La conclusione del contratto: l’articolo 1326 del codice civile
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Articolo del 03/12/2007 Autore Avv. Alessandro Amaolo Altri articoli dell'autore


Oltre che negli articoli 1327, 1328, 1329 e 1330 del codice civile èanche nell’articolo 1326 del codice civile che vengono dettate le principali regole relative all’istituto giuridico della conclusione1 del contratto. Infatti, testualmente, l’articolo 1326, 1° comma, codice civile dispone che“il contratto è concluso nel momento in cui chi ha fatto la proposta ha conoscenza dell’accettazione dell’altra parte”.L’articolo de quo impone, inoltre, che l’accettazione resa dall’altro o dagli altri contraenti sia pienamente conforme alla proposta, viceversa vale come una nuova proposta (art. 1326, comma 5°, codice civile). Da ciò consegue che l’accettazione del contratto non può essere parziale, a termine o condizionata. L’accettazione e la proposta sono entrambe delle dichiarazioni recettizie, che spiegano efficaciasoltanto se e quando vengano portate a conoscenza della persona cui sono destinate.

L’accettazione2, che è la dichiarazione mediante la quale la parte (oblato) cui è diretta la proposta contrattuale manifesta l’intenzione di accoglierla in tutti i suoi elementi, può essere espressa o tacita. Inoltre, l’accettazione può manifestarsi in qualsiasi forma3, salvo che si tratti di contratti per i quali è imposto ad substantiam4 un particolare onere formale. Peraltro, in alcune situazioni, l’accettazione deve essere tempestiva ossia deve pervenire al proponente entro un termine di efficacia, altrimenti l’accettazione non ha effetti giuridici.

L’accettazione della proposta che contenga anche solo specificazioni marginali e clausole aggiuntive rispetto alla proposta stessa, vale come nuova proposta, per cui, in mancanza di nuova accettazione della controparte, il contratto non può ritenersi concluso.

Infatti, sul punto così si è espressa la Suprema Corte: “Aisensi e per gli effetti dell’art. 1326 comma ultimo codice civile una accettazione non conforme alla proposta equivale a nuova proposta. È pertanto necessario l’incontro e la fusione di una proposta e di una accettazione perfettamente coincidenti sia per le clausole principali che per quelle accessorie. Diconseguenzail“forumcontractus”siradica nel luog in cui giunge l’accettazione senza ulteriori modifiche, all’ultima controproposta”. (Cassazione civile, sezioneII, sentenza 18 marzo1999, n. 2472)

È importante affermare, per una corretta ricostruzione dell’istituto giuridico della conclusione del contratto, che la dichiarazione può essere qualificata come proposta contrattuale allorquando sia suscettibile di accettazione pura e semplice. In sintesi, la dichiarazione deve contenere tutte le condizioni del contratto, mentre non spetta tale qualificazione ove la volontà non è univoca ma perplessa e non manifesta una decisione ma solo una disponibilità ed un auspicio. Più in dettaglio, la proposta contrattuale, in alcune fattispecie, ha un preciso termine di efficacia, altrimenti non è più idonea a produrre degli effetti giuridici. Peraltro, la proposta, costituendo un atto giuridico di natura negoziale diretto a provocarne l’accettazione da parte del destinatario, presuppone la volontà5 del proponente di impegnarsi contrattualmente. Quindi, alla luce delle sopraccitate considerazioni, per l’efficace conclusione di un contratto è necessario che l’oblato sia posto nella condizione di poter ricevere una dichiarazione contenente una proposta contrattuale completa e ben delineata in tutti i suoi elementi. Viceversa, a mio modesto avviso, non si potrebbe concludere validamente un contratto.

Inoltre, anche il silenzio, inteso come accettazione tacita, può valere quale manifestazione tacita della volontà di accettare e concludere un contratto, ma occorre che il comune modo di agireo la buona fede, nei rapporti instauratasi tra le parti, impongano di ritenere che il tacere di una parte possa intendersi come adesione alla volontà dell’altra. In tema di consenso per la conclusione di un contratto si deve affermare che la sua formazione può essere istantanea o progressiva6 in base al fatto che, prima di raggiungere l’accordo, una oppure entrambe le parti si impegnino in via preliminare. Pertanto, nellavitaquotidiana i casi di formazione del consenso e conclusione del negozio giuridico in maniera istantanea sono rappresentati anche dai contratti per adesione o di massa (si pensi, solo per fare un esempio, al contratto di pedaggio stipulato trala SocietàAutostradeS.P.A. e gli utenti). In tale fattispecie contrattuale non c’è una trattativa pre-negoziale e, di conseguenza, il contratto si forma e si conclude quasi in modo istantaneo.

