Il giudizio direttissimo nel processo penale
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Articolo del 19/07/2007 Autore Avv. Alessandro Amaolo Altri articoli dell'autore


La disciplina dell'istituto in oggetto è contenuta nel Titolo III del Libro VI del codice di procedura penale, più precisamente negli artt. 449 – 452 c.p.p. per ciò che concerne il Tribunale Collegiale e la Corte d'Assise e nell'articolo 558 c.p.p. per ciò che riguarda, invece, il Tribunale monocratico (nessun articolo di legge, ovviamente, per il Giudice di Pace poiché nessun procedimento speciale è stato previsto dal legislatore ex D.Lgs. 274/2000).

Il giudizio direttissimo 1 fa parte dei c.d. procedimenti speciali dibattimentali e non determina alcun beneficio premiale per l'imputato, poiché dipende dalla volontà del Pubblico Ministero che in presenza di determinati presupposti può optare per questo rito speciale. Con il giudizio direttissimo viene meno la fase dell'udienza preliminare e degli atti preliminari al dibattimento (art. 465 c.p.p. – 469 c.p.p.). In tutti i casi di giudizio direttissimo è la pubblica accusa a formare il fascicolo per il dibattimento, che viene trasmesso alla cancelleria del giudice competente (art. 138 disp. att.). Inoltre, per le parti è prevista la possibilità di indicare solo in udienza le prove di cui intendono chiedere l'ammissione, senza il deposito delle liste ex articolo 468 c.p.p.

La scelta di questo rito da parte del Pubblico Ministero non è libera, quanto piuttosto condizionata dalla presenza di specifici e ben determinati presupposti di evidenza della prova . Pertanto, il Pubblico Ministero può procedere con il rito direttissimo nei seguenti casi (art. 449 c.p.p.):

arresto in flagranza dell'indagato 2. In questo caso il Pubblico Ministero presenta al Giudice del dibattimento la persona arrestata, chiedendo sia la convalida che il giudizio (articolo 449, comma 1°, c.p.p.). Pertanto, il P.M. può esercitare questa scelta entro 48 ore dalla data dell'arresto; infatti, il termine è correlato alla medesima disposizione contenuta nell'art. 390 c.p.p.

Inoltre, nessuna rilevanza assume il fermo ex articolo 384 c.p.p., poiché tale misura precautelare prescinde da una situazione di evidenza probatoria necessaria, invece, ai fini della flagranza di reato e, quindi, del giudizio direttissimo.

● accordo delle parti (articolo 449, comma 2°, c.p.p.). Nel caso in cui il Giudice non convalidi l'arresto, è possibile procedere comunque al giudizio direttissimo solo con il consenso del Pubblico Ministero e dell'imputato; in caso contrario, gli atti sono restituiti al Pubblico Ministero (articolo 449, 2° comma, c.p.p.).

● confessione 3. In tal caso si prescinde dalla flagranza (art. 382 c.p.p.), dall'arresto e si pone attenzione solo al fatto che l'imputato abbia reso confessione. La confessione 4, a mio modesto parere, deve avere per oggetto il reato e, pertanto, una fattispecie criminosa completa di tutti i suoi elementi dal momento che una confessione avente ad oggetto soltanto una parte degli elementi della fattispecie penale rende opportune e necessarie delle indagini preliminari per poter acquisire ulteriori elementi probatori. L'articolo 449, comma 5°, c.p.p. legittima il P.M. a procedere con il rito direttissimo entro 15 giorni dalla data di iscrizione della notizia di reato nel registro delle notizie e non oltre. Pertanto, il legislatore ha previsto un'ulteriore situazione specifica di evidenza probatoria, rappresentata, in tal caso, dalla confessione resa nel corso dell'interrogatorio.

● arresto in flagranza già convalidato. Tale situazione si verifica nel caso in cui il giudizio di convalida dell'arresto sia già stato espletato davanti al G.I.P. competente, sempre attraverso il procedimento ex articolo 391 c.p.p. In tale ipotesi, il P.M., se intende procedere con giudizio direttissimo, dovrà presentare l'arrestato davanti al giudice del dibattimento entro e non oltre 15 gg. dal giorno dell'arresto (art. 449, 4° comma, c.p.p.). Inoltre, l'articolo 449, comma 3°, c.p.p. dispone che se l'arresto è convalidato, si procede immediatamente al giudizio “direttissimo” . Pertanto, il giudice del dibattimento dovrà solo accertare che l'arresto sia stato legittimamente convalidato e che la presentazione dell'arrestato non sia tardiva.

Secondo la giurisprudenza di legittimità “l'instaurazione del giudizio direttissimo a seguito di arresto definitivamente convalidato dal G.I.P. rende indiscutibile nelle fasi del giudizio di merito la sussistenza del presupposto di ammissibilità del giudizio medesimo, sicché non dovrà e non potrà essere il giudice del dibattimento o quello delle impugnazioni a poter giudicare (ed eventualmente escludere) la legittimità dell'arresto ormai definitivamente sancita nella sede propria e dal giudice a ciò deputato”. (Cassazione, sezione IV, 24 marzo 1998 – 28 aprile 1998, n. 504).

