Cartelle esattoriali notificate al curatore del fallimento per conto di Enti di previdenza: un caso di merito
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Articolo del 25/02/2008 Autore Avv. Giorgio Vanacore Altri articoli dell'autore


Non infrequente, per il caso di fallimento di un’impresa, è la notifica per conto di un Ente previdenziale (es. Inps o Inail) di una cartella esattoriale di pagamento emessa in base ad accertamento ispettivo al curatore del Fallimento, procedimento, quest’ultimo, analogo a quello seguito per una società in bonis.

Con tale atto l’Ente impositore mostra di pretendere il pagamento del dovuto – e ciò fino a pronuncia del Giudice che stabilisca l’illegittimità di una tal predetta cartella –, mediante una manovra d’aggiramento del procedimento d’insinuazione al passivo fallimentare, aspirando a non essere soddisfatto con la cd. “moneta fallimentare”.

In conclusione, Nel caso di specie, il Tribunale ha disatteso le richieste dell’Istituto previdenziale della previdenza sociale, che pretendeva di effettuare – lo si ripete – un by – pass delle sue pretese ragioni di credito rispetto a quelle degli altri creditori, pena la violazione della tanto auspicata “par condicio creditorum”, costituente il motivo ispiratore di una procedura concorsuale.

A ritenerla diversamente rispetto al Tribunale nella sentenza appena citata, in sostanza il credito pretesamente vantato dall’Inps, che è un creditore chirografario al pari di tutti gli altri, verrebbe preferito rispetto ai crediti vantati da questi ultimi, pena la violazione del citato principio della parità concorsuale.


Avv. Giorgio Vanacore
Avvocato
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