Delitti contro il patrimonio - violenza a cose o persone: il danneggiamento
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Articolo del 08/03/2008 Autore Avv. Alessandro Amaolo Altri articoli dell'autore


Ai sensi e per gli effetti dell’articolo 635 codice penale“Chiunque distrugge, disperde, deteriora o rende, in tutto o in parte, inservibili cose mobili o immobili altrui è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a un anno1 o con la multa fino a euro 309.

Il secondo comma del predetto articolo stabilisce che “La pena è della reclusione da sei mesi a tre anni, e si procede d’ufficio, se il fatto è commesso:

5bis) sopra attrezzature e impianti sportivi al fine di impedire o interrompere lo svolgimento di manifestazioni sportive4.

Il bene-interesse giuridico tutelato nella sopraccitata fattispecie penale incriminatrice è l’inviolabilità del patrimonio, mobiliare e immobiliare, con particolare riferimento al diritto all’integrità della“res” nella sua struttura, o comunque nella sua utilizzabilità. Più in particolare, secondo la concezione giuridica, il“patrimonio” è il complesso dei diritti soggettivi patrimoniali di cui è titolare un soggetto (persona fisica o persona giuridica).

Il soggetto attivo per il reato di cui all’art. 635 c.p. può essere “chiunque” in quanto la norma non richiede una specifica qualificazione soggettiva ai fini della configurabilità del reato (si tratta di un reato comune).

Si tratta, altresì, di un reato istantaneo, anche se di possibile esecuzione plurisussistente e con effetti eventualmente permanenti. Il momento perfezionativo del delitto di danneggiamento coincide con la produzione del danno (evento) ed, in caso contrario, il reato sarà semplicemente tentato.

Inoltre, la condotta materiale nel reato di cui all’art. 635 c.p. si esplica nel distruggere, disperdere, nel deteriorare o nel rendere in tutto o in parte inservibile un determinato bene immobile o mobile.

Più in dettaglio, la condotta del “distruggere” significa annientare la cosa, ad esempio rompere un televisore. Invece, la condotta del “disperdere” si esplica nel frazionare una cosa in più parti tanto da annullarne la consistenza e renderla, di conseguenza, non utilizzabile per lo scopo cui è stata preposta. Inoltre, la condotta materiale del “deteriorare” si esplica all’esterno nel ridurre il bene in cattivo stato così da pregiudicarne la funzione. Infine, la condotta del “rendere in tutto o in parte inservibili” vuol significare che il bene è stato alterato dalla sua originaria funzione e specificità, così da renderlo inutilizzabile.

L’elemento psicologico del reato di cui all’art. 635 c.p., è rappresentato dal dolo generico, che deve essere inteso come la coscienza e la volontà di porre in essere e di realizzare un’aggressione nei confronti di un bene mobile o immobile, ma con la consapevolezza dell’altruità della cosa. In sintesi, si deve rilevare che nel delitto di danneggiamento il dolo non è qualificato dal fine specifico di nuocere, tanto che per la sua esistenza è sufficiente la volontà e la coscienza di danneggiare (in tal senso, si veda Cassazione penale, sezioneII, sentenza 13 aprile 2007, n. 15102).

Per completezza espositiva restano ancora da analizzare gli aspetti procedurali del delitto in oggetto. Il danneggiamento è un delitto di competenza del Giudice di pace5 per le ipotesi di cui al primo comma dell’articolo 635 c.p. mentre, invece, è di competenza del Tribunale in composizione monocraticaper tutte le altre ipotesi. Si tratta, altresì, di un reato procedibile a querela6 di parte (art. 336 c.p.) per l’ipotesi di cui al primo comma mentre, invece, è procedibile d’ufficio in tutti gli atri casi.

In ordine all’esercizio dell’azione penale (art. 50 c.p.p.) si deve rilevare che, nell’ipotesi di cui al primo comma, questa si esercitasu ricorso immediato al giudice da parte della persona offesa (art. 21 decreto legislativo n. 274/2000) o con citazione a giudizio da parte del pubblico ministero (art. 20 d.lgs 274/2000). Invece, per le ipotesi di cui al secondo comma dell’articolo 635, comma 2, c.p. questa si esercita con il decreto di citazione diretta a giudizio, di cui all’articolo 550 c.p.p.

La misura precautelare del fermo non è consentita mentre, invece, è consentita la misura precautelare dell’arresto facoltativo in flagranza di reato (art. 381 lett. h) c.p.p.) soltantoin ordine alle ipotesi di cui al comma secondo dell’articolo 635 c.p.

ESEMPIO DI CAPO DI IMPUTAZIONE RELATIVO AL REATO IN OGGETTO

1) Del delitto di cui all’articolo 635, comma 2°, codice penale perché, colpendo con calci e pugni l’autovettura di servizio della (indicare la forza di polizia), la danneggiava provocando ammaccature alla carrozzeria ed il distacco, con conseguente rottura, dello specchietto laterale destro.

In……(data e luogo)

1 Sono applicabili le sanzioni sostitutive previste dagli artt. 53 e seguenti, Legge 24 novembre 1981, n. 689

2La Corte costituzionale, con la sentenza del 6 luglio 1970, n. 119, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente numero nella parte in cui prevede come circostanza aggravante e come causa di procedibilità d’ufficio il fatto che tale reato sia commesso da lavoratori in occasione di uno sciopero o da datori di lavoro in occasione di serrata.

3 Art. 625. Circostanze aggravanti. (…….omissis…..) 7) se il fatto è commesso su cose esistenti in uffici o stabilimenti pubblici, o sottoposte a sequestro o a pignoramento, o esposte per necessità o per consuetudine o per destinazione alla pubblica fede, o destinate a pubblico servizio o a pubblica utilità, difesa o reverenza.

4 Numero inserito ex art. 3bis, decreto legge 8 febbraio 2007, n. 8, convertito in legge il 4 aprile 2007, n. 41 (Violenza connessa a competizioni calcistiche).

5 Qualora proceda il Giudice di pace si devono applicare le sanzioni previste dall’articolo 52, comma 2, lettera a) del decreto legislativo n. 274/2000

6 In tema di danneggiamento, il diritto di querela spetta anche al titolare di un diritto di godimento sul bene danneggiato (conduttore dell’immobile – locatario per esempio).


Avv. Alessandro Amaolo
Avvocato

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