Convegno/evento giuridico
Il nuovo TRF: seminario di studio Halley Editrice (Roma - Napoli)

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Roma - Napoli
02/02/2007


2 febbraio 2007 Napoli | 3 febbraio 2007 Roma

Seminario di studio : "Il nuovo Tfr"

Direzione scientifica a cura dell'avv. Luigi Viola

In collaborazione con


RELATORI

Doriana Cosenza , esperto di diritto del lavoro, di diritto sindacale e della previdenza sociale. Laureata in Giurisprudenza all'Università degli Studi di Teramo.

Ha conseguito la specializzazione in “Diritto sindacale, del lavoro e della previdenza sociale” presso l'Università degli Studi di Teramo.

Ha partecipato al corso di perfezionamento in “Legislazione del lavoro e delle relazioni sindacali” presso l'Associazione Bancaria Italiana di Milano ed ha frequentato il master in “Diritto e Processo del lavoro” presso l'Università “ La Sapienza ” di Roma.

È cultore della materia “Diritto del lavoro e diritto sindacale” all'Università degli Studi di Teramo e svolge attività di collaborazione alla cattedra di diritto del lavoro al Corso di Laurea in Consulente del Lavoro. Avvocato giuslavorista e civilista.

Rocchina Staiano , Avvocato dell'Adiconsum, della Cassa Edile e della Filca-Cisl di Salerno, Dottore di ricerca dell'Università di Salerno e Responsabile Sportello Mobbing Cisl di Salerno. Autrice di numerose pubblicazioni (tra le ultime: “Mobbing: viaggio nei meandri di un fenomeno in crescita”, Salerno, 2004; “Il mobbing e la P.A.”, (a cura di A. De Stefano); “Nella P.A. che cambia…”, Napoli, 2005; “I diritti dei lavoratori negli appalti”, Filca-Cisl, Roma, 2005) e di contributi in riviste (ad esempio: “Consulenza Lavoro & Previdenza”, “Diritto delle Relazioni Industriali”, “Diritto del Mercato del Lavoro”, ecc.), anche telematiche (www.lavoroprevidenza.com, www.personaedanno.it, www.diritto.it, www.altalex.com, ecc.) e nel giornale “Concertando”.

PRESENTAZIONE DEL CONVEGNO

Conto alla rovescia per l'appuntamento con la previdenza complementare.

Dal 1° gennaio 2007 partirà la c.d. “riforma della previdenza integrativa”.

Infatti, nella Legge Finanziaria per il 2007 è previsto l'anticipo di un anno dell'entrata in vigore del D.Lgs. n. 252/2005 che riscrive le regole sulle pensioni complementari.

Agli interessati, lavoratori ed imprese in primis , non è dato aspettare quella data per porsi qualche domanda e per ricercare le risposte adeguate al proprio caso.

Questa volta la riforma mette le mani direttamente nelle tasche dei lavoratori e delle imprese e si preoccupa prevalentemente del trattamento di fine rapporto (il Tfr).

Tanto è che dal Tfr la riforma conta di ricavare un'iniezione di risorse finanziarie tali da far finalmente decollare il pilastro previdenziale integrativo e la posta in gioco è molto alta: si consideri che annualmente il Tfr maturato da oltre 10.500 milioni di lavoratori ammonta a più di 15 miliardi di euro ed è accantonato in 4.206 milioni di imprese.

Dal 1° gennaio le cose non staranno più così. Diverse saranno le novità.

Cosa accadrà ai trattamenti di fine rapporto accumulati dai lavoratori? E di quelli maturandi?

Quali saranno i vantaggi e gli svantaggi per lavoratori ed imprese?

Come opererà la regola del silenzio assenso? Entro quando bisognerà operare una scelta? Cosa accadrà se non si sceglie?

Cosa cambierà per le imprese con più di 50 dipendenti? E per quelle con meno di 50 dipendenti?

