Breve commento alle sanzioni disciplinari irrogabili per gli avvocati
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Articolo del 19/07/2007 Autore Avv. Alessandro Amaolo Altri articoli dell'autore


Un breve commento alle sanzioni disciplinari irrogabili per gli avvocati ex articoli 38, 39, 40, 41, 42 e 43 della legge professionale R.D. L. 1578/1933, così come novellata dall'articolo 1 legge 17 febbraio 1971, n. 91 -


Le sanzioni disciplinari irrogabili agli avvocati sono sostanzialmente cinque: l'avvertimento, la censura, la sospensione dall'albo, la cancellazione e la radiazione.

L'avvertimento consiste in un richiamo sulla mancanza commessa ed alla esortazione a non reiterarla nuovamente nel tempo; è comunicato all'interessato con lettera del presidente del Consiglio dell'Ordine competente

La censura , invece, è una dichiarazione formale della mancanza e del biasimo incorso. Consiste in una severa ammonizione ben articolata e che lasci traccia certa nella coscienza dell'incolpato ed, inoltre, agli atti del Consiglio dell'Ordine quale precedente di riferimento.

La sospensione impedisce l'esercizio della professione per non meno di 2 mesi e per un periodo non superiore ad 1 anno. Pertanto, questa incide profondamente sulla vita professionale dell'Avvocato, privandolo del cd. ius postulandi ed imponendogli, così, l'interruzione dei procedimenti in corso e tutte le necessarie, inevitabili comunicazioni ai clienti.

La cancellazione inibisce al professionista l'esercizio della professione per un tempo illimitato. Comportano la cancellazione di diritto dall'albo professionale l'interdizione temporanea dai pubblici uffici o dall'esercizio della professione, il ricovero in ospedale psichiatrico 1 giudiziario nei casi dell'articolo 222, comma 2°, c.p. e l'assegnazione a una colonia agricola o casa di lavoro.

La radiazione ha il medesimo effetto della cancellazione. Tuttavia, l'interessato può chiedere una nuova iscrizione solo dopo cinque anni o la riabilitazione se deriva da una sentenza penale di condanna. Inoltre, comportano la radiazione di diritto l'interdizione perpetua dai pubblici uffici o dall'esercizio della professione di avvocato e la condanna per i reati di cui agli articoli 372, 373, 374, 377, 380, 381 c.p 2. Secondo il mio modesto parere, a tale elenco, si potrebbero utilmente aggiungere anche i reati p. e p. dall'art. 382 c.p. “Millantato credito del patrocinatore” e dall'art. 374-bis c.p. di “False dichiarazioni o attestazioni in atti destinati all'autorità giudiziaria”.

Inoltre, i provvedimenti di sospensione e radiazione sono comunicati a tutti i Consigli dell'Ordine della Repubblica ed alle autorità giudiziarie del distretto a cui il professionista appartiene (art. 46 Regio Decreto Legge n. 1578/1933).

A ciò si aggiunga che il professionista radiato dall'albo può esservi nuovamente reiscritto soltanto dopo 5 anni a condizione che, se la radiazione dipese da condanna, sia stato nel frattempo riabilitato. Tuttavia, il termine è elevato a 6 anni se la condanna fu pronunciata per delitto commesso con abuso di prestazioni d'opera di avvocato ovvero contro la Pubblica Amministrazione , quella della Giustizia, contro la fede pubblica o il patrimonio (art. 47 Regio Decreto Legge n. 1578/1933).

In aggiunta a quanto sopra esposto, resta da dire che la legge R.D. 1578/1933, con l'articolo 43, prevede anche l'istituto della sospensione cautelare a condizione che l'iscritto sia stato sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale, o sia stato raggiunto da un mandato, o ordine di comparizione, accompagnamento. Si tratta di una misura discrezionale di competenza del Consiglio dell'Ordine di iscrizione dell'interessato oppure di quello del luogo dove l'illecito è stato posto in essere 3.

