La responsabilita' civile degli insegnanti
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Articolo del 22/01/2007 Autore Avv. José Sorrento Altri articoli dell'autore


Teoria generale – La responsabilità civile è un particolare obbligo ,al quale sono tenuti i sodgetti a seguito dell'inosservanza di determinate regole giuridiche da cui sia derivato un ingiusto danno. Essa, in campo privatistico, è ritenuta una speciale sanzione civile collegata ad un comportamento non corretto, che origina da inadempimento contrattuale ( art. 1218 cod. civ.),oppure a ragione della violazione dell'elementare principio del neminem laedere ( art. 2043 e segg. del codice civile).

Salve alcune eccezioni, nelle quali si è oggettivamente responsabile, la sanzione o l'obbligo nasce solo in presenza dell'elemento subiettivo della colpevolezza, nelle due forme del dolo e della colpa : ossia come conseguenza di un atto “ contra ius” volontario e cosciente, ovvero per negligenza, imprudenza o imperizia.

Sul piano processuale, decisiva risulta la diversa fonte della responsabilità. Invero, nel caso di responsabilità contrattuale ( ex art. 1218 cod. civ.) la colpevolezza si presume “ juris tantum”,per cui opera l'inversione dell'onere della prova : sarà il danneggiante ( debitore, convenuto in giudizio) tenuto alla prova liberatoria; di contro, qualora il danno sia di natura extracontrattuale ( art. 2043 e segg. cod. civ.) sarà il danneggiato ( attore nel processo) onerato a provare la colpevolezza del convenuto con ogni mezzo di prova, non esclusa la confessione dello stesso autore dell'illecito ( il danneggiante).

Quanto ai fatti illeciti che possono verificarsi a scuola ( ad esempio i recenti atti di bullismo),dopo un periodo di contrasti dottrinali e giurisprudenziali tra le opposte tesi, oggi è pacificamente ritenuto che la responsabilità civile che ne deriva, sia per danni causati dagli alunni sia per quelli da essi subiti, sia riconducibile all'illecito “ aquiliano”( termine lessicale giuridico riferibile all'illecito extracontrattuale).

Responsabilità diretta o indiretta della scuola?- La risposta della giurisprudenza a tale domanda, che ha aperto confronti dialettici tra opposte tesi dottrinali, è stata sempre costante: l'istituzione scolastica è chiamata a rispondere direttamente sia per danni subiti dagli alunni durante la loro permanenza a scuola, sia per danni da essi cagionati a terzi, salvo rivalsa. Ciò significa che le parti processuali legittimate ad agire e a contraddire in un giudizio promosso per danni subiti a scuola da alunni, sono rispettivamente il danneggiato, o chi lo rappresenta nel caso di minorenne ( attore), ed il legale rappresentante dell'amministrazione scolastica ( convenuto). In altri termini, i docenti, per i fatti dannosi subiti o causati da alunni a scuola, rimangono estranei nel rapporto processuale: vale a dire non possono essere chiamati in giudizio per difetto di legittimazione passiva. Tuttavia essi possono successivamente essere chiamati a rispondere in “ rivalsa” dalla amministrazione scolastica, dinanzi alla Corte dei conti.

La rivalsa della scuola ex art. 61 della legge n.312/ 1980 - L'istituto della responsabilità civile per fatti accaduti nella scuola e imputabili alle persone che convivono in tale comunità come utenti ( alunni) o come lavoratori dipendenti ( docenti e personale scolastico), è stato contemplato in una disciplina speciale : la legge n. 312/80. Essa prevede la rivalsa della scuola per quanto dalla medesima risarcito agli alunni rimasti vittime di fatti illeciti, qualora si ravvisi il dolo o la colpa grave del docente nell' esercizio del proprio obbligo di vigilanza. Ciò significa che l'insegnate dovrà rimborsare alla scuola quanto essa abbia dovuto pagare a titolo di risarcimento dei danni, limitatamente alle gravi ipotesi di culpa in vigilando.

Nel recente passato, lo speciale trattamento legislativo riservato ai docenti, rispetto agli altri dipendenti pubblici, in merito alle ipotesi di responsabilità civile, ha sollevato mozioni di incostituzionalità, prontamente respinte dalla Corte Costituzionale. Il Giudice della leggi, invero, ha ritenuto tale disparità di trattamento ragionevole e rispettosa dei principi costituzionali, atteso che gli insegnanti sono maggiormente esposti al rischio di fatti dannosi, cagionati dalla naturale esuberanza e cronologica inadeguatezza di ponderazione degli interessi altrui da parte degli allievi adolescenti, sottoposti alla loro vigilanza.

Procedimento e sanzione disciplinare – La diretta responsabilità della scuola, salvo rivalsa, tuttavia non esclude che i docenti siano esenti anche da procedimento e sanzioni disciplinari, secondo la gravità dei fatti accaduti e del grado di colpevolezza, seppur concorrente , degli insegnanti stessi. E tale procedimento potrà avviarsi e concludersi con una sanzione a carico del docente , indipendentemente sia dell'esito dell'azione civile intentata dal danneggiato contro la scuola, sia se la parte lesa abbia eventualmente rinunciato al risarcimento del danno.


Avv. José Sorrento
Avvocato
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