Illeciti penali all’interno del testo unico dell’edilizia, di cui all’art. 44 del D.P.R. 6/06/01, n. 380:cenni
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Articolo del 21/05/2008 Autore Avv. Alessandro Amaolo Altri articoli dell'autore


In via preliminare si deve affermare che il bene giuridico tutelato dalle norme penale incriminatici in materia di abusivismo edilizio è rappresentato dalla necessità di sottoporre l’attività edilizia al preventivo controllo della pubblica amministrazione, così  come dall’interesse sostanziale alla tutela del territorio. In sintesi, l’oggetto giuridico della tutela penale apprestata dall’art. 44 D.P.R. 6.6.2001 n. 380 (Testo unico in materia edilizia) è l’esigenza di controllo dell’uso edificatorio dei suoli, volto ad ottenere un corretto svolgimento dell’attività edilizia(1) (cd. interesse pubblico urbanistico).
Inoltre, le norme incriminatici per i reati edilizi si prefiggono anche l’obiettivo generale di tutelare il regolare sviluppo edilizio del  territorio comunale che deve avvenire in conformità alle previsioni urbanistiche.
Pertanto, le sanzioni penali in tema di reati edilizi(2) sono contenute nel D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, e più precisamente all’interno dell’articolo 44.
Il testo del sopraccitato articolo è il seguente: “Salvo che il fatto costituisca più grave reato e ferme le sanzioni amministrative, si applica:
a) l’ammenda fino a  € 10.329 per l’inosservanza delle norme, prescrizioni e modalità esecutive previste dal presente titolo, in quanto applicabili, nonché dai regolamenti edilizi, dagli strumenti urbanistici e dal permesso di costruire(3);
b) l’arresto fino a due anni e l’ammenda da  € 15.493 a  € 51.645 nei casi di esecuzione dei lavori in totale difformità o assenza del permesso o di prosecuzione degli stessi nonostante l’ordine di sospensione;
c) l’arresto fino a due anni e l’ammenda da  € 15.493 a € 51.645 nel caso di lottizzazione abusiva di terreni a scopo edilizio(4), come previsto dal comma 1 dell’art. 30(5). La  stessa pena si applica anche nel caso di interventi edilizi nelle zone sottoposte a vincolo storico, artistico, archeologico, paesistico, ambientale, in variazione essenziale, in totale difformità o in assenza del permesso.
La  sentenza  definitiva  del  giudice  penale  che  accerta  che  vi è stata lottizzazione abusiva, dispone la confisca(6) dei terreni, abusivamente lottizzati e delle opere abusivamente costruite. Per effetto della confisca i terreni sono acquisiti di diritto e gratuitamente al patrimonio del comune nel cui territorio è avvenuta la lottizzazione. La sentenza definitiva è titolo per la immediata trascrizione nei registri immobiliari.
Le disposizioni del presente articolo si applicano anche agli interventi edilizi suscettibili di realizzazione mediante denuncia di inizio attività ai sensi dell’art. 22, comma 3, eseguiti in assenza o in totale difformità della stessa”.
Dalla lettura del sopraccitato articolo si evince che si tratta di reati contravvenzionali dove l’elemento psicologico, ad eccezione della lottizzazione abusiva (ritenuta in dottrina punibile esclusivamente a titolo di dolo), è rappresentato dalla colpa specifica.
L’elemento materiale del reato può esplicarsi sia con un’azione ossia nell’agire diversamente da ciò che prescrive l’ordinamento giuridico oppure  con un’omissione (non facere).
Inoltre, si deve rilevare che si tratta di reati formali, di pericolo presunto ed aventi una natura permanente; questa tipologia di illeciti penali si caratterizza per la protrazione nel tempo della condotta materiale volta al mantenimento della situazione antigiuridica (contra jus). Tuttavia, si deve affermare, altresì, che la cessazione della permanenza va individuata o nella sospensione dei lavori, sia essa volontaria o imposta ex auctoritate, o nella loro ultimazione per il completamento dell’opera oppure, infine, nella sentenza di primo grado ove i lavori siano proseguiti dopo l’accertamento e sino alla data del giudizio.
I soggetti attivi per i predetti reati contravvenzionali sono il titolare del permesso di costruire, il committente (se, ovviamente, diverso dal titolare), il costruttore ed il direttore dei lavori. Invece, i soggetto passivo (persone giuridiche offese dal reato) sono lo Stato e gli enti pubblici territoriali nonché la collettività in generale.
Dalla lettura dell’art. 44 del D.P.R. n. 380/2001 si possono ricavare ben quattro autonome fattispecie penali incriminatici, previste e punite dall’articolo 44, lett. a), b) e c) per il primo e secondo periodo (questo comma include al suo interno due fattispecie penali incriminatici).
L’ipotesi di cui all’articolo 44), lett. a), del D.P.R. n. 380/2001 è oblazionabile ex art. 162 c.p. nella misura di un terzo del massimo oltre le spese del procedimento (cd. oblazione semplice) mentre, invece, le altre fattispecie penali incriminatici, di cui all’art. 44, lett. b) e c), non sono oblazionabili in quanto punite congiuntamente con l’arresto e l’ammenda.
In conclusione, si deve concludere per affermare che l’abuso edilizio costituisce un illecito penale di carattere permanente che può essere perseguito senza limiti di tempo, con la precisazione che, nell’ipotesi di mutamenti, variazioni nella titolarità della proprietà dell’immobile, l’imposizione del ripristino dello stato dei luoghi grava nei confronti del nuovo proprietario.