In estrema sintesi si può, ragionevolmente, affermare che vi sono sanzioni formali (avvertimento e censura), che si traducono in una deplorazione del comportamento posto in essere dal professionista, senza nessuna incidenza sulla sua attività professionale, ed, invece, sanzioni sostanziali (sospensione, cancellazione e radiazione) , che impediscono in modo temporaneo oppure definitivo l'esercizio della professione di avvocato.

Si riportano in allegato alcuni articoli della legge professionale per gli Avvocati.

R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578.
Ordinamento delle professioni di avvocato e procuratore 4

TITOLO IV
Della disciplina degli avvocati e dei procuratori

38. Salvo quanto è stabilito negli artt. 130, 131 e 132 del codice di procedura penale e salve le disposizioni relative alla polizia delle udienze, gli avvocati ed i procuratori che si rendano colpevoli di abusi o mancanze nell'esercizio della loro professione o comunque di fatti non conformi alla dignità e al decoro professionale sono sottoposti a procedimento disciplinare 5.
La competenza a procedere disciplinarmente appartiene tanto al Consiglio dell'ordine che ha la custodia dell'albo in cui il professionista è iscritto, quanto al Consiglio nella giurisdizione del quale è avvenuto il fatto per cui si procede: ed è determinata, volta per volta, dalla prevenzione. Il Consiglio dell'ordine che ha la custodia dell'albo nel quale il professionista è iscritto è tenuto a dare esecuzione alla deliberazione dell'altro Consiglio 6.
Il procedimento disciplinare è iniziato di ufficio o su richiesta del Pubblico Ministero presso la Corte d'appello o il Tribunale, ovvero su ricorso dell'interessato.
Il potere disciplinare in confronto degli avvocati e dei procuratori che siano membri di un Consiglio dell'ordine spetta al Consiglio nazionale forense.
Nel caso preveduto nell'art. 33, comma sesto, le funzioni inerenti al potere disciplinare, attribuite al Direttorio del sindacato nazionale, sono esercitate dal comitato di cui allo stesso art. 33, comma sesto.

39. I discorsi, gli scritti ed in generale gli atti politici non possono formare oggetto di procedimento disciplinare tranne il caso che costituiscano una manifestazione di attività contraria agli interessi della Nazione.

40. Le pene disciplinari , da applicarsi secondo i casi sono:
1) l'avvertimento , che consiste nel richiamare il colpevole sulla mancanza commessa e nell'esortarlo a non ricadervi, ed è dato con lettera del Presidente del Consiglio dell'ordine;
2) la censura , che è una dichiarazione formale della mancanza commessa e del biasimo incorso;
3) la sospensione dall'esercizio della professione per un tempo non inferiore a due mesi e non maggiore di un anno , salvo quanto è stabilito nell'art. 43;
4) la cancellazione dall'albo ;
5) la radiazione dall'albo 7.

41. La radiazione è pronunciata contro l'avvocato o il procuratore che abbia comunque, con la sua condotta, compromesso la propria reputazione e la dignità della classe forense 8.

42. Importano di diritto la radiazione dagli albi degli avvocati e dei procuratori:
a) l'interdizione perpetua dai pubblici uffici o dall'esercizio della professione di avvocato o di procuratore:
b) la condanna per uno dei reati preveduti negli articoli 372, 373, 374, 377, 380 e 381 del codice penale.
Importano di diritto la cancellazione dagli albi:
a) l'interdizione temporanea dai pubblici uffici o dall'esercizio della professione di avvocato o di procuratore;
b) il ricovero in manicomio giudiziario nei casi indicati nell'articolo 222, comma secondo, del codice penale;
c) l'assegnazione ad una colonia agricola od a una casa di lavoro.
I provvedimenti preveduti nel presente articolo sono adottati dal Consiglio dell'ordine, sentito il professionista 9.

