Esame avvocato: DDL Calvi, ecco come potrebbe cambiare l'esame di abilitazione
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Articolo del 08/01/2008 Autore Redazione Altri articoli dell'autore


Ecco il testo del DDL Calvi che, tra l'altro, si occupa della possibile riforma dell'esame di abilitazione forense.

Redazione
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Capo III
L’ESAME DI ABILITAZIONE
Art. 54.
(Esame di abilitazione)
1. L’esame di abilitazione all’esercizio di avvocato è unico per tutto il territorio della Repubblica ed è indetto ogni anno dal Ministro della giustizia su proposta del CNF entro il mese di settembre.
2. L’esame deve svolgersi entro il successivo mese di novembre presso ciascuna sede di Corte d’appello.
3. Esso ha valore di esame di Stato.
Art. 55.
(Commissioni esaminatrici)
1. Gli esami di avvocato vengono sostenuti presso apposite commissioni esaminatrici:
a) commissioni distrettuali, istituite presso ogni Corte d’appello;
b) commissione nazionale con sede in Roma.
2. Le commissioni sono composte di cinque componenti e vengono nominate nella misura necessaria affinché ciascuna di esse non debba giudicare più di duecento candidati.
3. Le commissioni distrettuali giudicanti sono composte da:
a) un docente universitario ordinario, associato o ricercatore confermato di materie giuridiche attinenti l’esercizio professionale;
b) due avvocati, con anzianità di iscrizione all’albo maggiore di sei anni;
c) due magistrati assegnati allo stesso distretto con qualifica non inferiore a consigliere d’appello.
4. I componenti delle commissioni distrettuali giudicanti sono così designati:
a) i docenti universitari di concerto tra il Ministro della giustizia e il Ministro dell’università;
b) gli avvocati dal CNF, su congiunta proposta dei Consigli dell’ordine di ciascun distretto;
c) i magistrati dai consigli giudiziari di ciascun distretto.
5. La commissione nazionale giudicante è composta come la commissione distrettuale.
6. I componenti della commissione nazionale sono designati:
a) i docenti universitari di concerto tra il Ministro della giustizia e il Ministro dell’università;
b) gli avvocati dal CNF;
c) i magistrati dal Consiglio superiore della magistratura.
7. Non possono essere designati componenti di commissioni avvocati che siano membri del Consiglio dell’ordine, del CNF, delegati o sindaci della Cassa nazionale di previdenza forense. Gli avvocati componenti della commissione non possono essere eletti a ricoprire uno degli incarichi sopra indicati nelle elezioni immediatamente successive all’incarico ricoperto.
8. Le commissioni nominano nelle loro prime riunioni, a cui partecipano titolari e supplenti, un presidente e un vicepresidente scelti tra gli avvocati e i docenti universitari, sia titolari, sia supplenti.
9. Le commissioni esaminatrici devono sempre avere la stessa composizione. Ogni commissario può sostituire commissari di altre commissioni dello stesso distretto, purché avente gli stessi requisiti.
Art. 56.
(Ammissione dei candidati)
1. La commissione esaminatrice è competente ad ammettere i candidati, verificando la regolarità delle domande ed il possesso dei titoli richiesti.
2. Contro la deliberazione della commissione esaminatrice, che nega l’ammissione, il candidato può reclamare, nel termine di dieci giorni dalla relativa comunicazione, al CNF, che decide, con rito abbreviato, entro trenta giorni dal ricevimento del reclamo. In pendenza della decisione, il candidato è ammesso a sostenere l’esame sotto condizione.
Art. 57.
(Sede per l’esame)
1. Ciascun candidato può sostenere l’esame scritto soltanto presso la sede di Corte d’appello nel cui distretto egli è stato iscritto per l’esercizio della pratica per l’intera sua durata; per l’esame orale, si applica l’articolo 59, comma 1.
2. Se il candidato ha svolto il patrocinio presso diversi ordini, l’esame deve essere da lui sostenuto avanti la commissione nazionale.
Art. 58.
