrazioni di alimenti e bevande sia ridotta al 75%. La Circ. 53/E – 2008 dell’Agenzia Entrate precisa che il limite non deroga gli ordinari criteri di inerenza, ma rappresenta il limite massimo deducibile, qualora il costo sia considerato inerente. Precisa, inoltre, che la limitazione della deduzione al 75% si applica anche alle spese di vitto e alloggio qualificabili come spese di rappresentanza qualora considerate deducibili.

Regole per i professionisti

Anche i professionisti sono interessati dalla nuova disposizione che limita la deducibilità: la regola vigente sino al periodo d’imposta 2008 prevede la deducibilità delle spese relative a prestazioni alberghiere e di somministrazione di alimenti e bevande nel limite del 2% dei compensi (considerando un professionista che ha percepito compensi pari ad € 100.000, la deduzione massima di dette spese è pari ad € 2.000). Dal 1° gennaio 2009 la deduzione sconterà la limitazione al 75% da calcolarsi prima di valutare l’eventuale superamento del plafond del 2% dei compensi, pertanto, nel caso di cui sopra, se le spese di vitto e alloggio ridotte al 75% sono superiori ad € 2.000, la detrazione totale non cambia; una effettiva penalizzazione, quindi, si avrà solo qualora le spese totali (Iva ESCLUSA) sono inferiori al 2,67% dei compensi.

La Circ. 53/E – 2008, con un’interpretazione logico-sistematica afferma che lo stesso discorso deve essere fatto per le spese di rappresentanza, che rimangono deducibili nel limite dell’1% dei compensi percepiti, ma dopo aver ridotto le spese stesse al 75% del loro ammontare Iva compresa. Una effettiva penalizzazione, in questo caso, si avrà solo qualora le spese totali (Iva INCLUSA) sono inferiori, al 1,33% dei compensi. Si segnala, inoltre, che le citate modifiche non riguardano la procedura che interessa le spese sostenute dal committente e addebitate in fattura dal professionista in occasione di seminari e convegni: tali spese non sconteranno né la limitazione del 2% dei compensi né quella preventiva del 75%, in vigore dal 2009.

Al contrario, saranno soggette alla limitazione al 75% le spese di vitto e alloggio che, qualora sostenute direttamente dal professionista in relazione a convegni e seminari, rientrano nella già prevista limitazione di deducibilità del 50%, da calcolarsi dopo averle preventivamente ridotte al 75% del loro ammontare. Regole comuni imprese e professionisti Per effetto di un’esplicita deroga contenuta nel decreto 112/08, tuttavia, nessuna limitazione è prevista per le spese di vitto e alloggio sostenute per trasferte effettuate fuori dal territorio comunale dai lavoratori dipendenti e dai co.co.pro. e co.co.co.; per tali spese (c. 3 dell’art. 95 del TUIR) rimane ferma la totale deducibilità entro i limiti previsti (in proposito si segnala l’effetto positivo della intervenuta detraibilità dell’Iva a partire dal 01 settembre 2008: i limiti contemplati dall’art. 95 del TUIR, in quanto rappresentano un costo deducibile per l’azienda, devono intendersi al netto dell’Iva risultando di fatto incrementati).

Acconti imposte dirette e IRAP

La modifica della misura di deducibilità delle spese di vitto ed alloggio comporterà – per esplicita previsione del c. 28-quinquies, art. 83 del D.L. n. 112/08 - anche la necessità di ricalcolare gli acconti relativi al periodo d’imposta 2009: pertanto, quando in Unico 2009 si calcoleranno gli acconti per l’anno in corso, la base di riferimento per il calcolo dovrà essere rettificata per tener conto della nuova misura di deducibilità ammessa.


Rag. Giuseppe Zambon
Consulente fiscale

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