Deontologia forense: rinuncia dell’avvocato al mandato difensivo - articolo 47 del Codice Deontologico Forense
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Articolo del 10/08/2007 Autore Avv. Alessandro Amaolo Altri articoli dell'autore


Il Codice deontologico forense e, precisamente, con l 'articolo 47 del Titolo III – Rapporti con la parte assistita – prevede la facoltà per il professionista forense di rinunciare al mandato difensivo ricevuto.

Inoltre, è bene precisare che l'atto mediante il quale la parte nomina 1 il difensore si chiama procura , la quale non è necessaria per la funzione di mera assistenza stragiudiziale. Inoltre, c'è da specificare che la suddetta procura deve essere conferita con atto pubblico notarile oppure con scrittura privata autenticata.

Peraltro, l'avvocato ha il diritto riconosciuto di rinunciare al mandato e quindi alla procura anche in base all' articolo 2237 2 codice civile , all'articolo 85 3 del codice di procedura civile e agli articoli 107 e 108 del codice di procedura penale.

Quindi, non ci sono dei limiti temporali per poter esercitare la rinuncia alla procura che può, quindi, essere esercitata dall'avvocato in ogni stato e grado del processo. Infatti, l'articolo 85 4 codice di procedura civile prevede la possibilità di recedere ad nutum (ovvero senza limiti di tempo o di motivi) purché non venga arrecato un pregiudizio al cliente. Tuttavia, in caso di rinuncia al mandato la parte assistita dovrà pagare al professionista forense tutti gli onorari relativi alle prestazioni professionali in precedenza ricevute. Inoltre, si deve far presente che il recesso del professionista forense dal contratto di prestazione d'opera intellettuale è inefficace fintanto che non avvenga la sostituzione 5 col nuovo difensore. Anche per quel che concerne la rinuncia alla difesa nel processo penale 6 vale la medesima regola ovvero che questa non ha effetto finché non sia stato nominato un altro difensore di fiducia oppure anche uno d'ufficio. Di conseguenza, l'imputato avrà sempre garantita una difesa durante il procedimento penale a suo carico.

In sintesi, in base alle sopraccitate premesse, la rinuncia al mandato , come atto di natura processuale, riferibile unicamente al difensore non implica alcuna rinuncia all'azione né pregiudizio alcuno per la parte assistita. Di conseguenza, la rinuncia alla procura alle liti del professionista forense non fa perdere all'avvocato (rinunciante) il cd. ius postulandi e la rappresentanza legale del cliente per tutti gli atti del processo fino a quando non si sia provveduto alla sua sostituzione con altro avvocato e tale sostituzione non sia stata ufficialmente comunicata ad entrambe le parti (in modo reciproco). Nel nostro ordinamento giuridico non c'è alcuna vacatio dello ius postulandi e, quindi, il difensore conserva tutte sue funzioni e prerogative con riguardo alle vicende del processo obiettivamente considerato. Pertanto, prima della sostituzione processuale il precedente difensore è pur sempre legittimato a ricevere tutti gli atti nell'esclusivo interesse del cliente ed, aggiungo, anche a compiere tutti gli atti che reputa opportuni nel suo interesse.

In ultima analisi, l'articolo 47 del Codice deontologico forense prescrive un obbligo ulteriore nei confronti dell'avvocato che si ha quando la parte assistita non provveda in tempi ragionevoli alla nomina di un altro difensore. Tale obbligo è proprio quello di comunicare la rinuncia al mandato con lettera raccomandata alla parte assistita presso l'indirizzo anagrafico ed all'ultimo domicilio conosciuto. Pertanto, soltanto dopo avere adempiuto a tale formalità, l'avvocato è dispensato da qualsiasi altra attività ed a prescindere dal fatto che l'assistito abbia o meno ricevuto tale comunicazione.

Infine, per completezza espositiva, si riporta in allegato l'articolo che è oggetto della presente trattazione:

Articolo 47. Rinuncia al mandato. – L'avvocato ha diritto di rinunciare al mandato.

•  In caso di rinuncia al mandato l'avvocato deve dare alla parte assistita un preavviso adeguato alle circostanze, e deve informarla di quanto è necessario fare per non pregiudicare la difesa.

•  Qualora la parte assistita non provveda in tempi ragionevoli alla nomina di un altro difensore, nel rispetto degli obblighi di legge l'avvocato non è responsabile per la mancata successiva assistenza, pur essendo tenuto ad informare la parte delle comunicazioni che dovessero pervenirgli.

•  In caso di irreperibilità , l'avvocato deve comunicare la rinuncia al mandato con lettera raccomandata alla parte assistita all'indirizzo anagrafico e all'ultimo domicilio conosciuto. Con l' adempimento di tale formalità, fermi restando gli obblighi di legge, l'avvocato è esonerato da ogni altra attività, indipendentemente dal fatto che l'assistito abbia effettivamente ricevuto tale comunicazione


Schemi illustrativi

REPUBBLICA I T ALIANA

Atto di rinuncia alla procura

L 'anno 2007, il giorno . . . del mese di . . . , in . . . , avanti a me dott. . . ., notaio alla residenza di ……., iscritto nel ruolo dei distretti riuniti notarile di . . . , con studio in . . . , sono comparsi:

1) il signor . . ., nato a . . ., il . . . e residente in . . ., via . . .;

2) il signor . . ., nato a . . ., il . . . e residente in . . ., via . . .