Per completezza espositiva si riportano in allegato il primo comma dell’articolo  30   del   D.P.R. n. 380/2001

30 L. (Lottizzazione abusiva). (Legge 28 febbraio 1985, n. 47, art. 18; decreto legge 23 aprile 1985, n. 146, articoli 1, comma 3 bis, e 7 bis; decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, articoli 107 e 109). 1. Si ha lottizzazione abusiva di terreni a scopo edificatorio quando vengono iniziate opere che comportino trasformazione urbanistica od edilizia dei terreni stessi in violazione delle prescrizioni degli strumenti urbanistici, vigenti o adottati, o comunque stabilite dalle leggi statali o regionali o senza la prescritta autorizzazione; nonché quando tale trasformazione venga predisposta attraverso il frazionamento e la vendita, o atti equivalenti, del terreno in lotti che, per le loro caratteristiche quali la dimensione in relazione alla natura del terreno e alla sua destinazione secondo gli strumenti urbanistici, il numero, l'ubicazione o la eventuale previsione di opere di urbanizzazione ed in rapporto ad elementi riferiti agli acquirenti, denuncino in modo non equivoco la destinazione a scopo edificatorio.(…omissis..)

(1) L’edilizia è la tecnica del costruire e, di conseguenza, la disciplina edilizia prende in oggetto il corretto modo di costruire.

(2) In tema di reati edilizi, è legittimo il sequestro preventivo di un immobile nel quale risultano realizzate opere interne che ne abbiano comportato il mutamento della destinazione d’uso, realizzandosi in questo caso un’ipotesi di aggravamento del cosiddetto carico urbanistico. Cassazione penale,   sezione  III,  sentenza  13  giugno  2007, n. 22866

(3) In materia edilizia è configurabile il reato di costruzione in assenza del permesso di costruire nel caso di realizzazione di un manufatto adibito a stalla per il ricovero degli animali, in quanto lo stesso non può qualificarsi come pertinenza. Cassazione  penale,   sezione   III,  sentenza  21  settembre  2007, n. 35218

(4) La lottizzazione abusiva dei terreni a scopo edificatorio, sia essa realizzata con opere materiali o mediante atti negoziali, presuppone infatti, ai sensi dell’art. 30, D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380, che la trasformazione, a mezzo di attività materiale o negoziale, sia perpetrata in violazione delle prescrizioni degli strumenti urbanistici, vigenti o adottati o comunque stabilite dalle leggi statali o regionali o senza la prescritta autorizzazione. T.A.R.   Liguria, sezione  I,  sentenza  22 marzo 2006, n. 277

(5) In materia edilizia, configura il reato di lottizzazione abusiva la modifica di destinazione d’uso di immobili oggetto di un piano di lottizzazione attraverso il frazionamento di un complesso immobiliare, di modo che le singole unità perdano la originaria destinazione d’uso alberghiera per assumere quella residenziale, atteso che tale modificazione si pone in contrasto con lo strumento urbanistico costituito dal piano di lottizzazione. Cassazione  penale,  sezione  III,  sentenza  3  aprile  2007, n. 13687

(6) In tema di lottizzazione abusiva, a seguito del passaggio in giudicato della sentenza che, accertando la lottizzazione, ha disposto la confisca dei terreni e dei manufatti realizzati, si verifica il trasferimento della proprietà dei beni in capo al Comune, con la impossibilità per il giudice, anche a seguito della approvazione di un nuovo assetto urbanistico compatibile con l’attività edificatoria precedentemente posta in essere illecitamente, di rivalutare il proprio precedente provvedimento, in quanto la confisca costituisce un provvedimento ablativo radicale, rispetto al qale si originano diritti pieni ed incondizionati a favore dell’ente locale. Cassazione  penale, sezione  III,  sentenza  29 maggio 2007, n. 21125


Avv. Alessandro Amaolo
Avvocato

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