Tuttavia, il giudizio direttissimo è ammesso, anche al di fuori dei casi di arresto in flagranza e di confessione (quindi a prescindere dall'evidenza della prova) per i reati concernenti armi ed esplosivi (art. 12bis D.L. 8 giugno 1992, n. 306 conv. In L. n. 356/1992), per alcuni reati in materia di violenza in occasione di competizioni sportive (art. 8bis L. 13 dicembre 1989, n. 401, come modificato dalla legge 377/2001) ed, infine, i reati relativi all'ingresso illegale degli stranieri nel territorio dello Stato (d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286, modificato dalla legge 12 novembre 2004, n. 271).

L'evidenza della prova è l'unico denominatore comune per i casi previsti dall'articolo 449 c.p.p. che giustifica l'accelerazione dei tempi del giudizio e, di conseguenza, il venir meno della necessità dell'udienza preliminare. La rilevante evidenza probatoria ha indotto il legislatore a ritenere superflua la fase delle indagini preliminari in senso pieno ed a considerare non necessaria la valutazione del Giudice per l'udienza preliminare in merito alla opportunità o meno di procedersi a giudizio.

Il giudizio direttissimo può essere instaurato, da parte del Pubblico Ministero, con la citazione dell'imputato, se è libero, a comparire in udienza (art. 450 c.p.p.). Dopo che è stato instaurato il giudizio direttissimo, la normativa applicabile è quella prescritta per il dibattimento ordinario 5, salvo specifiche eccezioni che trovano il loro fondamento nella particolarità del rito (art. 451 c.p.p.).

Tuttavia, la mancata comunicazione dell'arresto al professionista indicato dall'imputato come difensore di fiducia e la successiva celebrazione del giudizio direttissimo non preceduta dall'avviso allo stesso difensore determinano una nullità assoluta e insanabile dell'intero procedimento per violazione del diritto di difesa a nulla rilevando la presenza e l'assistenza, nel giudizio, di un difensore d'ufficio (in tal senso si veda Cassazione penale, sezione II, 21 ottobre 1993 – 20 ottobre 1993, n. 9479).

Inoltre, il giudizio direttissimo può essere trasformato su espressa richiesta dell'imputato, ex articolo 451 comma 5° c.p.p., in altri riti speciali come l'abbreviato o il patteggiamento. Pertanto, se l'imputato chiede il giudizio abbreviato il giudice dispone che si proceda con questo rito speciale, ed a tale scopo applica le relative norme. Nello specifico, è proprio l'articolo 452 6, comma 2°, c.p.p. a disporre il rinvio agli articoli 438, comma 3° e 5° c.p.p., nonché agli articoli 441, 441bis, 442 e 443c.p.p.

A conclusione del giudizio direttissimo il giudice 7 pronuncia una sentenza di condanna o di proscioglimento, che è impugnabile secondo le regole ordinarie.

La sentenza è ordinariamente appellabile, mancando il carattere della premialità e, quindi, le connesse limitazioni di gravame. Se, invece, c'è stata la conversione in patteggiamento o in giudizio abbreviato, valgono le relative norme, anche quelle comprensive dell'appello.

Avv. Alessandro Amaolo
www.avvocatoamaolo.com

Brevi note bibliografiche

M. Sonetti – A. Pellegrino – G. Piziali – D. Vigoni – E. Zanetti, I procedimenti speciali in materia penale, Giuffrè, 2003.

Aniello Nappi “Guida al codice di procedura penale”, Giuffrè 2007.

Cordero Franco “Procedura Penale”, Giuffrè 2006.

Halley Editrice S.R.L., Codice di procedura penale 2007. Leggi complementari. Annotato con la giurisprudenza. Con schemi riepilogativi removibili e aggiornamenti on-line.

Monduzzi Editore di Bologna, Manuale di Procedura Penale, Autori :  Mario Pisani, Alfredo Molari, Vincenzo Perchinunno, Piermaria Corso, Alfredo Gaito, Giorgio Spangher (VII Edizione riveduta ed aggiornata, febbraio 2006).

Avv. Alessandro Amaolo
www.avvocatoamaolo.com


Schemi illustrativi di applicazioni pratiche del giudizio direttissimo

 

Illustrissimo Tribunale di….

Ecc.ma Corte……..

R.G. n…..

Il sottoscritto Avvocato, difensore di…….imputato nel processo a margine, per il reato di cui all'articolo………….nei cui confronti è stato instaurato giudizio direttissimo e fissata l'udienza dibattimentale in data…………, espone quanto segue.

Il giudizio direttissimo risulta essere stato promosso al di fuori delle ipotesi previste dall'articolo 449 c.p.p. Infatti, ………….(es.: indispensabilità della riunione con altri procedimenti da trattare con rito ordinario; inesistenza del requisito dell'arresto in flagranza di reato; non tempestività della presentazione dell'imputato in giudizio etc…).

