Il potere disciplinare del datore di lavoro ed i suoi limiti
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Articolo del 15/10/2007 Autore Dott.ssa Federica Malagesi Altri articoli dell'autore


Tra i poteri connessi alla posizione datoriale, oltre alla potere direttivo ed al potrei di direzione e controllo, vi è il potere disciplinare.

Esso altro non è che l’altra faccia della posizione di subordinazione del lavoratore, in ragione della quale egli è tenuto, nell’esercizio della prestazione, al rispettive delle direttive impartitigli.

Il potere disciplinare indica, nello specifico, la facoltà del datore di lavoro di irrogare sanzioni al lavoratore che venga meno ai propri obblighi contrattuali.

Detto potere tuttavia, seppure rientra tra le prerogative del datore di lavoro, incontra i limiti costituiti dal rispetto dei diritti del lavoratore così come sanciti dall’art. 2106 c.c. e dall’art. 7 dello Statuto dei Lavoratori.

Il rispetto di detti limiti condiziona la validità della sanzione irrogata, con la conseguenza che in caso di inosservanza dei requisiti procedurali e sostanziali dettati dal Legislatore, ladisposizione datoriale sarà nulla.

La dottrina ha, quindi, distinto i limiti del potere disciplinare in due categorie:

La previsione di un codice disciplinare consente al lavoratore di conoscere quali violazioni agli obblighi contrattuali debbono ritenersi punibili e quali sanzioni saranno applicabili.

Secondo la giurisprudenza (Cass. Sezione Lavoro n. 20733 del 3 ottobre 2007, in particolare, affinchè i locali in cui sono affisse le disposizioni (il c.d. codice disciplinare) possano dirsi “accessibili liberamente a tutti i lavoratori” occorre che essi siano comodamente raggiungibili. Ne consegue che quest’ obbligo non può essere ristretto alla necessità che i locali in cui viene effettuata l’affissione non siano chiusi e che tutti i dipendenti abbiano piena libertà di accedervi senza impedimenti di sorta e senza dover chiedere permessi particolari, in quanto la possibilità di recarsi nei locali in cui sono esposte le norme disciplinari deve essere effettiva, non meramente teorica.

Il rispetto di tutti i requisiti è condizione essenziale di validità della sanzione irrogata.


Dott.ssa Federica Malagesi
consulente legale

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