Lo scopo di queste giornate di studio è di aiutare gli operatori del settore ad aver chiaro cosa cambierà in concreto e dare risposte alle diverse domande che si pongono in tema di trattamento di fine rapporto.

Programma (15.30-19.30)

Il convegno verterà sui seguenti argomenti:

- dall'indennità di anzianità al trattamento di fine rapporto;

- il trattamento di fine rapporto: profili generali;

- il trattamento di fine rapporto: profili pratici;

- la riforma del trattamento di fine rapporto: la previdenza complementare;

- trattamento di fine rapporto e fondi pensione.

Se desidera che nel corso dell'incontro vengano approfonditi uno o più argomenti in modo particolare, la invitiamo a segnalarcelo tramite e-mail all'indirizzo gloria@halleyeditrice.it . Le proposte più ricorrenti per-venuteci saranno prese in considerazione nell'elaborazione del programma definitivo.

A CHI E' RIVOLTO

Avvocati e praticanti avvocati, imprenditori, datori di lavoro, aziende, ma l'argomento può interessare un pubblico eterogeneo, quindi anche il comune cittadino.

QUOTA DI PARTECIPAZIONE

La quota di partecipazione è di euro 155,00 + IVA 20%, e comprende:

- partecipazione alla giornata di studio;

- 1 copia del volume Il nuovo Tfr, di Doriana Cosenza, edito da Halley Editrice;

- abbonamento annuale alla rivista Il nuovo Diritto gratuito per i primi 3 iscritti, e con uno sconto del 30% per gli iscritti successivi;

- coffee break.

Il numero dei posti è limitato . Verrà inoltre rilasciato un attestato di partecipazione.


Da Il Corriere della Sera.it del 25 novembre 2005

Cosa cambia con la riforma del Tfr

Ecco le principali modifiche che riguardano il trattamento di fine rapporto e che partiranno dal 2008

Che cosa cambia dal primo gennaio 2008 quando scatterà la riforma del Tfr (il trattamento di fine rapporto)? Entro quella data (ma per le piccole e medie imprese la riforma scatterà dal primo gennaio 2009) il lavoratore dovrà decidere se mantenere il Tfr o conferirlo ad un fondo pensione. Per decidere di conservare la liquidazione, però, bisogna comunicare espressamente questa scelta al proprio datore di lavoro. Se entro il 2008 (o 2009 per le piccole e medie imprese) il lavoratore non comunicherà nulla, il Tfr verrà automaticamente trasferito alla previdenza integrativa. La liquidazione già accumulata invece conserva il regime attuale. Esiste, però, anche una terza strada. Sempre entro il 2008 (o il 2009 per le piccole e medie imprese) il dipendente potrà comunicare al datore di lavoro il fondo integrativo, diverso da quello di categoria, o il Piano pensionistico individuale al quale destinare il Tfr.

CONFERIMENTO TACITO

L'adesione realizzata tramite il solo conferimento esplicito o tacito del Tfr non comporterà l'obbligo della contribuzione a carico dell'azienda (se prevista da un accordo) e dello stesso lavoratore. Perché scatti l'obbligo, il lavoratore dovrà iscriversi espressamente: in questo caso potrà destinare allo strumento prescelto il contributo dell'azienda, oltre ovviamente al proprio. Per giovani e lavoratori di mezz'età, la strada della previdenza integrativa è decisamente consigliata: se da pensionati non vorranno avere un drastico ridimensionamento del proprio tenore di vita, dovranno infatti dire addio alla liquidazione. L'esigenza della pensione integrativa, invece, è sicuramente meno forte per chi sta per ritirarsi dal lavoro e avrà la pensione pubblica calcolata interamente con il metodo retributivo.

REVOCA

L'opzione di mantenere la liquidazione potrà essere successivamente revocata, e in qualunque momento si potrà decidere di destinare il nuovo Tfr allo strumento prescelto. La marcia indietro, invece, non è prevista nel caso in cui il Tfr confluisca nei fondi. L'addio alla liquidazione è definitivo. E dopo due anni ci si può trasferire ad altro prodotto portando con sé il contributo aziendale. Il periodo di silenzio-assenso scatterà il primo gennaio 2008 (2009 per le piccole e medie imprese).