Detti comparenti, della cui identità personale io notaio sono certo, sono presenti in qualità di testimoni e sono muniti di tutti i requisiti prescritti per legge.

È presente, altresì, l'av v . . . ., nato a . . ., il . . ., con studio in . . ., via . . . , il quale

premesso che

– con atto del notaio . . ., in data . . ., registrato al n. . . . il signor . . ., nato a . . ., il . . ., residente in . . ., via . . . gli ha conferito procura generale ad lites a tempo indeterminato;

– egli ha intenzione di rinunciare a tale procura poiché intende trasferirsi in uno Stato estero e, precisamente, in Francia …;

tutto quanto sopra premesso, l'av v . . . ., innanzi a me notaio, dott. . . . e alla presenza dei su citati testimoni

dichiara

di rinunciare alla procura generale alle liti a tutti gli e f fetti di legge.

Gli e f fetti della rinuncia decorreranno dal giorno successivo a quello della notificazione del presente atto, della quale io notaio sono stato incaricato, al signor

. . .

Saranno fatti salvi gli e f fetti di cui all'art. 83 c.p.c. nei confronti delle controparti nei giudizi pendenti.

A richiesta dell'av v . . . ., io notaio dott. . . . ho redatto il presente atto, scritto da persona di mia fiducia e composto di n. . . . pagine.

L 'atto suddetto è stato da me letto alla presenza dei signori . . . e . . ., quali testimoni, nonché alla presenza dell'av v . . . . che lo ha letto, approvato e sottoscritto con me.

Data . . .

T estimoni . . .(firma)

Avvocato (firma)

Notaio dott.

SIGILLO NOTARILE

e firma

Oppure:

Il sottoscritto, avv. . . . del Foro di . . ., con studio in . . . via . . . n. . . . con la presente dichiara di rinunciare al mandato conferitogli dal sig. . . . in data . . . per la causa Sempronio vs. Filano incardinata presso l'Ufficio del Giudice di Pace di . . . con il n. di R.G . . .

Data

Firma dell'avvocato

Avv. Alessandro Amaolo
www.avvocatoamaolo.com

Note:

1 La nomina, nel corso del giudizio, di un secondo procuratore non autorizza, di per sè sola, in difetto di univoche espressioni contrarie, a presumere che la stessa sia fatta in sostituzione del primo procuratore dovendosi invece presumere che sia stato aggiunto al primo un secondo procuratore, e che ognuno di essi sia munito di pieni poteri di rappresentanza processuale della parte, in base al principio del carattere ordinariamente disgiuntivo del mandato stabilito dall'art. 1716, secondo comma, codice civile. Cassazione Civile, Sezione Lavoro, sentenza 4 maggio 2005, n. 9260

2 In tema di esercizio della professione forense, l'asserita mora del cliente nel corrispondere il compenso può giustificare il recesso del professionista dal rapporto di prestazione d'opera – recesso che deve comunque avvenire senza pregiudizio del cliente stesso, ai sensi dell'articolo 2237 codice civile – ma non giustifica in alcun modo lo svolgimento della prestazione senza la dovuta diligenza (art. 2236). Cassazione Civile, Sezioni Unite, sentenza 26 marzo 1997 n. 2661

3 La rinuncia al mandato da parte del difensore di ricorrente non impedisce la pronuncia sulla causa, ormai matura per la decisione e ciò in applicazione dell'art. 85 c.p.c., in forza del quale la rinuncia alla procura non ha effetto nei confronti dell'altra parte “finché non sia avvenuta la sostituzione del difensore”. Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia, Sezione IV, sentenza 19 giugno 2006, n. 1443

4Articolo 85 c.p.c. Revoca e rinuncia alla procura. La procura può essere sempre revocata e il difensore può sempre rinunciarvi, ma la revoca e la rinuncia non hanno effetto nei confronti dell'altra parte finché non sia avvenuta la sostituzione del difensore:

5 Ai sensi dell'art. 85 c.p.c., la revoca della procura e la rinuncia al mandato non hanno effetto nei confronti dell'altra parte finchè non sia avvenuta la sostituzione del difensore , con la conseguenza che la notifica dell'impugnazione deve, in siffatta situazione, essere compiuta al difensore non ancora sostituito e non alla parte personalmente, giusta disposto dell'art. 330, comma 1°, seconda parte del codice di rito. Cassazione Civile, Sezione III, sentenza 23 aprile 2004, n. 7771

6Articolo 107 c.p.p. Non accettazione, rinuncia o revoca del difensore. 1. Il difensore che non accetta l'incarico conferitogli o vi rinuncia ne dà subito comunicazione all'autorità procedente e a chi lo ha nominato.

2. (…Omissis…) 3. La rinuncia non ha effetto finché la parte non risulti assistita da un nuovo difensore di fiducia o da un difensore di ufficio e non sia decorso il termine eventualmente concesso a norma dell'articolo 108. 4. (..Omissis..)


Avv. Alessandro Amaolo
Avvocato

www.avvocatoamaolo.com
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