Legge 31 maggio 1995, n. 218 – Riforma del sistema italiano di diritto internazionale privato: la responsabilità per fatto illecito
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Articolo del 07/10/2007 Autore Avv. Alessandro Amaolo Altri articoli dell'autore


L’articolo 62 della Legge 218/1995 disciplina l’istituto giuridico della responsabilità per fatto illecito o extracontrattuale1 nel diritto internazionale privato. L’ambito applicativo dell’articolo 62 è molto ampio ed include oltre alle classiche ipotesi generali di illecito aquiliano, di cui all’art. 20432 codice civile, anche le fattispecie speciali, di cui agli articoli 2047 – 2054 codice civile.

L’articolo in oggetto è molto chiaro e lineare, a mio parere, nello stabilire le conseguenze dell’illecito civile extracontrattuale all’interno dell’ordinamento giuridico del diritto internazionale privato. In linea generale, l’articolo 62 della Legge 218/1995 impone di stabilire che la responsabilità per fatto illecito venga regolata dalla legge dello Stato in cui si è verificato l’evento ovvero dallalex loci commissi delicti.

Pertanto, in materia di illecito civile extracontrattuale la Legge 218/1995 così dispone:

Art. 62Responsabilitàperfattoillecito3. – 1. La responsabilità per fatto illecito è regolata dalla legge delloStato in cui si è verificato l’evento4. Tuttavia il danneggiato può chiedere l’applicazione della legge dello Stato in cui si è verificato il fatto che ha causato il danno.

2. Qualora il fatto illecito coinvolga soltanto cittadini di un medesimo Stato in esso residenti, si applica la legge di tale stato.

Inoltre, di preliminare importanza è affermare che il legislatore ha imposto di non tenere conto della tecnica del rinvio. A tal proposito, l’articolo 13, secondo comma, lett. c) della legge in esame esclude per l’illecito civile l’applicazione della regola generale.

Quindi, il criterio interpretativo per stabilire la competenza in materia di fatto illecito è quello del luogo di verificazione dell’evento, ma con delle specifiche eccezioni.

Infatti, al danneggiato è consentito di richiedere anche l’applicazione della legge in cui si è verificato il fatto5 che ha causato il danno. Per esempio, a seguito di una grossa buca situata in una strada ubicata in territorio straniero, per esempio nei pressi di Innsbruck in Austria, il conducente di un autoveicolo rompe la coppa dell’olio dell’autovettura sulla quale stava viaggiando. Tuttavia, si accorge del danno solo al suo rientro in Italia, restando così costretto a chiamare il soccorso stradale a Vipiteno / Sterzing che si trova in territorio italiano. In questo caso nessun dubbio sul fatto che l’evento dannoso sia già avvenuto in Austria e non in Italia; pertanto, il danneggiato può chiedere l’applicazione della legge austriaca.

Infine, un’altra specifica deroga nei confronti del criterio generale di competenza della legge in cui si è verificato l’evento (lex loci commissi delicti) è contemplata dal secondo comma dell’articolo 62, in base al quale la legge nazionale comune alle parti è applicabile, “alla condizione, però, che il fatto illecito coinvolga soltanto cittadini di uno stesso Stato ed ivi entrambi residenti”. Più in dettaglio, ad esempio, se si tratta di un fatto illecito che coinvolge due cittadini italiani residenti in Italia, troverà applicazione la legge italiana, anche se il sinistro stradale sia avvenuto nella Repubblica Austriaca.

In conclusione, l’articolo 62 rappresenta una decisa innovazione rispetto all’abrogato articolo 25, comma 2, disposizione preliminari al codice civile che, fino all’entrata in vigore della Legge 218/1995, adottava come unico criterio quello del locus commissi delicti. In sintesi, il legislatore è ora venuto incontro alle esigenze del danneggiato ed a cercato di favorirlo concedendogli la possibilità di scegliere, in specifici casi, la legge che fissa la sanzione da prescrivere.

Per completezza espositiva, si fa presente che un regime speciale è previsto dall’articolo 12 del Codice della navigazione per tutte le obbligazioni che derivano dall’urto di navi o aeromobili.

Approvazione del testo definitivo del Codice della navigazione (Ediz. spec. alla Gazzetta Ufficiale n. 93 del 18 aprile 1942) (E1) (E2) (E3).

Articolo 12. (Legge regolatrice delle obbligazioni derivanti da urto di navi o aeromobili). Le obbligazioni derivanti da urto di navi o di aeromobili in alto mare o in altro luogo o spazio non soggetto alla sovranità di alcuno Stato sono regolate dalla legge nazionale delle navi o degli aeromobili, se è comune; altrimenti dalla legge italiana (1).

