Patrocinio a spese dello Stato nelle controversie transfrontaliere
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Articolo del 31/05/2005 Autore Redazione Altri articoli dell'autore



Presentazione


D'ora in poi anche le persone, che non sono in grado di sostenere le spese, possono - in caso di controversia fuori dai confini nazionali - usufruire dell'assistenza giudiziaria gratuita, a spese dello Stato di appartenenza.




Leggi il testo del decreto



La norma è valida all'interno dell'Unione Europea. L'obiettivo è garantire, a talune condizioni, il patrocinio legale alle persone che non possono permettersi adeguata tutela a causa della loro situazione finanziaria, promuovere la compatibilità dei diritti nazionali e stabilire meccanismi di cooperazione fra gli stati membri dell'Unione Europea.



Il Decreto legislativo - che regolamenta il patrocinio gratuito nelle controversie transfrontaliere - è stato approvato dal Consiglio dei ministri del 20 maggio 2005.



Il provvedimento attua le disposizioni contenute nella direttiva comunitaria 2003/8, già recepita nel nostro ordinamento con la legge comunitaria del 2003.



Nell'ordinamento italiano, la materia del patrocinio a spese dello Stato è attualmente disciplinata dal decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, recante il Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia


Cosa contiene il decreto legislativo


L' articolo 1 del decreto definisce le finalità e l'ambito di applicazione della disciplina che, si circoscrive ai processi civili, compresi quelli in materia commerciale, in cui la parte che chiede il patrocinio è domiciliata o regolarmente soggiornante sul territorio di uno Stato appartenente all'Unione europea diverso da quello ove pende il processo o in cui la sentenza deve essere eseguita. A parità di condizioni, l'accesso al patrocinio viene garantito, oltre che ai cittadini dell'Unione europea, anche ai cittadini di paesi terzi legalmente soggiornanti in uno degli Stati dell'Unione (articolo 3).


Il Capo II (articoli 4 e 5), reca le condizioni, di carattere economico e di merito, necessarie per essere ammessi al patrocinio a spese dello Stato. Secondo le indicazioni della direttiva 2003/8 e in senso uniforme alla legislazione vigente in materia di patrocinio, il decreto prevede una soglia di reddito di riferimento per l'ammissione al beneficio, la considerazione dei conviventi nel nucleo familiare ed il periodico aggiornamento del parametro di reddito.



Il Capo III (articoli 6 – 11) stabilisce gli effetti dell'ammissione al patrocinio, determinando i costi dai quali è sollevata la parte ammessa e indicando lo Stato che deve assumere l'impegno economico. Il patrocinio garantisce sia la consulenza nella fase precontenziosa (aspetto innovativo rispetto alla legislazione vigente per i cittadini italiani che hanno controversie sul territorio nazionale) sia l'assistenza legale in giudizio, in ogni grado e per ogni fase del processo, compresa la fase esecutiva. In linea generale, le spese sono sostenute dallo Stato presso il quale pende il processo, salvo alcuni costi assunti dallo Stato ove il richiedente è domiciliato o regolarmente soggiornante.


Il Capo IV (articoli 12 – 16) indica l'organo competente a decidere le domande (individuato nello stesso organo che decide le istanze dei cittadini italiani, il consiglio dell'ordine degli avvocati, conformemente alle previsioni del T.U. spese di giustizia) e le modalità di presentazione delle domande stesse. Il decreto prevede, conformemente alle disposizioni della direttiva, la possibilità di richiedere l'ammissione in ogni stato e grado del processo, individua l'autorità nazionale di “trasmissione” e di “ricezione” nel Ministero della Giustizia (in sintonia con la comunicazione già effettuata alla Commissione U.E.) e disciplina l'iter di preliminare delibazione delle domande da parte del Ministero stesso.


Il Capo V (articolo 17) contiene la norma di chiusura della disciplina contenuta nel decreto, prevedendo l'applicazione, solamente in via subordinata, delle convenzioni ed accordi europei in materia ed il ricorso, in caso di lacune, alla legge di riferimento attualmente vigente (il T.U. spese di giustizia).


Il patrocinio gratuito


Sulla base di quanto disposto dal decreto legislativo, recentemente approvato, può essere ammesso al patrocinio gratuito chi è titolare di un reddito complessivo annuo lordo dichiarato ai fini fiscali non superiore a euro 9.296,22. Se l'interessato convive con il coniuge o con altri familiari, il reddito è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia, compreso il richiedente. In tale caso, i limiti di reddito sono elevati di euro 1.032,91 per ognuno dei familiari conviventi. Si tiene conto del solo reddito personale quando sono oggetto della causa diritti della personalità, ovvero nei processi in cui gli interessi del richiedente sono in conflitto con quelli degli altri componenti il nucleo familiare con lui conviventi.