(Prove d’esame scritte)
1. L’esame di abilitazione è preceduto da una prova di preselezione eseguita con strumenti informatici e con assegnazione ai candidati di domande con risposte multiple. Dalla prova sono esonerati:
a) i candidati che hanno superato l’esame conclusivo dei corsi integrativi di formazione;
b) i candidati dichiarati idonei nei concorsi di notaio o di magistrato.
2. La prova di preselezione è disciplinata da un regolamento approvato dal Ministro della giustizia, sentito il CNF.
3. Se il candidato supera la prova preliminare, o ne è esonerato, egli è ammesso a sostenere l’esame, che è composto di prove scritte ed orali.
4. Le prove scritte sono tre: esse vengono svolte su temi dettati dal CNF ed hanno per oggetto:
a) la redazione di un parere motivato su una questione in materia regolata dal codice civile, a scelta del candidato tra due proposte della commissione da scegliersi tra due questioni in materia regolata dal codice civile;
b) la redazione di un parere motivato su una questione in materia regolata dal codice penale, a scelta del candidato tra due proposte della commissione;
c) la redazione di un atto giudiziario che postuli conoscenza di diritto sostanziale e di diritto processuale, su un quesito proposto, in una materia scelta dal candidato tra il diritto privato, il diritto penale e il diritto amministrativo.
5. La valutazione delle prove deve essere compiuta considerando:
a) la chiarezza e la logicità dell’esposizione;
b) la dimostrazione della concreta capacità di soluzione di specifici problemi giuridici;
c) la dimostrazione della conoscenza dei fondamenti teorici degli istituti giuridici trattati;
d) la dimostrazione della conoscenza delle tecniche di persuasione e argomentazione.
6. Per ciascuna prova scritta, ogni componente della commissione d’esame dispone di dieci punti di merito. Gli elaborati dei candidati sono esaminati separatamente. L’abbinamento degli elaborati con i nominativi dei candidati e l’attibuzione del punteggio relativo avviene a conclusione dalle correzione di tutte le prove scritte.
7. Alla prova orale sono ammessi i candidati che abbiano conseguito, nelle tre prove scritte, un punteggio complessivo di almeno novantacinque punti e un punteggio non inferiore a trenta punti per ciascuna prova. Il candidato è ammesso alla prova orale, qualunque sia il punteggio delle singole prove, se consegue complessivamente un punteggio non inferiore a centocinque punti.
8. I punteggi complessivi comprendono il punteggio ottenuto nell’esame che conclude il corso integrativo di formazione e il punteggio per la conoscenza di una lingua straniera, secondo quanto prescritto nell’articolo 60.
9. Su apposito spazio, da lasciare libero ai margini dell’elaborato scritto, la commissione deve annotare le osservazioni positive o negative nei vari punti dell’elaborato, le quali costituiscono motivazione del voto che viene espresso con un numero pari alla somma dei voti espressi dai singoli componenti.
Art. 59.
(Prove d’esame orali)
1. La sede della prova orale è la stessa di quella in cui è stata sostenuta la prova scritta. Tuttavia, la prova orale si svolge davanti alla commissione nazionale, per i candidati i quali abbiano sostenuto la prova scritta nelle tre sedi distrettuali ove sia stata ammessa all’orale la maggior percentuale di candidati, che abbiano concluso le tre prove scritte.
2. Le prove orali consistono:
a) in una breve discussione su argomenti trattati nelle prove scritte;
b) nella discussione di brevi questioni relative a cinque materie, scelte preventivamente dal candidato, tra le seguenti: diritto costituzionale, diritto civile, diritto commerciale, diritto del lavoro, diritto penale, diritto amministrativo, diritto tributario, diritto processuale civile, procedura penale, diritto comunitario ed internazionale privato;
c) nella illustrazione e nella discussione di una massima giurisprudenziale nell’ambito delle materie scelte;
d) nella dimostrazione di conoscenza dell’ordinamento forense e dei diritti e doveri dell’avvocato.
3. Il verbale della prova deve contenere la indicazione degli argomenti oggetto delle domande o della discussione e un giudizio sintetico sulle risposte.
