Dolo eventuale in diritto penale: Brevi considerazioni
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Articolo del 10/01/2008 Autore Avv. Alessandro Amaolo Altri articoli dell'autore


Innanzitutto si deve affermare che il dolo può essere definito come la coscienza e la volontà nella realizzazione di un fatto tipico e previsto come reato dalla legge penale. Pertanto, il cosiddetto “DNA”, cioè l’ossatura del dolo è dato da un coefficiente di tipo psicologico. Inoltre, all’interno del dolo non ci sono dei fattori di mediazione extranaturalistici a differenza della colpa. Dunque, il dolo è un fatto naturalistico che non ha una componente normativa che, invece, è riscontrabile nella colpa (inosservanza di leggi, regolamenti, usi e discipline, imprudenza, imperizia, negligenza).

A mio avviso, il dolo si può ricavare anche in base alla tipologia di rischio che il soggetto a corso. Il dolo può essere definito come un’entità psicologica ma graduabile, ossia non esiste una figura di dolo uguale a sé stessa. Peraltro, la figura per eccellenza del dolo è quella intenzionale dove un soggetto agisce proprio per realizzare un determinato evento (risultato esteriore della condotta umana). Tuttavia,esistono nel diritto penale alcune categorie più attenuate di dolo come quello diretto ed eventuale; quest’ultime figure si possono raggruppare come ipotesi di dolo obliquo o collaterale. Infatti, in tali casi nella psiche del soggetto ci si rappresenta una conseguenza collaterale od obliqua come certa oppure altamente probabile.

Preciso, inoltre, che il dolo eventuale è la figura di confine più prossima alla colpa. Ma che cos’è il dolo eventuale oggi? Io ritengo che il dolo eventuale sia una figura di dubbia sostenibilità teorica e che nella pratica sia una specie di contenitore buono a tutto. Tuttavia, ci sono vari orientamenti che si contrappongono in tema di dolo eventuale e uno di questi orientamenti, che si potrebbe definire come teoria volitiva o del consenso, punta a salvaguardare ed a ricercare l’elemento volitivo del dolo, altri, invece, mirano a valorizzare l’elemento rappresentativo. A mio avviso, un utile parametro per ritenere sussistente il dolo eventuale ci può essere fornito dal criterio dell’aumento del rischio. Di conseguenza, si può affermare che sussiste il dolo eventuale quando ci troviamo in presenza di un rischio più grave e che non può essere corso, nonché socialmente intollerabile ed inaccettabile (cd. spessore sociale del rischio).

In conclusione, sulla base di queste brevi premesse, ritengo che la classica definizione del dolo eventuale come accettazione di un rischio nella realizzazione di un evento, pur non avendolo di mira come obiettivo da conseguire, sia molto discutibile ed espressione di una cultura giuridica penalistica assai arretrata. Infine, affermo che l’accettazione del rischio può essere considerato come un criterio appagante, ma non del tutto convincente a parere dello scrivente.


Avv. Alessandro Amaolo
Avvocato

www.avvocatoamaolo.com
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