Decreto Legislativo 267/2000: Il Consiglio Comunale
Condividi su Facebook | Discuti nel forum | Consiglia | Scrivi all'autore | Errore |

Articolo del 26/06/2007 Autore Avv. Alessandro Amaolo Altri articoli dell'autore


L'articolo 42 del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 definisce il Consiglio Comunale come un organo di indirizzo e di controllo politico – amministrativo. Il Consiglio è, altresì, un organo rappresentativo dell'ente che impegna il Comune con atti che hanno rilevanza esterna. Si tratta di un organo deliberativo collegiale, nel senso che è composto da più persone fisiche ma, nello stesso tempo, è un centro unitario di poteri del Comune stesso.

Il Consiglio Comunale ha competenza sui seguenti atti fondamentali:

•  gli statuti dell'ente e delle aziende speciali, regolamenti salva l'ipotesi di cui all'articolo 48 comma 3° del D.Lgs. 267/2000, criteri generali in materia di ordinamento degli uffici e dei servizi;

•  programmi, relazioni previsionali e programmatiche, piani finanziari, programmi annuali triennali e elenco annuale dei lavori pubblici, bilanci annuali e pluriennali e relative variazioni, rendiconto, piani territoriali ed urbanistici, programmi annuali e pluriennali per la loro attuazione, eventuali deroghe ad essi, i pareri da rendere nelle dette materie;

•  convenzioni tra i comuni e quelle tra comuni e provincia, la costituzione e la modificazione di forme associative;

•  istituzione, compiti e norme di funzionamento degli organismi di decentramento e di partecipazione;

•  l'organizzazione dei pubblici servizi, costituzione di istituzioni e di aziende speciali, concessione di pubblici servizi, partecipazione dell'ente locale a società di capitali, affidamento di attività o servizi mediante convenzione;

•  istituzione e ordinamento dei tributi, con esclusione delle relative aliquote; disciplina generale delle tariffe 1 per la fruizione dei beni e dei servizi;

•  indirizzi da osservare da parte delle aziende pubbliche e degli enti dipendenti, sovvenzionati o sottoposti a vigilanza;

•  contrazione di mutui e aperture di credito non previste espressamente in atti fondamentali del consiglio ed emissione di prestiti obbligazionari;

•  spese che impegnino i bilanci per gli esercizi successivi, escluse quelle relative alle locazioni di immobili ed alla somministrazione e fornitura di beni e servizi a carattere continuativo;

•  acquisti e alienazioni immobiliari, relative permute, appalti e concessioni che non siano previsti espressamente in atti fondamentali del consiglio o che non ne costituiscano mera esecuzione e che, comunque, non rientrino nella ordinaria amministrazione di funzioni e servizi di competenza della giunta, del segretario o di altri funzionari;

•  definizione degli indirizzi per la nomina e la designazione dei rappresentanti del comune presso enti, aziende ed istituzioni, nonché nomina dei rappresentanti del consiglio presso enti, aziende ed istituzioni ad esso espressamente riservate dalla legge.

Inoltre, le deliberazioni in ordine agli argomenti di competenza del consiglio comunale non possono essere adottate in via d'urgenza da altri organi del comune, salvo quelle attinenti alle variazioni di bilancio adottate dalla giunta e da sottoporre a ratifica del consiglio nei sessanta giorni successivi, a pena di decadenza. Il Consiglio Comunale esercita la propria funzione di indirizzo con l'approvazione dei provvedimenti amministrativi di sua competenza, di mozioni e di ordini del giorno.

Il Consiglio Comunale è dotato di un regolamento che è approvato dal Consiglio stesso con la maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati; nel bilancio comunale è garantito un apposito stanziamento per il funzionamento del Consiglio.

È, altresì, di competenza del Consiglio l'adozione di un regolamento per la Polizia Locale.

Il Consiglio si riunisce in seduta pubblica, salvo i casi previsti dalla legge o dal regolamento. Ogni Presidente del Consiglio predispone adeguate forme di pubblicità delle convocazioni e delle decisioni assunte dal Consiglio.