SILENZIO-ASSENSO

Se entro sei mesi (quindi entro il primo luglio del 2008 o 2009) il dipendente non comunicherà al proprio datore di lavoro come intende impiegare la liquidazione, il Tfr sarà conferito al fondo pensione previsto dagli accordi o contratti collettivi, anche territoriali, salvo che non sia intervenuta un'intesa diversa con le rappresentanze dei lavoratori. Ricordiamo che confluiranno alla previdenza integrativa solo le nuove quote del Trattamento di fine rapporto. In sostanza la liquidazione andrà al fondo chiuso, oppure a quello aperto scelto in base ad un accordo fra azienda e lavoratori. Se esistono più fondi i futuri accantonamenti del Tfr andranno a quello individuato fra azienda e i lavoratori. Se quest'accordo non esiste, la liquidazione finirà invece al fondo cui aderirà il maggior numero di dipendenti dell'azienda in cui si lavora. Infine, negli altri casi residuali il Trattamento verrà conferito ad un fondo pensione costituito dall'Inps e sarà gestito con regole analoghe a quelle previste per gli altri. Se (come avviene in molti casi), il fondo pensione prevede più linee d'investimento con diverso profilo di rischio, la liquidazione che viene dal silenzio-assenso sarà conferito a quella più prudenziale, a minor contenuto azionario.

COSA CAMBIA

Se il lavoratore è stato assunto prima del 29 aprile 1993, nei sei mesi previsti per il silenzio-assenso (cioè entro il primo luglio 2008 o 2009) dovrà comunicare al datore di lavoro se vuole continuare a versare soltanto la quota di Tfr prevista dal fondo, come avviene oggi, oppure l'intero accantonamento annuale. Anche per i vecchi iscritti vale il meccanismo del silenzio assenso. Se, quindi, non manifesteranno alcuna scelta, la quota di liquidazione che ora rimane in azienda verrà automaticamente trasferita al fondo cui risultano iscritti. Se il lavoratore aderisce già a un fondo pensione ma è stato assunto dopo il 29 aprile 1993, per lui non cambierà nulla: continuerà a versare alla cassa previdenziale l'intero Tfr, esattamente come avviene ora.

DIPENDENTI PUBBLICI

La riforma Maroni, approvata l'estate scorsa, prevede che anche i dipendenti pubblici possano utilizzare, a fini previdenziali, l'equivalente della liquidazione, ma per far partire la macchina sono necessari accordi specifici tra l'amministrazione pubblica e le organizzazioni sindacali. L'estensione non potrà che essere progressiva. La stragrande maggioranza dei dipendenti pubblici, compresi quelli degli enti locali, non è, quindi, interessata al meccanismo del silenzio assenso. Non dovrà manifestare alcuna scelta, né, in caso di silenzio, vedrà la liquidazione finire nei fondi pensione. La scadenza del 2008 non riguarda infatti la sfera del pubblico impiego. Gli statali, comunque, possono aderire ai fondi pensione istituiti. In questo caso il Tfr viene accreditato in maniera virtuale presso l'Inpdap, l'istituto di previdenza dei dipendenti pubblici, che lo rivaluterà secondo la media dei rendimenti di un paniere di fondi pensione, e alla cessazione del rapporto di lavoro lo trasferirà al fondo prescelto.

ACCREDITO VIRTUALE

Tutta la previdenza integrativa dei dipendenti pubblici dovrebbe basarsi sull'accredito virtuale. Non è infatti immaginabile che Stato, ministeri, Comuni, Regioni, Province possano versare materialmente il Trattamento di fine rapporto dei loro dipendenti ai fondi. Si rischierebbe il dissesto della finanza pubblica.


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Il Quotidiano giuridico on line ISSN 2280-613X


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