I docenti, quali pubblici dipendenti, sono obbligati a timbrare il cartellino segnatempo?
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Articolo del 05/02/2007 Autore Avv. José Sorrento Altri articoli dell'autore


In alcune scuole pubbliche, anche ai docenti è imposto di attestare la loro presenza mediante la timbratura del cartellino marcatempo, nonché a dover apporre la propria firma nel registro o giornale di classe. Tale obbligo, di solito, viene impartito con cosiddetta circolare interna adottata dal dirigente scolastico unilateralmente. Talvolta, in tale ordine di servizio è contenuto un invito cortese alla collaborazione, ma che simula surrettiziamente, qualora sia declinato, la comminazione di sanzioni disciplinari che, taluni presidi hanno inflitto, come provano alcune vertenze giudiziarie: tutte, sinora, decise,però, a favore del dipendente-insegnante.

I dirigenti scolastici giustificano, frequentemente, l'adozione di tale determinazione o provvedimento a ragione di quanto previsto dall'art. 22 della legge n. 724/1994.

Accade, così, che in ambito del rapporto del pubblico impiego, i docenti debbano attestare più volte non solo la loro presenza sul posto di lavoro, ma anche di certificare di svolgere e di aver svolto il proprio orario quotidiano e settimanale di lezione : timbrando il cartellino all'ingresso e all'uscita da scuola, e firmando anche il giornale di classe ogni volta che si accingono e si avvicendano nello svolgimento delle lezioni nelle diverse classi di alunni a loro assegnate.

La risposta alla domanda, con cui abbiamo inteso introdurre la tematica odierna è indubbiamente negativa.

Affermano,infatti, i Tribunali del lavoro – ad onore del vero e per fortuna, nelle poche occasioni che si sono pronunciati in subiecta materia, come nella fattispecie decisa, di recente, dal Giudice di Torino con sentenza del 20 giugno 2006 - che “ … manca un'espressa norma di legge che preveda la verifica dell'orario degli insegnanti a mezzo cartellino orario. Né può essere considerata tale l'articolo 22 della legge n.724/ 1994, che prevede l'accertamento mediante sistemi automatizzati dell'orario nelle amministrazioni pubbliche, in un contesto normativo in cui si specifica che la P.A. deve articolare il proprio orario tra mattina e pomeriggio; la norma in questione evidentemente si attaglia alle amministrazioni che offrono un servizio al pubblico con cadenza quotidiana e continua da mattina a pomeriggio .” La mentovata Autorità giudiziaria ordinaria, nel motivare la sua pronuncia con cui ha dichiarato illegittima la sanzione inflitta ad una insegnate per non aver timbrato il cartellino segnatempo, prosegue asserendo che la prestazione dell'insegnante, invece, è evidentemente strutturata in forma del tutto diversa, essendo vincolata al rispetto dell'orario scolastico di lezioni ( rispetto rilevabile dai registri di classe, che rappresentano pur sempre una forma obiettiva di riscontro )”.

Alle puntuali ed ineccepibili considerazioni giuridiche e fattuali del citato giudicante occorre non far sconto di tuziorismo osservando che, con la stipula dell'ultimo CCNL–scuola, sono state disapplicate tutte le disposizioni di legge in vigore concernenti il rapporto di lavoro nella scuola, tranne quelle espressamente confermate e richiamate nello stesso contratto collettivo. Sicché anche la norma che impone la timbratura del cartellino ai pubblici dipendenti, poiché non espressamente rievocata dal CCNL-scuola, in ogni caso, è stata disapplicata.

Non di meno, le modalità di accertamento della presenza in servizio del docente, anche in difetto di espressa normativa, sono atti di organizzazione che la privatizzazione del rapporto di pubblico impiego ha demandato alla contrattazione e che si informano ai meccanismi previsti dal diritto privato. E ¢ possibile, pertanto, che la materia circa gli strumenti di verifica oraria del personale sia negoziata e regolata in ambito di contrattazione di istituto, ai sensi dell'art. 6 del CCNL. Ma in mancanza di un espressa disposizione di legge o di clausola contrattuale, la timbratura del cartellino non può essere imposta unilateralmente dal dirigente scolastico : ne conseguirebbe la sua illegittimità, come illegittima sarebbe la sanzione disciplinare irrogata per mancata ottemperanza al relativo ordine di servizio. In tal senso si è espressa di recente la Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro, con sentenza n.11025 del 12 maggio 2006.


Avv. José Sorrento
Avvocato
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