Visionare materiale pedopornografico è reato ai sensi della legge 38/06?
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Articolo del 23/05/2007 Autore Avv. Veronica Ribbeni Altri articoli dell'autore


La legge 38/06 “Disposizioni in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia anche a mezzo Internet” ha modificato la precedente legge 269/98 “ Norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale in danno di minori, quali nuove forme di riduzione in schiavitù”.

L'art. 3 della l. 38/06 ha sostituito l'art. 600 quater del codice penale con quanto segue:

“ Art. 600- quater . - (Detenzione di materiale pornografico) . - Chiunque, al di fuori delle ipotesi previste dall'articolo 600- ter , consapevolmente si procura o detiene materiale pornografico realizzato utilizzando minori degli anni diciotto, è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa non inferiore a € 1.549.

La pena è aumentata in misura non eccedente i due terzi ove il materiale detenuto sia di ingente quantità”.

L'art. 4 della citata legge ha inserito dopo l'art. 600 ter e 600 quater c.p., quanto segue:

“Art. 600- quater .1. (Pornografia virtuale) . Le disposizioni di cui agli articoli 600- ter e 600- quater si applicano anche quando il materiale pornografico rappresenta immagini virtuali realizzate utilizzando immagini di minori degli anni diciotto o parti di esse, ma la pena è diminuita di un terzo.

Per immagini virtuali si intendono immagini realizzate con tecniche di elaborazione grafica non associate in tutto o in parte a situazioni reali, la cui qualità di rappresentazione fa apparire come vere situazioni non reali”.

Trattasi di pornografia virtuale .

Preliminarmente è necessaria una distinzione fra il visionare e il disporre di materiale pedopornografico, distinzione che, probabilmente a causa della mancanza di un'adeguata informazione, è solita creare confusione non solo tra i fruitori di internet, ma anche tra coloro che, per i più disparati motivi, sono interessati ad una materia tanto delicata e discussa quale la pedopornografia.

Analizzando le due fattispecie p. e p. ex art. 600 quater e 600 quarter – 1 si evince che i comportamenti che costituiscono reato sono rappresentati dalla condotta di chi si procura materiale pedopornografico e quella di chi detiene materiale pedopornografico.

Entrambe le citate condotte devono essere caratterizzate da un elemento soggettivo: la consapevolezza.

Visionare materiale pedopornografico, volontariamente o meno, non è condotta penalmente rilevante.

Con la sentenza n° 1619 del 22 aprile 2004 il Tribunale di Brescia, II sezione penale, ha assolto ***** dal reato a lui ascritto.

Imputato ex artt . 81 e 600 quater c.p. , perché, con più azioni   esecutive  di  un  medesimo  disegno  criminoso, si procurava materiale prodotto mediante lo sfruttamento sessuale di minori di anni diciotto, e deteneva sul proprio personal computer maxi-tower assemblato, con installati due hard disk, n. 11 immagini a carattere pedopornografìco sul disco "C" contenute in un file compresso protetto da password, ***** è stato assolto per non aver commesso il fatto.

Nella motivazione di tale sentenza si legge che la ratio dell'art. 600 quater c.p. ha come elementi costitutivi, sul piano obiettivo la detenzione di materiale a contenuto pedopornografico, sul piano soggettivo la consapevolezza non solo, com'è ovvio, della detenzione del materiale, ma soprattutto della natura illecita e, in specifico afferente allo sfruttamento di minori, del materiale stesso.

La norma - si legge- punendo chi “si procura o dispone di materiale illecito, e non chi semplicemente lo visiona, consente lo svolgimento della pretesa punitiva non nei confronti di tutti coloro i quali, navigando in internet entrino in contatto con immagini aventi quel contenuto, ma coloro che “se ne approprino”, “salvandole” e veicolandole o sul disco fisso del p.c. o su altri supporti, con esso interfacciabili, che ne consentano la visione o comunque la riproduzione.

Lo scaricamento dei materiali, ovviamente, deve essere consapevole e volontario, dovendosi escludere profili di responsabilità penale nei casi in cui il materiale rinvenuto sul p.c. costituisca la mera traccia di una trascorsa consultazione del web, creata dai sistemi di salvataggio automatico del personal computer ”.

La Difesa di ***** ha dimostrato come il materiale rinvenuto nel suo p.c. fosse dovuto ad un errore commesso dallo stesso, che riteneva si trattasse dell'aggiornamento di un gioco. ***** si è limitato a scaricare il citato file protetto, ma non riuscendo ad aprirlo l'ha dimenticato nella memoria del suo computer…

La citata sentenza ha soprattutto il merito di aver evidenziato l'esistenza della distinzione fra il visionare e il disporre di materiale pedopornografico.

Visionare materiale pedopornografico, dunque, non è reato.

Comportamenti perseguiti penalmente sono il procurarsi materiale pedopornografico e il disporne, ma chi si reca su siti pornografici e incorre in materiale avente come soggetti ritratti minori di anni diciotto, così come chi, navigando, visiona tali immagini, non è penalmente responsabile ex art 600 quater .

Vi è tuttavia chi, proprio alla luce di ciò, ritiene che visionare o detenere materiale pedopornografico sia preferibile rispetto al comportamento di chi effettivamente usa violenza ai minori.

Certo è che fra tutti coloro che usufruiscono della pedopornografia vi sono molte persone disinteressate ai comportamenti pedofili, e che risultano essere cultori della pornografia in genere, semplici curiosi e così via.

Probabilmente ciò che tutti costoro ignorano è la maniera in cui tale materiale viene prodotto. Non si tratta, infatti, di immagini costruite o modificate al computer, ma di foto e filmati che riprendono adulti e bambini o anche solo bambini fra loro che compiono effettivamente quanto ripreso.

I bambini sono, spesso, addirittura costretti a sorridere durante il compimento di tali atti, e spesso vengono sottoposti ad azioni degradanti, abusanti e umilianti.

Nessuna immagine di abuso sui bambini viene prodotta senza sofferenza o sfruttamento dei predetti.

E il fruitore di questo materiale è “consumatore finale” di questa produzione.

Si tratta, com'è ovvio, di un mercato. Secondo la comune definizione di mercato esso è l'insieme degli acquirenti effettivi e potenziali di un prodotto.. ma anche dei venditori.

Se qualcuno vuol visionare una foto, qualcun'altro deve pur scattarla.

Fin quando esisterà una domanda, esisterà un'offerta.

L'acquisizione, a titolo gratuito o oneroso, di materiale a contenuto pedopornografico non può non contribuire a incrementare tale mercato, e conseguentemente dispiega un effetto di consolidamento e allargamento del medesimo.


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