Il sottoscritto chiede, di conseguenza, che l'Illustrissimo Tribunale ordini la trasmissione degli atti al Pubblico Ministero.

Con osservanza.

Data e firma

Decreto di citazione per il giudizio direttissimo

(art. 450 c.p.p.)

N…………….R.G. Notizie di reato

N…………….R…………………..

PROCURA DELLA REPUBBLICA

PRESSO IL TRIBUNALE DI…………..

 

Il Pubblico Ministero……………………..dopo aver letto gli atti del procedimento n…………………nei confronti di……………..in stato di libertà

IMPUTATO

del reato previsto e punito dall'articolo ………….per avere………………; reato commesso in danno di……………….difeso dall'Avvocato…………………………

Ritenuto che sussistono i presupposti della confessione e del limite dei 15 giorni poiché………..

CITA

il predetto imputato a comparire all'udienza del……………….ore………………avanti al……….aula………..sita al piano…………del palazzo di giustizia per il giudizio direttissimo con avvertimento che non comparendo sarà giudicato in contumacia.

Spedisce alla segreteria in sede per la notificazione del presente provvedimento e per l'avviso al difensore dell'imputato Avvocato…………..della data dell'udienza.

Ordina, altresì, la citazione per la medesima udienza di………….mandando alla segreteria per gli adempimenti di sua competenza.

Luogo e data Il P.M.

……………. ……………………

L'ausiliario

…………………


Note:

1 Il giudizio direttissimo era già noto nel vecchio codice di procedura penale del 1930 (art. 502, I° e III° comma c.p.p.) in cui, soprattutto negli ultimi anni di vigenza, aveva avuto ampia fortuna applicativa, anche a seguito di numerosi interventi legislativi volti alla creazione di un procedimento alternativo al modello inquisitorio ed ispirato a criteri di economia processuale, speditezza e celerità.

2 Nel caso di arresto nella flagranza di reato, il pubblico ministero, se intende presentare l'imputato a dibattimento per la convalida dell'arresto ed il contestuale giudizio direttissimo, è obbligato a farlo all'udienza che risulti già fissata entro le 48 ore dall'arresto e non può, in tal caso, chiedere al giudice del dibattimento la fissazione di un'apposita udienza nelle successive 48 ore: infatti, il pubblico ministero ha il potere discrezionale di scegliere se richiedere la convalida dell'arresto al giudice delle indagini preliminari o richiedere la convalida dell'arresto, ed il contestuale giudizio direttissimo, al tribunale, e nel caso abbia optato per la seconda soluzione, al fine di facilitare lo svolgimento del dibattimento, il legislatore ha previsto la possibilità per l'organo dell'accusa di richiederne la fissazione al più presto, e comunque non oltre le successive 48 ore, solo nel caso in cui il giudice non tenga udienza entro le 48 ore dall'arresto. (Cassazione penale, sezione VI, 15 luglio 2004, n. 31043)

3 Qualora il giudizio direttissimo abbia come presupposto la confessione dell'imputato, quest'ultima è inserita nel fascicolo del dibattimento unicamente a comprova della legittima introduzione del rito speciale, ma di essa non può farsi alcuna utilizzazione probatoria per il solo fatto della sua presenza nel detto fascicolo. (Cassazione penale, sezione IV, 30 marzo 2005, n. 12273).

4 La confessione può essere posta a base del giudizio di colpevolezza dell'imputato nelle ipotesi nelle quali il giudice ne abbia favorevolmente apprezzato la veridicità, la genuinità e l'attendibilità, fornendo ragione dei motivi per i quali debba respingersi ogni sospetto di intendimento autocalunniatorio o di intervenuta costrizione del soggetto smentire le originarie ammissioni di colpevolezza, dovrà allora innegabilmente riconoscersi alla confessione il valore probatorio idoneo alla formazione del convincimento della responsabilità dell'imputato (Cassazione Penale, sezione I, 17 febbraio 1992, in Cassazione Penale 1993, 2587 nota Losapio Rivista penale 1992, 852).

5 Art. 451 Svolgimento del giudizio direttissimo. – Nel corso del giudizio direttissimo si osservano le disposizioni degli articoli 470 e seguenti.

(..omissis..)

6 Art. 452 c.p.p, Trasformazione del rito – (…omissis…) Se l'imputato chiede il giudizio abbreviato, il giudice, prima che sia dichiarato aperto il dibattimento, dispone con ordinanza la prosecuzione del giudizio con il rito abbreviato.

7 Il giudice investito del giudizio direttissimo e della richiesta di convalida dell'arresto, ai sensi dell'articolo 449 c.p.p., è in ogni caso tenuto a provvedere, positivamente o negativamente, su detta richiesta di convalida come pure su quella di eventuale applicazione di una misura cautelare, pur quando si ritenga incompetente o ritenga insussistenti i presupposti del giudizio direttissimo. (Cassazione penale, sezione I, 30 marzo 2006, n. 11322)


Avv. Alessandro Amaolo
Avvocato

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