In base a quanto stabilito dal 1° comma dell'articolo 39 D.Lgs. 267/2000, i Consigli comunali dei Comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti sono presieduti da un Presidente eletto tra i consiglieri nella prima seduta del Consiglio. Invece, nei Comuni con popolazione fino a 15.000 spetta alla statuto comunale prevedere la figura del Presidente del Consiglio.

Alle adunanze del Consiglio deve assistere il Segretario comunale al quale, inoltre, è affidata la funzione di verbalizzare tutte le operazioni effettuate nel corso della seduta.

Le delibere approvate dal Consiglio vengono pubblicate all'albo pretorio per 15 giorni consecutivi ai sensi dell'articolo 124, comma 1°, del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267.

L'articolazione del Consiglio Comunale è basata al proprio interno, quando lo Statuto lo preveda ex articolo 38, comma 6° - D.lgs. 267/2000, su commissioni permanenti e commissioni speciali costituite nel rispetto del rapporto numerico tra maggioranza e minoranza e del criterio proporzionale tra i gruppi. Sempre in tema di commissioni, si può aggiungere che la legge 81/1993 ha introdotto, altresì, le c.d. commissioni di indagine; il legislatore ha, successivamente, reinserito nuovamente tali commissioni di indagine all'interno del D.Lgs. 267/2000 e, precisamente, nell'articolo 44, comma 2 2, del sopraccitato decreto legislativo. Pertanto, è proprio il regolamento consiliare a determinare il numero e le competenze delle commissioni costituite per materie omogenee, la loro composizione ed il funzionamento.

Il Consiglio Comunale si compone di un numero variabile di consiglieri; la durata del mandato è di 5 anni e va di pari passo con quello del Sindaco. Nei comuni con più di 15 mila abitanti i seggi vengono attribuiti secondo il sistema proporzionale 3, mentre, invece, nei comuni con meno di 15 mila abitanti i seggi del consiglio sono attribuiti per 2/3 alla lista del candidato vincente secondo il sistema maggioritario 4.

I singoli consiglieri 5 comunali hanno la possibilità di presentare mozioni 6, osservazioni, raccomandazioni ed interrogazioni 7 nonché interpellanze. Un quinto dei consiglieri può, altresì, richiedere che il Consiglio si riunisca ed il Presidente è tenuto a provvedere entro e non oltre i venti giorni dalla richiesta. Inoltre, i consiglieri possono anche esercitare il diritto di accesso 8, proprio in ragione del loro mandato elettorale, nei confronti di tutti gli atti 9 ravvisati “in qualunque modo e per qualsiasi motivo utili all'esercizio del mandato ricevuto dal corpo elettorale”. Inoltre, si può aggiungere che ogni singolo consigliere comunale può vantare un diritto di accesso verso gli atti del comune, senza obbligo di motivare alcunché; l'esistenza e l'attualità dell' interesse devono ritenersi presunte iuris et de iure dalla legge.

Il numero dei componenti del Consiglio varia a seconda della popolazione residente nel Comune ed è così determinato, ai sensi dell'articolo 37 D.Lgs. 267/2000:

● 60 consiglieri nei comuni con più di 1.000.000 abitanti;

● 50 consiglieri nei comuni con più di 500.000 abitanti;

● 46 consiglieri nei comuni con più di 250.000 abitanti;

● 40 consiglieri nei comuni con più di 100.000 abitanti o che, pur avendo popolazione inferiore, siano capoluoghi di provincia;

● 30 consiglieri nei comuni con più di 30.000 abitanti;

● 20 consiglieri nei comuni con più di 10.000 abitanti;

● 16 consiglieri nei comuni con più di 3.000 abitanti;

● 12 consiglieri negli altri comuni.

 

Inoltre, al numero dei componenti va aggiunto anche il Sindaco che è per legge membro di diritto del consiglio (art. 46, comma 1°, D.Lgs. 267/2000).