(1) Si vedano gli artt. 57-63 della L. 31 maggio 1995, n. 218. V. anche la Convenzione internazionale sulle infrazioni e altri atti compiuti a bordo di aeromobili, firmata a Tokio il 14 settembre 1963 e resa esecutiva in Italia con la L. 11 giugno 1967, n. 468; la Convenzione sulla cattura illecita di aerei firmata a l'Aja il 16 dicembre 1970 e la Convenzione sulla repressione degli illeciti contro l'aviazione civile firmata a Montreal il 23 settembre 1971, ambedue rese esecutive in Italia con la L. 22 ottobre 1973, n. 506.

L.'art. 8 del D.P.R. 21 febbraio 1990, n. 66, Regolamento per l'attribuzione e la sospensione temporanea dell'abilitazione ad inalberare la bandiera italiana, dispone che durante il periodo di temporanea abilitazione alla navigazione ed all'uso della bandiera italiana, ai fini di cui agli artt. 5, 7, 8, 9, 10, 11, 12 e 13 codice della navigazione, si intende per "legge nazionale della nave" quella italiana.

L.'art. 14 del medesimo D.P.R. dispone, poi, che, sempre ai fini di cui agli artt. 5, 7, 8, 9, 10, 11, periodo di sospensione temporanea dell'abilitazione alla navigazione ed all'uso della bandiera, si intende per "legge nazionale della nave" quella dello stato straniero nei cui appositi registri la nave è iscritta.

(E1)A norma dell'art. 20, comma 1, del D.L.vo 9 maggio 2005, n. 96, in tutte le disposizioni di questo codice le parole: «direttore di aeroporto», «Registro aeronautico italiano» ed «Ente nazionale della gente dell'aria» sono sostituite dalla parola: «ENAC». Tale disposizione entra in vigore trascorsi centoventi giorni dalla data di entrata in vigore del D.L.vo n. 96/2005 (Suppl. ord. alla Gazzetta Ufficiale Serie gen. - n. 131 dell'8 giugno 2005).

(E2)A norma dell'art. 3, comma 2, del D.L.vo 15 marzo 2006, n. 151, in tutte le disposizioni di questo codice le parole: «aerodromo» e: «aerodromi» sono sostituite, rispettivamente, con le seguenti parole: «aeroporto» e: «aeroporti». Tale disposizione entra in vigore trascorsi trenta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto stesso (G.U. Serie gen. - n. 88 del 14 aprile 2006).

(E3)A norma dell'art. 7, comma 1, del D.L.vo 15 marzo 2006, n. 151, in tutte le disposizioni di questo codice le parole: «gente dell'aria» sono sostituite dalle parole: «personale aeronautico». Tale disposizione entra in vigore trascorsi trenta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto stesso (G.U. Serie gen. - n. 88 del 14 aprile 2006).

Avv. Alessandro Amaolo
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1 Incorre in responsabilità aquiliana, secondo la classica impostazione, il soggetto che viola il dovere generico di non ledere l'altrui sfera giuridica (neminem laedere), dovere che ciascuno è tenuto a rispettare nei confronti della generalità dei consociati. Nella responsabilità extracontrattuale la colpa dell'autore dell'illecito deve essere sempre provata da chi pretende il risarcimento, secondo la regola generale per cui chi fa valere un diritto deve provarne tutti i fatti costitutivi (art. 2697 c.c.).

2Articolo 2043 codice civile (Risarcimento per fatto illecito). – Qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno.

3 La responsabilità da fatto illecito trae origini dal diritto romano e, precisamente, dalla lex Aquilia del 287 Avanti Cristo.

4 L’obbligazione risarcioria scaturente da un sinistro stradale avvenuto all’estero, ancorché causato da veicolo immatricolato in Italia e assicurato presso una società italiana, è regolata dalla legge del luogo ove è avvenuto l’evento, ex art. 62, legge n. 218/1995, e per tale deve intendersi il luogo ove si è realizzato il danno iniziale, e non dove si sono prodotti gli eventuali effetti ulteriori (Tribunale di Roma, 16 ottobre 2002)

5 Si definisce fatto giuridico quell’accadimento, naturale, naturale o umano, a cui l’ordinamento ricollega la produzione di effetti giuridici, cioè rilevanti per il diritto.


Avv. Alessandro Amaolo
Avvocato

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