Questi limiti possono essere superati se il richiedente dimostra di non poter sostenere le spese processuali, a causa della differenza del costo della vita tra lo Stato membro del domicilio o della dimora abituale e quello del foro.



Il patrocinio a spese dello Stato garantisce:
a) la consulenza nella fase precontenziosa al fine di giungere a una soluzione prima di intentare un'azione legale;
b) l'assistenza legale e la rappresentanza in sede di giudizio, nonché l'esonero dalle spese processuali, comprese le spese previste all'articolo 7 e gli onorari delle persone incaricate dal giudice di compiere atti durante il procedimento.
c) Il patrocinio a spese dello Stato non copre le spese sostenute dalla parte avversa qualora il beneficiario perda la causa ed il giudice pronunci sentenza di condanna della parte soccombente al rimborso delle spese a favore dell'altra parte.


Il patrocinio concesso dallo Stato, ove pende il processo, copre le seguenti spese direttamente collegate al carattere transfrontaliero della controversia:
a) spese di interpretazione;
b) spese di traduzione dei documenti necessari per la soluzione della controversia richiesti dal giudice o dall'autorità competente e presentati dal beneficiario;
c) spese di viaggio a carico del richiedente, quando la presenza fisica in aula delle persone che debbono esporre il caso è richiesta a norma di legge o dal giudice di detto Stato membro e il giudice decide che non esiste un'altra possibilità per sentire tali persone in modo appropriato.



La controversia è transfrontaliera quando “la parte che chiede il patrocinio a spese dello Stato è domiciliata in uno Stato membro diverso da quello del foro o in cui la sentenza deve essere eseguita.”




Direttiva 2003/8/CE


Né la mancanza di risorse, né le difficoltà derivanti dal carattere transfrontaliero di una controversia dovrebbero costituire ostacoli ad un accesso effettivo alla giustizia.


Tutti i cittadini dell'Unione, a prescindere dal loro luogo di domicilio o dimora abituale nel territorio di uno Stato membro, devono poter beneficiare del patrocinio a spese dello Stato nelle controversie transfrontaliere se soddisfano le condizioni previste dalla presente direttiva. Lo stesso vale per i cittadini di paesi terzi regolarmente e abitualmente soggiornanti nel territorio di uno Stato membro.

La direttiva mira a promuovere l'applicazione del principio secondo il quale il patrocinio a spese dello Stato nelle controversie transfrontaliere deve essere concesso a tutti coloro che non dispongono di mezzi sufficienti, qualora ciò sia necessario per assicurare un accesso effettivo alla giustizia. Il diritto generalmente riconosciuto di avere accesso alla giustizia è anche ribadito all'articolo 47, terzo comma, della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.



L'Unione europea si è prefissa l'obiettivo di mantenere e sviluppare uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia nell'ambito del quale è garantita la libera circolazione delle persone.

Tutti gli Stati membri sono parti contraenti della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950. La direttiva è stata emanata nel rispetto della convenzione e in particolare del principio di eguaglianza delle parti in una controversia.


Poiché gli scopi della presente direttiva non possono essere realizzati in misura sufficiente dagli Stati membri e possono dunque essere realizzati meglio a livello comunitario, la Comunità può intervenire in base al principio di sussidiarietà enunciato all'articolo 5 del trattato che istituisce la Comunità europea.


La presente direttiva è intesa in primo luogo a garantire un livello adeguato di patrocinio a spese dello Stato nelle controversie transfrontaliere definendo al riguardo talune norme minime comuni. Una direttiva del Consiglio è lo strumento legislativo più idoneo per conseguire tale obiettivo.



Il patrocinio a spese dello Stato è ritenuto adeguato quando permette al beneficiario un accesso effettivo alla giustizia alle condizioni stabilite dalla presente direttiva. Il patrocinio a spese dello Stato dovrebbe includere la consulenza nella fase precontenziosa al fine di giungere ad una soluzione prima di intentare un'azione legale, l'assistenza legale per adire un tribunale, la rappresentanza in sede di giudizio, l'esonero totale o parziale dalle spese processuali.



La direttiva 2003/8/CE è entrata in vigore nel nostro Paese in seguito all'emanazione della legge Comunitaria 2003 (Legge n.306 del 31 ottobre 2003).

Fonte: www.governo.it


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