Libro IX del c.p.p.: la rinuncia all’impugnazione ex art. 589 c.p.p.
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Articolo del 30/07/2007 Autore Avv. Alessandro Amaolo Altri articoli dell'autore


La rinuncia è una delle cause di inammissibilità dell'impugnazione (art. 591, comma 1, lett. d) ed è disciplinata dal legislatore nell'articolo 589 codice di procedura penale.

Il testo normativo dell'articolo 589, comma 1, c.p.p. è il seguente: (Rinuncia all'impugnazione). Il pubblico ministero presso il giudice che ha pronunciato il provvedimento impugnato può rinunciare alla impugnazione da lui proposta fino all'apertura del dibattimento. Successivamente la dichiarazione di rinuncia può essere effettuata prima dell'inizio della discussione dal pubblico ministero presso il giudice della impugnazione, anche se l'impugnazione stessa è stata proposta da altro pubblico ministero. Dal testo dell'articolo 589, comma 1, c.p.p. si evince una sorta di suddivisione di competenze fra pubblico ministero presso il giudice a quo e pubblico ministero presso il giudice ad quem.

In via preliminare, è importante affermare che la rinuncia, ovviamente, presuppone che l'impugnazione sia stata proposta e sia anche ammissibile, poiché non è prevista una rinuncia al diritto di impugnare, in ragione del fatto che si tratta di un diritto indisponibile. Inoltre, a mio parere, sarebbe inconcepibile sul piano logico-deduttivo una rinuncia avverso un'impugnazione da dichiarare, comunque, inammissibile per vizi di forma e di contenuto.

Secondo la giurisprudenza nettamente prevalente si deve escludere la cd. rinuncia preventiva ad una impugnazione ancora da presentare. Tuttavia, è considerata possibile una rinuncia parziale, limitata cioè solo ad uno o alcuni dei motivi di impugnazione. Infatti, in ragione di ciò, si è osservato in giurisprudenza che la rinuncia a uno o più motivi di appello produce l'effetto di limitare la cognizione del gravame ai capi o ai punti della decisione ai quali si riferiscono i rimanenti motivi.

Anche le parti private (imputato, la parte civile, il responsabile civile ed il civilmente obbligato per la pena pecuniaria) possono rinunciare all'impugnazione, e tanto possono farlo sia personalmente che per mezzo di procuratore speciale 1.

Inoltre, la rinuncia riveste uno specifico compito nel caso di appello incidentale , poiché quest'ultimo perde efficacia in caso di rinuncia a quello principale.

In tema di rinuncia all'impugnazione del pubblico ministero, il termine posto dall'art. 589, comma 1, c.p.p., per effettuare la dichiarazione di rinuncia, che deve avvenire “prima dell'inizio della discussione”, non si identifica con la pronunzia della requisitoria nei confronti di ciascun imputato in quanto, da un lato, la discussione non concerne solo le richieste del P.M. ma anche quelle delle altre parti private; dall'altro, essa non può essere frazionata con riferimento ad ogni specifica posizione o parte. ( Cassazione Penale, sezione II, 20 gennaio 2003 – 19 marzo 2003, n. 12845)

Invece, in tema di giudizio di appello, qualora il P.M., all'esito della discussione, chieda la conferma della sentenza assolutoria di primo grado, tale richiesta non costituisce rinunzia all'impugnazione avendo l'organo dell'accusa concluso nel merito. (Cassazione Penale, sezione V, 5 ottobre 2005 – 30 novembre 2005, n. 43363).

È importante affermare, in questa breve trattazione, che la rinuncia all'impugnazione è un negozio formale che non ammette equipollenti 2 e, di conseguenza, per la sua validità, deve essere compiuta nelle forme 3 e nei termini stabiliti. Inoltre, la rinuncia all'impugnazione è anche un atto negoziale processuale abdicativo e recettizio, il quale, una volta pervenuto all'autorità competente, produce l'effetto dell'estinzione del gravame. Pertanto, a mio modesto parere, anche un'eventuale revoca della rinuncia è priva di effetti.

Ai sensi dell'articolo 589, comma secondo, la rinuncia all'impugnazione può essere presentata solo con la dichiarazione della parte o del difensore munito di procura speciale contenente espressa autorizzazione al compimento dell'atto. Infatti, sul punto la Cassazione Penale , nella sentenza n. 36278 del 6 ottobre 2005, ha stabilito che la rinuncia proveniente dall'imputato che non risulti da una manifestazione inequivoca di volontà, al di là di specifiche formule sacramentali, non è in grado di produrre l'effetto dell'inammissibilità dell'impugnazione presentata.

Infine, resta da analizzare ancora il comma 4 dell'articolo 589 c.p.p.

In tale situazione l'impugnazione è trattata e decisa in camera di consiglio e la dichiarazione di rinuncia può essere effettuata, prima dell'udienza, dal pubblico ministero che ha proposto l'impugnazione e, successivamente, dal pubblico ministero presso il giudice dell'impugnazione, anche se la stessa è stata proposta da altro pubblico ministero. In conclusione, a mio modesto parere, anche dal testo dell'articolo 589, comma 4, c.p.p. si evince una sorta di suddivisione di competenze fra pubblico ministero presso il giudice a quo e pubblico ministero presso il giudice ad quem. Ed, infine, aggiungo non potrebbe essere altrimenti in un processo penale accusatorio che deve necessariamente garantire i diritti fondamentali dell'individuo.

Avv. Alessandro Amaolo
www.avvocatoamaolo.com


Schema illustrativo

 

ECC.MA CORTE D'APPELLO

DI……….

R.G. n….

 

Il sottoscritto……………(oppure: il sottoscritto, procuratore speciale di………….., in virtù della procura in calce al presente atto), imputato nel procedimento a margine, e condannato dal Tribunale in composizione collegiale di…………….., con la sentenza emessa in data……….., alla pena di…………….., avendo proposto impugnazione avverso tale sentenza con dichiarazione e motivi di appello depositati nella cancelleria del……….in data ………, dichiara espressamente di volere rinunciare all'impugnazione (oppure: soltanto con riferimento ai seguenti motivi………..).

Con osservanza.

Data e firma


Note:

1 Ai sensi del secondo comma dell'art. 589 c.p.p. la rinuncia all'impugnazione può essere formulata solo con dichiarazione della parte o con dichiarazione del difensore munito di procura speciale e pertanto la rinuncia proveniente dal difensore non munito di procura speciale, anche se è lui che ha presentato l'impugnazione è priva di effetto. (Cassazione Penale, sezione III, 5 giugno 2003, n. 24341)

2 La rinuncia all'impugnazione costituisce atto abdicativo di carattere formale che non ammette equipollenti, dovendo risultare espressa in modo chiaro ed inequivoco la volontà di rinunciare all'impugnazione; pertanto la dichiarazione effettuata dal procuratore generale in sede di discussione di non volere coltivare l'appello non costituisce una valida rinuncia all'impugnazione. (Cassazione Penale, sezione I, 21 dicembre 2006, n. 42157)

3 È inefficace l'atto di rinuncia al ricorso per cassazione non sottoscritto dall'indagato, ma dal solo difensore non munito di procura speciale, a nulla rilevando che egli abbia proposto l'impugnazione. (Cassazione Penale, sezione VI, 21 dicembre 2006, n. 42181)


Avv. Alessandro Amaolo
Avvocato

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