Decreto di citazione diretta a giudizio: art. 20 Decreto Legislativo 28/08/2000 n. 274
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Articolo del 01/06/2008 Autore Avv. Alessandro Amaolo Altri articoli dell'autore


Il decreto di citazione diretta a giudizio, di cui all’art. 20 Decreto Legislativo 28 agosto 2000 n. 274

In via preliminare si osserva che, all’interno del procedimento penale innanzi al giudice di pace,  la vocatio in iudicium dell’imputato avviene con un decreto di citazione diretta a giudizio che viene emanato dal pubblico ministero e notificato, a cura dell’ufficiale giudiziario, all’imputato, al suo difensore ed alla parte offesa almeno trenta giorni prima dell’udienza.
Il predetto decreto di citazione diretta a giudizio deve essere sottoscritto, a pena di nullità, dal pubblico ministero o dall’assistente giudiziario e deve contenere al suo interno tutti i seguenti requisiti di legge:

  1. le generalità(1) dell’imputato e le altre indicazioni personali che valgono ad identificarlo;
  2. l’indicazione della persona offesa, qualora risulti identificata;
  3. l’imputazione formulata dal pubblico ministero e l’indicazione delle fonti di prova di cui si chiede l’ammissione. Se viene chiesto l’esame di testimoni o consulenti tecnici, nell’atto devono essere indicate, a pena di inammissibilità, le circostanze su cui deve vertere l’esame;
  4. l’indicazione del giudice competente per il giudizio, nonché del luogo, del giorno e dell’ora della comparizione, con l’avvertimento all’imputato che non comparendo sarà giudicato in contumacia;
  5. l’avviso che l’imputato ha facoltà di nominare un difensore di fiducia e che, in mancanza, sarà assistito da un difensore di ufficio;
  6. l’avviso che il fascicolo relativo alle indagini preliminari è depositato presso la segreteria del pubblico ministero e che le parti e loro difensori hanno facoltà di prenderne visione e di estrarne copia.

I successivi commi dell’art. 20 D.Lgs.vo n. 274/2000 precisano che la citazione a giudizio deve essere depositata nella segreteria del pubblico ministero unitamente al fascicolo contenente la documentazione relativa alle indagini espletate, il corpo del reato e le cose pertinenti al reato, qualora non debbano essere custoditi altrove.
L’ultimo comma stabilisce, altresì, che la citazione è nulla se l’imputato non viene identificato in modo certo ovvero se manca o è insufficiente l’indicazione di uno dei requisiti previsti dal comma 2, lettere c), d) ed e). Inoltre, si osserva(2) che nei procedimenti penali di competenza del giudice di pace non si applica la disposizione di cui all'art. 415 bis c.p.p., concernente l'avviso di conclusioni delle indagini, trattandosi di un istituto giuridico che non è conciliabile né con la speditezza del procedimento voluta dal legislatore e né con le previsioni contenute negli artt. 15 e 20 lett. f ) del D.L.vo 28 agosto 2000 n. 274. (Cassazione penale, sezione III, sentenza  4 dicembre 2003, n. 4652)  In tema di citazione diretta a giudizio nel procedimento penale innanzi al giudice di pace la Suprema Corte, sezione IV, con la sentenza 19 gennaio 2005, n. 1271, ha precisato che il predetto atto non deve contenere, a pena di nullità, le informazioni prescritte dall’art. 369 bis c.p.p., dato che tale norma, pure in sé applicabile nel procedimento in questione, riguarda solo l’attività del P.M.
Inoltre, di estrema importanza per l’argomento di cui in oggetto è la sentenza della Suprema Corte, sezione III, 23 marzo 2004, n. 13977, la cui massima è la seguente: “Il principio secondo il quale l’omessa indicazione o l’omessa citazione della persona offesa non da luogo a nullità del decreto di citazione a giudizio è applicabile anche ai procedimenti di competenza del giudice di pace in sede penale, anche in considerazione che l’art. 20 del decreto legislativo 28 agosto 2000 n. 274 non prevede tra le cause di nullità tale omissione”. Quindi, si deve affermare che con questa importante sentenza la Suprema Corte ha colmato una lacuna che era presente all’interno del nostro ordinamento giuridico.
Infine, tengo a sottolineare che secondo la più recente giurisprudenza di legittimità la nullità della citazione a giudizio per insufficiente determinazione del fatto non è di ordine generale, a norma dell’art. 178 c.p.p., ma rientra tra quelle relative di cui all’art. 181 del medesimo codice. Pertanto, la predetta nullità non può essere rilevata d’ufficio in quanto è ricompresa tra quelle relative di cui all’art. 181 del c.p.p.  che devono essere eccepite, sotto pena di decadenza, entro il termine previsto dall’art. 491 c.p.p.
In conclusione, per completezza espositiva ritengo opportuno osservare che la Corte Costituzionale, in data 2 marzo 2005, ha affermato che: “E’  manifestamente inammissibile per carenza di motivazione la questione di legittimità costituzionale dell’art. 20 delle disposizioni sulla competenza del giudice di pace (D.L.vo n. 274/2000), in riferimento agli artt. 3, 24 e 111 Costituzione, nella parte in cui non prevede che nella citazione in giudizio davanti al giudice di pace sia dato avviso all’imputato, a pena di nullità, della possibilità di estinguere il reato a mezzo di condotte riparatorie ai sensi dell’art. 35 dello stesso decreto”.
Pertanto, sulla base di tutte le precedenti riflessioni, si evince che la norma di cui all’art. 20 D.lgs.vo n. 274/2000 è stata introdotta dal legislatore all’interno dell’ordinamento giuridico processualpenalistico proprio al fine di far fronte ad esigenze di celerità e speditezza del procedimento innanzi al giudice di pace con funzioni penali..