Infine, resta da precisare che i consiglieri comunali hanno diritto di percepire, ex art. 82 comma 2 D.Lgs. 267/2000, un gettone di presenza per la partecipazione a consigli e commissioni. Tuttavia, in nessun caso l'ammontare percepito nell'ambito di un mese da un consigliere può superare l'importo pari ad un terzo dell'indennità massima prevista per il rispettivo Sindaco di cui al comma 8 dell'articolo 82 D.Lgs. 267/2000.

Avv. Alessandro Amaolo
www.avvocatoamaolo.com


1 L'introduzione del sistema di tariffazione all'interno delle ZTL, riferendosi l'art. 7, comma 9°, Codice della Strada genericamente ai “Comuni”, è di competenza del Consiglio Comunale ai sensi dell'articolo 42, comma 2°, lettera f) del D.Lvo 18 agosto 2000 n. 267 che espressamente riserva all'assemblea “la disciplina generale delle tariffe per la fruizione dei beni e dei servizi (T.A.R. Campania, Sezione I, 28 febbraio 2005, n. 1323).

2 Articolo 44 , comma 2°, D.Lgs. 267/2000: Garanzia delle minoranze e controllo consiliare – Il consiglio comunale, a maggioranza assoluta dei propri membri, può istituire al proprio interno commissioni di indagine sull'attività dell'amministrazione. I poteri, la composizione ed il funzionamento delle suddette commisioni sono disciplinati dallo statuto e dal regolamento consiliare.

3 Articolo 73 D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267: Elezione del consiglio comunale nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti.

4 Articolo 71 D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267: Elezione del sindaco e del consiglio comunale nei comuni sino a 15.000 abitanti. – Nei comuni con popolazione sino a 15.000 abitanti, l'elezione dei consiglieri comunali si effettua con sistema maggioritario contestualmente alla elezione del sindaco. (..omissis..)

5 Si veda in tal senso l'articolo 43 Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267.

6 La mozione è un atto finalizzato a promuovere su un certo argomento una pronuncia, una decisione relativamente ad una determinata situazione.

7 L'interrogazione è una richiesta scritta rivolta dal consigliere al Sindaco o alla Giunta tra la cui finalità è appurare se un determinato fatto corrisponda a verità o se taluna informazione sia esatta.

8 Ai sensi dell'art. 43 del d.lgs. n. 267/2000 il consigliere comunale ha diritto ad ottenere dagli uffici del proprio comune “tutte le notizie e le informazioni utili all'espletamento del mandato” e tra questi la giurisprudenza include anche i pareri legali (si veda in tal senso il Consiglio di Stato, con la sentenza 4 maggio 2004 n. 2716).

9 Sussiste il diritto di un consigliere comunale di accedere al protocollo generale del Comune per lo svolgimento del suo mandato. Poiché, tuttavia, sotto il profilo organizzativo, l'accesso al protocollo comunale può creare intralcio all'attività degli uffici, l'amministrazione può prevedere delle limitazioni nell'orario e nella facoltà di ottenere l'assistenza del personale addetto; tali limitazioni devono essere comunque proporzionate alle esigenze di servizio (T.A.R. Lombardia, Brescia, 1° marzo 2004 n. 163). Il diritto di accesso del consigliere comunale, tuttavia, non può essere esercitato nei confronti di atti (quale un parere dell'Avvocatura comunale relativo ad un processo pendente) da ritenere segreti; non può ritenersi, infatti, che il consigliere comunale, in tale veste, possa accedere a tutti i documenti, anche segreti, dell'amministrazione, assumendo solo l'obbligo di non divulgare le relative notizie (Consiglio di Stato, sezione V, 2 aprile 2001 n. 1893).


Avv. Alessandro Amaolo
Avvocato

www.avvocatoamaolo.com
^ Vai all' inizio


Articoli correlati

Articoli su Overlex per l'argomento: pubblica amministrazione

» Tutti gli articoli su overlex in tema di pubblica amministrazione

Siti di interesse per l'argomento: pubblica amministrazione

» Visure camerali on line
Visure, bilanci, protesti on line






Concorso miglior articolo giuridico pubblicato su Overlex
Clicca qui
logo del sito
Il Quotidiano giuridico on line ISSN 2280-613X


Loading