Non è reato scambiare file audio video mediante il sistema peer to peer
Condividi su Facebook | Discuti nel forum | Consiglia | Scrivi all'autore | Errore |

Articolo del 19/02/2008 Autore Avv. Annalisa Spedicato Altri articoli dell'autore


Il peer to peer è una rete informatica priva di client fissi, ma provvista di diversi nodi (utenti) tra loro equivalenti. Questo sistema che permette a qualsiasi nodo di avviare una transazione o completarla, si serve dielaboratori che risultano connessi tra loro senza una gerarchia verticale, ma solo mediante particolari collegamenti di natura orizzontale che permettono a ciascun utente di essere sia dawnloader che uploader (ovvero ciascuno scarica e contemporaneamente condivide i file).

Proprio in virtù del sistema in cui tali elaboratori sono collegati nella struttura peer to peer, giustificando tale decisione con l’assenza nell’ordinamentoitaliano di una norma che delinei un’apposita fattispecie, il GIP di Roma, Carla Santese, accogliendo la richiesta del pm, ha archiviato un procedimentoa carico di ignoti, aperto per violazione della legge sul diritto d'autore (la 248 del 2000), dopo la denuncia di una società che lamentava tale violazione a causa dello scambio di file audio tramite appunto sistemi peer to peer.

Si ricorda, a tal proposito, la cd Legge Urbani, Legge n. 128 del 12 Maggio 2004, che ha regolato la distribuzione di opere coperte dal diritto d'autore, scambiate anche attraverso il cosiddetto peer-to-peer. Tale normativa aveva sostituito la locuzione per fini di lucro, contenuta nella legge n. 633 del 1941, con quella per trarne profitto.

Secondo alcuni interpreti, tale modifica avrebbe ampliato le fattispecie previste dalla legge sul diritto d’autore, introducendo la possibilità di incorrere in gravi sanzioni penali anche nei confronti di chi faceva un uso privato di opere protette dal diritto d’autore, ottenute attraverso la pratica del ptop. In tal modo, tuttavia,la condotta punibile veniva ampliata fino all’estremo e finivano per rientrare nella fattispecie punita penalmente anche i comportamenti di chi faceva un sempliceuso personale di tali file.

Ecco perché durante la conversione del decreto in legge vi fu un aspro dibattito con cui si tentò di ripristinare la vecchia locuzione. Il dibattito, che in quella circostanza fu vano, riprese, poco tempo dopo, in forma di petizione e gli internauti contribuirono a rendere possibili le sottoscrizioni.

Grazie a questa iniziativa il 31 marzo 2005 fu approvata la legge n. 43 che ristabiliva lo scopo di lucro in luogo del trarne profitto introducendo due nuovi commi (a-bis e uno dopo la lettera f), nell'articolo 171 della legge sul diritto d'autore, che, pur mantenendo queste violazioni nel campo penale, hanno di fatto eliminato la detenzione.

 

Il cosiddetto "Peer to Peer" dunque non costituirebbe reato. Almeno non nel caso che e' stato sottoposto all’ esame del giudice romano. Questo perché non e' stata fornita la prova che i files musicali scambiati tra i due imputati avessero effettivamente una provenienza illecita.La norma dell'art. 171 ter, comma 2, lettera a) bis prevede infatti la sola punibilita' per chiunque «in violazione dell'art. 16 (ovvero in violazione del diritto esclusivo di comunicazione al pubblico di un'opera) a fini di lucro, comunica al pubblico, immettendola in un sistema di reti telematiche, mediante connessioni di qualsiasi genere, un'opera dell'ingegno protetta dal diritto d'autore, o parte di essa». SecondoPM e GIP, dunque, se lo scambio avviene direttamente tra due utenti finali, cioe' senza l'intermediazione di un server centrale, non si configurerebbe alcun reato.

Il magistrato nel provvedimento osserva che lo scambio tra utenti della rete non necessariamente deve avvenire per copie illecite delle opere condivise, ma può anche avere luogo per il tramite di originali lecitamente acquisiti. Isiti internet deputati a tale attività- prosegue - si limitano ad autenticare l'utente che viene successivamente smistato verso altre reti ibride e decentralizzate in tutto il mondo. Pertanto,in assenza dellaprova dellaillegittimita' nell' acquisizione dell'originale o del file condiviso, non può pronunciarsi alcuna responsabilita' penale per gli utenti.Tra l’altro, in tali circostanze, la prova necessaria all’accusa è di difficile reperibilità , anzi si trattarebbe di una vera e propria probatio diabolica,ponendo tali fattispecie seri dubbi non solo di indagine, ma anche di giurisdizione, in quanto lo scambio spesso avviene in Stati esteri diversi.

In effetti, è possibile, sottolinea ancora il giudice Santese, che sussista un problema di natura civilistica ma, esclude che si possa configurare una responsabilità penale.

In assenza di una legislazione che crei una fattispecie penale ad hoc - scrive il magistrato - non appare possibile dare rilevanza in questa sede a un fenomeno assai diffuso, di difficile criminalizzazione e avente accertamenti quasi impossibili in termini di raccolta della prova.
In realtà, la recente decisione è perfettamente conforme con quanto affermato dagli Ermellini con la recente sentenza numero 149 (CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. III PENALE - SENTENZA 9 gennaio 2007, n. 149) che ha stabilito la liceità del download se effettuato senza fini di lucro. La Corte di Cassazione ha precisato, in tale sede, che la propria decisione si fonda sulla legge del diritto d'autore (L. n. 633/1941), pertanto, scaricare e condividere, tramite il web, file contenenti opere protette da copyright non è reato "quando l'attività è posta in essere senza scopo di lucro e per uso personale”. 

La decisione del Gip di Roma prende le mosse dal medesimo principio, infatti, il giudice ha archiviato l'indagine proprio perché di fatto risulta impossibile accertare il fine lucrativo o di condivisione di chi scarica musica dai siti che mettono a disposizione piattaforme per il p2p.


Avv. Annalisa Spedicato ^ Vai all' inizio


Articoli correlati

Articoli su Overlex per l'argomento: informatica

» Tutti gli articoli su overlex in tema di informatica

Siti di interesse per l'argomento: informatica





Concorso miglior articolo giuridico pubblicato su Overlex
Clicca qui
logo del sito
Il Quotidiano giuridico on line ISSN 2280-613X


Loading