4. Per la prova orale, ogni componente della commissione dispone di dieci punti di merito per ciascuna delle cinque materie di esame scelte dal candidato; nel punteggio è tenuto conto della discussione sullo svolgimento della prova scritta e della illustrazione e della discussione della massima giurisprudenziale. Vengono inoltre assegnati fino a cinque punti per la conoscenza dell’ordinamento forense.
5. Sono giudicati idonei i candidati che ricevono un punteggio non inferiore a trenta punti per ciascuna prova od un punteggio complessivo di centosessanta punti, comprensivo dei punti:
a) per la conoscenza dell’ordinamento forense;
b) per il superamento della prova a conclusione del corso integrativo di formazione;
c) per la conoscenza della lingua straniera, di cui all’articolo successivo.
Art. 60.
(Conoscenza di una lingua straniera)
1. La conoscenza di una lingua straniera, tra l’inglese, il francese, lo spagnolo e il tedesco, può consentire di conseguire, da parte del candidato, un punteggio particolare da aggiungere al punteggio complessivo della prova scritta e della prova orale.
2. L’esame della conoscenza di una lingua straniera viene indetto annualmente presso le facoltà universitarie di lingue e letterature straniere davanti ad una commissione composta da due docenti ordinari o associati o ricercatori confermati della lingua sulla quale il candidato intende sostenere l’esame, e da un avvocato che abbia perfetta conoscenza della lingua oggetto dell’esame. I componenti della commissione sono designati dal CNF di concerto con le facoltà universitarie, i quali provvedono ad indire gli esami.
3. La prova è scritta e orale.
4. La prova scritta consiste nella traduzione dall’italiano alla lingua straniera di un atto giudiziario (citazione, ricorso o sentenza) e nella redazione di un parere su un quesito semplice di diritto privato, diritto penale o diritto comunitario, a scelta del candidato.
5. La prova orale si svolge nella lingua dell’esame con domande su questioni giuridiche semplici, che implichino la conoscenza del linguaggio giuridico.
6. L’idoneità viene riconosciuta a favore di chi dimostri una corretta conoscenza scritta e parlata della lingua. Non hanno rilievo eventuali errori o insufficienze di carattere giuridico nelle risposte al quesito ed alle domande.
7. Il punteggio è graduato da uno a cinque punti; il punteggio massimo è riconosciuto a chi abbia una conoscenza perfetta della lingua straniera scritta e parlata; il punteggio minimo a chi abbia una buona conoscenza scolastica, integrata dalla terminologia giuridica.
Art. 61.
(Certificato d’esame)
1. Dopo la conclusione dell’esame di abilitazione con risultato positivo, la commissione rilascia il certificato per l’iscrizione nell’albo degli avvocati. Il certificato conserva efficacia ai fini dell’iscrizione negli albi, per la prima volta, per cinque anni.
Art. 62.
(Controllo degli esami ed ispettori)
1. I verbali degli esami sono trasmessi al CNF che, entro tre mesi, può annullarli per illegittimità, d’ufficio o su ricorso di interessati o di un Consiglio dell’ordine.
2. Il CNF può nominare, scegliendoli tra gli avvocati iscritti nell’albo speciale per il patrocinio avanti le magistrature superiori, ispettori per il controllo del regolare svolgimento delle prove d’esame scritte ed orali e l’uniformità di giudizio tra le varie commissioni d’esame.
3. Gli ispettori possono partecipare in ogni momento agli esami e ai lavori delle commissioni di uno o più distretti indicati nell’atto di nomina ed esaminare tutti gli atti, con facoltà di intervenire e far inserire le proprie dichiarazioni nei verbali delle prove.
4. Gli ispettori redigono ed inviano al CNF la relazione di quanto riscontrato, formulando osservazioni e proposte. Il Ministro delle giustizie può annullare gli esami in cui siano state compiute irregolarità. La nullità può essere dichiarata per prova di singoli candidati o per tutte le prove di una commissione o per tutte le prove dell’intero distretto.
5. Il CNF dispone l’immediata rinnovazione degli esami annullati. La nuova prova si svolge avanti la Commissione nazionale.
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