Riforma pensioni: raggiunto l'accordo tra Governo e sindacati - le nuove regole per ottenere la pensione di anzianità dal 2008
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Articolo del 30/07/2007 Autore Avv. Manuela Rinaldi Altri articoli dell'autore


Finalmente è stato raggiunto, sia con la soddisfazione delle organizzazioni sindacali che dell'esecutivo (anche se non sono mancate delle critiche in senso negativo da parte di alcune forze politiche) il fatidico accordo sulla riforma delle pensioni, tanto atteso dai lavoratori.

Secondo quanto è stato stabilito nell'accordo raggiunto tra Governo e sindacati la notte del 20 luglio scorso, a partire dal 2008 si potrà andare in pensione, anziché a 60 anni (così come previsto nella vecchia legge sulle pensioni), seguendo le regole di seguito riportate:

•  dall'anno 2008 e fino al giugno 2009: per poter ottenere la anzianità contributiva, occorreranno 35 anni di contributi e aver compiuto i 58 anni di età (59 per i lavoratori autonomi) ;

•  a partire dal primo luglio 2009 saranno introdotte le c.d. quote, vale a dire la possibilità di sommare il requisito della età anagrafica (che però non deve essere inferiore a 59 anni) con il requisito contributivo, partendo da quota 95; dal primo luglio 2009 al 31 dicembre 2010 tale quota di 95 è prevista a 59 anni per i lavoratori dipendenti a 60 anni per i lavoratori autonomi; a partire dal primo gennaio 2011 e fino al 31 dicembre 2012, la quota salirà a 96, e si riferirà a 60 anni per i lavoratori dipendenti e a 61 anni per quelli autonomi;

•  a partire dal primo gennaio 2013, invece, tale quota sarà pari a 97 , e si riferirà a 61 anni per i lavoratori dipendenti e a 62 anni per quelli autonomi; la quota in oggetto sarà applicata solamente a condizione che venga effettuata una verifica della spesa, in quanto, dopo un positivo esito, potrebbe essere deliberata ancora la quota di 96 anche dopo il periodo in questione e cioè dopo il 2013; in tale ipotesi saranno necessari 40 anni di contributi a prescindere dalla età anagrafica;

•  le donne continueranno ad andare in pensione di vecchiaia non appena raggiungeranno i 60 anni di età (saranno previste delle finestre di uscita programmata allo scopo di ritardare il godimento della pensione di anzianità).

Alcune precisazioni devono, inoltre, essere aggiunte al fine di meglio comprendere la riforma in commento; innanzitutto appare doveroso precisare che per tutti quei lavoratori addetti ai lavori usuranti , verrà mantenuta la possibilità di poter andare in pensione anticipatamente con 57 anni di età e 35 anni di contributi.

Sono considerate, ad esempio, attività usuranti:

- il lavoro notturno continuativo;

- i lavori espletati in spazi ristretti (quali ad esempio quelli all'interno di condotti, di cunicoli ecc.);

- i lavoratori addetti alle serre e alle fungaie;

- i lavori in celle frigorifere;

- i marittimi imbarcati a bordo;

- i lavori alle linee di montaggio con ritmi vincolati; sono considerati, inoltre, lavori particolarmente usuranti:

- i lavori in galleria, cave o miniere;

- i lavori cassoni ad aria compressa;

- le lavorazioni del vetro cavo;

- i lavori di asportazione dell'amianto;

- i lavori svolti da palombari.

A partire da gennaio 2010, inoltre, saranno diminuiti i coefficienti di trasformazione , vale a dire quei coefficienti che hanno lo scopo di trasformare in pensione la somma accumulata durante la vita lavorativa per coloro che avranno la pensione mediante il calcolo contributivo.

L'accordo raggiunto, infatti, prevede la costituzione di una commissione ad hoc con lo scopo di proporre delle modifiche entro il 31 dicembre 2008, che prevedano, comunque, una cadenza temporale di tre anni per poter applicare i coefficienti in questione.


Avv. Manuela Rinaldi
Avvocato
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