 

Schema illustrativo di un decreto di citazione diretta a giudizio, di cui all’art. 20 D.Lvo n. 274 del 28 agosto 2000

PROCURA DELLA REPUBBLICA
PRESSO IL TRIBUNALE DI MACERATA

N…….R.G.N.R. – MOD.21 Bis

DECRETO  DI  CITAZIONE  DIRETTA  A GIUDIZIO
- art. 20 D.Lvo n. 274 del 28 agosto 2000 -

Il Pubblico Ministero dott………..
Concluse le indagini preliminari relative al procedimento penale n. 1316/07 R.G. Mod. 21 bis nei confronti di:
…………………………
IMPUTATO
v. foglio allegato
Individuato/a la persona offesa in:…………………………………..
Visto l’art. 20 del D.Lvo 274 del 28 agosto 2000
DISPONE
la citazione dell’imputato/a – degli imputati – innanzi al Giudice di Pace di………………via………….alle ore……e segg. del giorno………….per rispondere del reato sopra indicato.
Con avvertimento che, non comparendo senza addurre un legittimo impedimento, sarà/ranno giudicato/i in contumacia. Avverte altresì l’imputato/a – gli imputati che ha/hanno la facoltà di nominare un difensore di fiducia e che in difetto, verrà/verranno assistiti dall’avvocato ……………., con studio legale in……………….., via…………tel……….e fax…….E-mail……
(nr. rich. 536).
Il fascicolo relativo alle indagini preliminari è depositato presso la segreteria del Pubblico Ministero (Procura della Repubblica presso il Tribunale di…………) che le parti e i loro difensori hanno facoltà i prendere visione e di estrarne copia.
Prima dell’udienza di comparizione, ai sensi dell’art. 35 co. 1 del D.Lvo 274/2000 ha/hanno facoltà di procedere alla riparazione del danno cagionato dal reato mediante le restituzioni o il risarcimento, e di eliminare le conseguenze dannose o pericolose del reato.
Indica le seguenti fonti di prova:
atto di querela e certificazione medica in atti
Indica i testimoni:
………………….
Sulle seguenti circostanze: da esaminare sui fatti di cui all’imputazione e sulle circostanze ad essi collegate, sulla condotta attiva dell’imputato (antecedente e susseguente ai fatti per cui si procede), su quant’altro a loro diretta o indiretta conoscenza in ordine ai fatti relativi alle imputazioni e (per quanto attiene agli Ufficiali ed Agenti di P.G.) sugli accertamenti da essi eseguiti ai fini della ricostruzione dei fatti e dell’individuazione dei responsabili degli stessi, nonché a conferma degli atti irripetibili redatti.
Si notifichi a mezzo Ufficiale Giudiziario.
Manda alla segreteria per gli adempimenti di competenza.
(Luogo e data)

                                               IL SOSTITUTO PROCURATORE DELLA REPUBBLICA
                                                                       Firma

Il cancelliere
    Firma

                                               Depositato in Segreteria il

Foglio allegato
nome e cognome dell’imputato

 

 

Imputato/a

del reato previsto e punito dall’art. 582 c.p. per avere, aggredendo Tizio ed in particolare spintonandolo e facendolo rovinare a terra, cagionato alla persona offesa lesioni personali giudicate guaribili in gg. 12 s.c. in sede di visita ospedaliera.
Fatti avvenuti in………………

Teste:………………..


(1) Non è causa di nullità del decreto di citazione e degli atti ad esso conseguenti l’erronea indicazione delle generalità dell’imputato, qualora l’atto abbia raggiunto i suoi effetti e l’imputato ne abbia avuto conoscenza. Cassazione   penale, sezione  IV,  sentenza  17  settembre  2004, n. 36794

(2) Nel procedimento davanti al giudice di pace, analogamente a quanto si verifica nei procedimenti speciali previsti dal codice di rito, non trova applicazione il disposto di cui all'art. 415 bis di detto codice (che prevede l'obbligo dell'avviso all'indagato della conclusione delle indagini preliminari), dovendosi osservare, per la citazione a giudizio dell'imputato, la disciplina dettata dall'art. 20 del D.L.vo 28 agosto 2000 n. 274, in cui l'adempimento anzidetto non è previsto. È, pertanto, da ritenere abnorme, in quanto produttiva di una indebita regressione del procedimento, l'ordinanaza con la quale il giudice di pace dichiari la nullità del decreto di citazione a giudizio dell'imputato perché non preceduto dall'avviso di conclusione delle indagini.  Cassazione penale, sez. IV, sentenza 25 novembre 2003, n. 45420


Avv. Alessandro Amaolo
Avvocato

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