Delitti contro il sentimento religioso: la distruzione, la soppressione o la sottrazione di cadavere
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Articolo del 31/01/2008 Autore Avv. Alessandro Amaolo Altri articoli dell'autore


In via preliminare, si deve intendere per “cadavere1 o parte di esso” ogni resto umano inanimato in grado di produrre e suscitare l’idea della pietà nei confronti dei defunti. Più in particolare, il cadavere può essere definito come un corpo umano che ha subito la cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell’encefalo2. Pertanto, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 411 codice penale, è punito con la reclusione da due a sette anni chiunquedistrugge, sopprime o sottrae un cadavere, o una parte di esso, ovvero ne sottrae o disperde le ceneri. Il secondo comma del sopraccitato articolo afferma, inoltre, chelapena è aumentata, se il fatto è commesso in cimiteri o in altri luoghi di sepoltura, di deposito o di custodia. Tuttavia, nell’articolo viene precisato chenon costituisce reato la dispersione delle ceneri di cadavere, autorizzata dall’ufficiale dello stato civile sulla base di espressa volontà del defunto. Al contrario, invece, la dispersione delle ceneri non autorizzata dall’ufficiale dello stato civile, o effettuata con modalità diverse rispetto a quanto indicato dal defunto, è punita con la reclusione da due mesi a un anno e con la multa da euro 2.582 a euro 12.911 (quest’ultimo comma è stato aggiunto dall’art. 2 della Legge 30 marzo 2001, n. 130).

Il reato della distruzione, soppressione o sottrazione di cadavere è un reato istantaneo ad effetti permanenti e plurioffensivo in quanto tutela non solo la pietà nei confronti dei defunti, ma anche il diritto del prossimo congiunto o erede del defunto di disporre del cadavere, come correlativo del dovere di dargli la destinazione che gli conviene.

Inoltre, l’elemento psicologico della sopraccitata fattispecie incriminatrice è rappresentato dal dolo3 generico.

In sintesi, l’elemento materiale ossia la condotta incriminata per tale reato consiste nel:

distruggere, cioè disfare, annientare;

sopprimere, ossia celare e nascondere in un modo che l’occultamento risulti, con un alto grado di probabilità, pressoché certo e definitivo;

sottrarre ovvero asportare in modo arbitrario l’oggetto trasferendolo. Ad esempio, è idonea ad integrare gli estremi del delitto di soppressione di cadavere la precipitazione di quest’ultimo nelle acque di un lago, tenuto conto della presumibile definitività del nascondimento in relazione al luogo prescelto.

Più in dettaglio, la sottrazione deve essere valutata in senso relativo, in virtù di presunzioni fondate su elementi obiettivi, quali il luogo prescelto e le modalità adottate, con apprezzamento ex ante (anteriore). Pertanto, non rileva e non vale a derubricare il reato de quo il fatto che il cadavere venga eventualmente ritrovato fortuitamente o a seguito di difficili ricerche.

Inoltre, si deve affermare che il reato della distruzione, soppressione o sottrazione di cadavere, anche nella forma tentata, presuppone che l’azione volta alla distruzione attinga le spoglie di un soggetto che abbia subito la cessazione irreversibile di tutte le funzioni vitali, dovendo altrimenti tale condotta essere consideratafra quelle omicidiarie e non come autonomo reato nei confronti del cadavere della vittima.

In questa fattispecie incriminatrice, a mio avviso, il tentativo è configurabile; il reato de quo è un reato comune, in quanto può essere realizzato da chiunque e di danno, poiché richiede l’offesa in senso naturalistico del bene-interesse protetto. Inoltre, il reato di cui all’art. 411 c.p. è un reato di evento, giacché si perfeziona con la verificazione dell’evento dannoso ed a forma libera, perché può essere commesso con una qualunque azione idonea al raggiungimento dello scopo.

Il momento consumativo, quindi, coincide con il momento in cui viene compiuta la distruzione, la soppressione, la sottrazione o la dispersione del cadavere.

Inoltre, si deve rilevare che il ritrovamento del cadavere non esclude il reato de quo qualora il luogo del celamento sia tale da indicare non solo l’intenzione, ma anche l’obiettività di tale situazione.

In riferimento ai rapporti con altri reati si deve affermare che il reato di cui all’art. 411 c.p. (distruzione, soppressione o sottrazione di cadavere) pur realizzandosi con il nascondimento di un cadavere si differenzia dal reato di cui all’art. 412 c.p. (occultamento4 di cadavere) in quanto l’occultamento è considerato come un accadimento temporaneo che postula a priori la certezza del ritrovamento, mentre, invece, la soppressione o la sottrazione vanno intese quale nascondimento effettuato in modo tale che il cadavere venga definitivamente sottratto alle ricerche. Tuttavia, si deve precisare che la durata effettiva del nascondimento del cadavere non costituisce e non rappresenta un valido elemento di distinzione tra le due sopraccitate ipotesi di reato.

Per completezza espositiva restano ancora da esaminare gli aspetti procedurali del reato in oggetto. L’autorità giudiziaria competente è il Tribunale in composizione monocratica (art. 33-ter c.p.p.) e si tratta di un reato procedibile d’ufficio (art. 50 c.p.p.). Inoltre, l’arresto è facoltativo in flagranza (381 c.p.p.) ed il fermo di indiziato di delitto (art. 384 c.p.p.) sono entrambi consentiti per le ipotesi dei primi due commi. Invece, nell’ipotesi del quarto comma dell’art. 411 c.p. l’arresto ed il fermo non sono consentiti, così come l’applicazione delle misure cautelari. Inoltre, si deve rilevare che le misure cautelari personali sono consentite soltanto nelle ipotesi dei primi due commi dell’articolo in oggetto.

 

1 La nozione di cadavere quale possibile oggetto delle condotte di sottrazione, soppressione o distruzione, come sanzionatedall’art. 411 c.p., comprende anche resti umani consistenti nello scheletro od in parte di esso, purché si tratti di resti tuttora capaci di suscitare il sentimento della pietà verso i defunti. Cassazionepenale,sezioneII,sentenza 11agosto2003, n. 34145

2 L’encefalo è la parte del sistema nervoso centrale situata nella scatola cranica, formata dal cervello, dal cervelletto, dall’istmo dell’encefalo e dal midollo allungato.

3 Il dolo richiesto per la configurazione del delitto di sottrazione e soppressione può essere non solo“diretto”, e ciò avviene quando la sottrazione o soppressione sia stata compiuta secondo l’intenzione dell’agente, ma anche“eventuale”comesi verificaquandol’agente, indipendentemente dal fine perseguito con il celamento, abbia accettato il rischio del verificarsi della definitiva soppressione o sottrazione del cadavere. Cassazionepenale,sezioneIII,sentenza16febbraio2005, n. 5772

4 In tema di occultamento e soppressione di cadavere, il profilo caratterizzante del reato previsto dall’art. 412 c.p. è la precarietà del nascondimento, mentre la natura definitiva dello stesso integra gli estremi del delitto di cui all’art. 411 c.p. Cassazionepenale,sezioneI,sentenza23 aprile2004, n. 19068


Avv. Alessandro Amaolo
Avvocato

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