43. Oltre i casi di sospensione dall'esercizio della professione preveduti nel codice penale, importano di diritto la sospensione dall'esercizio della professione:
a) il ricovero in un manicomio giudiziario fuori dei casi preveduti nell'articolo precedente, il ricovero in una casa di cura o di custodia, l'applicazione di una tra le misure di sicurezza non detentive prevedute nell'articolo 215 del codice penale, comma terzo, numero 1), 2) e 3);
b) l'applicazione provvisoria di una pena accessoria o di una misura di sicurezza, ordinata dal giudice a norma degli articoli 140 e 206 del codice penale.
La sospensione è dichiarata dal Consiglio dell'ordine, sentito il professionista.
Il Consiglio può pronunciare, sentito il professionista, la sospensione dell'avvocato o del procuratore sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale o contro il quale sia stato emesso mandato od ordine di comparizione o di accompagnamento, senza pregiudizio delle più gravi sanzioni.
Nei casi preveduti nel presente articolo la durata della sospensione non è assoggettata al limite stabilito nell'articolo 40, n. 3 10.

Avv. Alessandro Amaolo
www.avvocatoamaolo.com


1 Con l'abolizione dei manicomi giudiziari e con il nuovo codice di procedura penale del 1988, nonché con la Legge n. 91/1971 il contesto in cui tale norma opera non è più così chiaro a mio parere.

2Falsa testimonianza (art. 372 c.p.), Falsa perizia o interpretazione (art. 373 c.p.), Frode processuale (art. 374 c.p.), Intralcio alla giustizia (art. 377 c.p.) Patrocinio o consulenza infedele (art. 380 c.p.), Altre infedeltà del patrocinatore o del consulente tecnico (art. 381 c.p.).

3Cassazione civile, sezioni unite, 1 aprile 1993, n. 3882 : La regola (dettata dall'art. 38, secondo comma, del r.d.l. 27 novembre 1933 n. 1578) secondo la quale la competenza a procedere disciplinarmente a carico di avvocati e procuratori appartiene tanto al consiglio dell'ordine che ha la custodia dell'albo in cui il professionista è iscritto quanto al consiglio nella cui giurisdizione è avvenuto il fatto per cui si procede, ed è determinata, volta per volta, dal criterio della prevenzione , si riferisce al procedimento disciplinare nel suo insieme e pertanto, per il suo carattere generale, è applicabile anche alla fase iniziale di tale procedimento relativa all'adozione di una misura cautelare, come quella della sospensione dall'esercizio della professione, non integrando deroga al principio generale anzidetto le specifiche disposizioni degli artt. 43 e 44 della stessa legge professionale.

4 Legge 24 febbraio 1997, n. 27 ha soppresso l'albo dei procuratori legali (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 27 febbraio 1997, n. 48)

5 Si vedano gli articoli da 47 a 51, Regio Decreto 22 gennaio 1934, n. 37.

6 L'originario secondo comma è stato sostituito dagli attuali secondo e terzo comma dell'articolo 1, n. 15, L . 23 marzo 1940, n. 254.

7 Così sostituito dall'articolo 1, Legge 17 febbraio 1971, n. 91 (Gazzetta Ufficiale 27 marzo 1971, n. 77)

8 Così sostituito dall'articolo 1, Legge 17 febbraio 1971, n. 91 (Gazzetta Ufficiale 27 marzo 1971, n. 77)

9 Articolo prima modificato dall'articolo unico L. 22 gennaio 1934, n. 36 e poi così sostituito dall'articolo 3, L . 17 febbraio 1971, n. 91 (Gazzetta Ufficiale 27 marzo 1971, n. 77).

10 Articolo così sostituito dall'articolo 4, Legge 17 febbraio 1971, n. 91 (Gazzetta Ufficiale 27 marzo 1971, n. 77).


Avv. Alessandro Amaolo
Avvocato

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