In altre ipotesi, peraltro, il contratto può anche concludersi in maniera simultanea ovvero attraverso una scambio contestuale di proposta ed accettazione. In sintesi, l’accordo viene raggiunto con due dichiarazioni unilaterali recettizie7.

Nei contratti reali la conclusione del contratto si presenta diversa, proprio in deroga al principio consensualistico. Infatti, in tale tipologia di contratti oltre al consenso si richiede anche la consegna della res (in latino, la cd. traditio brevi manu).

Sulla base di tutte le sopraccitate premesse, si deve affermare che ai fini della configurabilità di un definitivo vincolo contrattuale (cd. conclusione del contratto), è necessario che tra le parti sia stata raggiunta l’intesa su tutti gli elementi dell’accordo, non potendosene ravvisare, quindi, la sussistenza là dove, raggiunta l’intesa solamente su quelli essenziali ed ancorché riportati in apposito documento, risulti rimessa ad un tempo successivo la determinazione degli elementi accessori.

Avv. Alessandro Amaolo
www.avvocatoamaolo.com


Note:

1 In tema di conclusione del contratto, qualora, con la proposta formulata in un documento, la parte, indicando gli elementi essenziali del negozio, abbia manifestato la volontà di concludere il contratto alle condizioni ivi stabilite, la sottoscrizione del documento apposta dalla controparte senza alcuna modifica o integrazione, essendo espressione della volontà di aderire alla proposta, vale come accettazione. Cassazionecivile,sezioneII, sentenza19aprile2006, n. 9039

2 L’art. 732 codice civile, che fa obbligo di notificare al coerede la proposta di alienazione della quota ereditaria, al fine di consentirgli di esercitare il diritto di prelazione, prevede che l’accettazione di essa da parte del suo destinatario determini, senza necessità di ulteriori manifestazioni di volontà, il formarsi dell’accordo negoziale e, quindi la conclusione del contratto di compravendita; detta proposta, pertanto, deve assumere gli estremi di una vera e propria proposta contrattuale, così come delineata dall’art. 1326 codice civile, e, nel caso in cui la quota ereditaria comprenda beni immobili, deve, per poter produrre i suoi effetti, essere fatta per iscritto. Cassazionecivile, sezioneII,sentenza27novembre2006, n. 25041

3 Laproposta d’acquisto sottoscritta dal venditore con la formula“firma per accettazione della parte venditrice” e da questi rinviata all’acquirente a mezzo fax è prova della conclusione del contratto di vendita immobiliare con conseguente costituzione di vincolo giuridico tra le parti, anche se manca la forma“adsubstantiam”. Tribunale diBologna,sentenza 9 aprile2004

4 Aifinidellaconclusionedi un contratto d’opera professionale, che, quando ne sia parte la pubblica amministrazione, va redatto, a pena di nullità, in forma scritta, è irrilevante l’esistenza di una deliberazione dell’organo collegiale dell’ente pubblico che abbia autorizzato il conferimento dell’incarico al professionista, richiamando ed approvando anche lo schema del disciplinare, ove tale deliberazione non risulti essersi tradotta in atto contrattuale, sottoscritto dal rappresentante esterno dell’ente stesso e dal professionista. Detta deliberazione non costituisce, infatti, una proposta contrattuale ei confronti del professionista, ma un atto con efficacia interna all’ente pubblico, avente per destinatario il diverso organo dell’ente legittimato ad esprimere la volontà all’esterno e carattere meramente autorizzatorio. Cassazionecivile,sezioneI,sentenza21novembre2003, n. 17695

5 Unprogetto didivisionedicomunione, redatto da un terzo, cui sia stato affidato tale compito, ove si presenti di contenuto tale da integrare gli elementi della proposta e dell’accettazione della divisione e venga sottoscritto per adesione da tutti i condividenti, è idoneo a determinare l’incontro di volontà dei medesimi e quindi la conclusione del contratto di divisione. Cassazionecivile,sezioneII,sentenza26luglio2005, n. 15583

6 Qualora le trattative procedano attraverso uno scambio di corrispondenza o di manifestazioni di volontà e si è in presenza quindi di un contratto a formazione progressiva, il momento conclusivo del contratto è quello in cui il documento riepilogativo di tutte le condizioni del contratto viene sottoscritto o comunque accettato dall’altra parte. Cassazionecivile,sezionelavoro,sentenza24maggio2001, n. 7094

7 Nei contratti conclusi per telefono luogo della conclusione è quello in cui l’accettazione giunge a conoscenza del proponente ed in cui questi, attraverso il filo telefonico, ha immediata e diretta conoscenza dell’accettazione. Cassazionecivile,sentenza6febbraio1970, n. 267


Avv. Alessandro Amaolo
Avvocato

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